venerdì 22 giugno 2007

Partito Democratico, Veltroni già in pista: «Momento importante»

Mercoledì sera l'incontro con Romano Prodi dopo che, durante la giornata, erano arrivati gli appoggi decisi di Piero Fassino e di Massimo D'Alema. Giovedì l'incontro con Francesco Rutelli. La candidatura di Walter Veltroni ad essere il prossimo (e primo) segretario del Partito Democratico ha improvvisamente avuto un'accelerazione. E forse già entro la settimana dovrebbe arrivare l'annuncio ufficiale che il Sindaco di Roma si mette in lizza per il prossimo 14 ottobre.
Che l'orientamento di Veltroni sia per un «sì» al mettersi in corsa è confermato anche da quello che lo stesso Veltroni ha detto ai giornalisti dopo tre quarti d'ora di colloqui con Francesco Rutelli. «È una momento importante della mia vita politica e personale» ha detto. «Spero che possa essere un momento importante per il Paese, per tutti noi che finalmente vediamo coronato il sogno del nascente Partito democratico, quali che siano le scelte che si faranno». Il sindaco di Roma non ha voluto sbilanciarsi sulla sua decisione di candidarsi alla guida del Pd. «La decisione è vicina - dice ai giornalisti - quanto lo era ieri. Non è cambiata nella notte». A chi gli chiedeva se avrà molti colloqui, Veltroni ha risposto: «Queste sono quelle cose per le quali bisogna soprattutto colloquiare con se stessi, con la propria coscienza e poi sentire le opinioni di persone che si stimano».(da unità.it)
Speriamo di chiudere in fretta il capitolo segretario perchè fatto il contenitore urge definirne i contenuti, se non facciamo questo arriveremo impreparati al 14 ottobre. Il processo è iniziato, ma la nostra gente è stanca di aria fritta, fa delle domande a cui è obbligo dare risposte. Chi ha idee è ora che venga fuori. GPS

3 commenti:

Nico ha detto...

Una cosa mi sta stretta.
Non certo la scelta di Walter, ottima persona che stimo da sempre, anche quando altri (di noi)non lo stimavano affatto perchè morbido, kennediano e considerato uno poco-politico, idealista....

è bastato dire che: "le elezioni del segretario saranno dirette", "scontro di liste", "parola ai cittadini", "grande fase di scontro di idee".....
MA DOVE...!?!!?
MA QUANDO....!?!?

4 ore dopo queste affermazioni si sono TUTTI precipitati all'incoronazione del Walter nazionale, addirittura Casini (già pronto) ha detto che se sarà Veltroni dovrà succedere qualcosa anche a destra..... Tutti a preoccuparsi di ritirare la propria candidatura a favore di quella di Veltroni...
MA VAAA! ..bello scontro di idee, bel fegato caro Rutelli & C.
Ma cos'è? non esiste competizione che non comporti delegittimazione?

Ripeto, sono anche contento di Veltroni, anche se personalmente voterei Bersani o la Finocchiaro, ma questi giochini ormai li conosciamo..
Con questa mossa l'elettorato del futuro PD si è sentito un pò preso per il culo!
(ma va bene così, in fondo quell'abitudine l'abbiamo già...)
..NEI MODI, RIPETO, NON NEI CONTENUTI..

Ho già la paura di uno schieramento di dirigenti (e di idee) già preconfezionato da chi c'è già e che di certo non vuol perdere nemmeno un cm della propria poltrona partecipando allo stuolo di osannatori del Veltroni.

A questo punto la gente cosa voterà? Liste contrapposte? Fra Veltroni e Scalfarotto? e poi? i 2500 dell'assemblea eleggeranno chi? ma se la storia è già scritta cerchiamo di risparmiare tempo e denaro..incoroniamo Walter e via!
Dici bene, è UN MOMENTO IMPORTANTE. Allora facciamo una svolta anche nei modi della politica, basta con la finta democrazia.
Il brutto è che ormai ci siamo talmente abituati che non ci facciamo nemmeno più caso..
Bastava ci dicessero che il segretario lo sceglievano i "45" ed ero già contento, giuro!

GPS ha detto...

Le perplessità che tu esprimi sono anche le mie, tanto che se dovessi votare oggi, non voterei per Veltroni. Poi vedremo cosa offre “il mercato”.
Ma non posso, non riconoscere a Veltroni le qualità che Padellaro evidenzia in un articolo di oggi che ti segnalo, insieme a quello letto sulla Stampa

“La candidatura che Walter Veltroni annuncerà a Torino mercoledì prossimo, ma che viene già data per sicura, è prima di tutto una buona notizia per il nascente Partito democratico per tre ragioni almeno. Primo: non da oggi Veltroni è in testa ai sondaggi di gradimento tra gli elettori del centrosinistra, soprattutto come leader da opporre alla destra. Secondo: anche quando sembrava pura utopia, Veltroni è stato tra i primi a battersi per la nascita di un partito nuovo che mettesse insieme le diverse culture riformiste del Paese. Diciamo che conosce la materia. Terzo: sul nome di Veltroni si sono detti d’accordo D’Alema, Fassino, Rutelli, Finocchiaro, Franceschini, ovvero tutti gli esponenti ulivisti che avrebbero potuto competere per l’incarico di segretario del Pd. Questa convergenza ha fatto storcere il naso a qualcuno che teme o la «sciagura dell'unanimismo» («Corriere della sera») o il «plebiscito» frutto di «manovre preventive di negoziato interno», con la conseguente negazione dello spirito delle primarie («La Repubblica»). Tutte preoccupazioni rispettabili ma un po’ affrettate visto che la candidatura Veltroni dovrà poi essere sostenuta dal voto popolare (ci auguriamo il più ampio) del prossimo 14 ottobre. E non sarà certamente colpa di Veltroni se (come teme Parisi) non si troverà a competere con altre candidature di spicco. Non vorremmo invece che con gli improvvisi timori di «unanimismo» poteri più o meno forti cercassero di suggerire al nuovo segretario del Pd il programma delle cose da fare e da non fare”. ( Antonio Padellaro sull’Unità di oggi)
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“A cominciare dalla sua capacità di attrarre i consensi di tutto ciò che si trova alla sinistra del Partito democratico. Non è un mistero che Veltroni sia anche il candidato di Bertinotti e di quanti hanno appena lasciato i Democratici di sinistra: a lui e non ad altri viene riconosciuta la capacità di coniugare riformismo e radicalismo, qualunque cosa s’intenda per questa bizzarra composizione alchemica. Più facile a dirsi che a farsi, viene da pensare, soprattutto in presenza di un governo che arranca proprio per una poco chiara delimitazione dei confini interni tra le componenti moderate e massimaliste della maggioranza.” (Sergio Romano sulla Stampa di oggi).

Se ad ottobre il PD si presenta con una proposta forte e condivisa dalla maggioranza dei votanti, ci sputiamo sopra?
Guarda che questa è la democrazia. Poi stiamo a vedere siamo alle prime battute.GPS

Marcoooo ha detto...

fantastico...