mercoledì 13 febbraio 2008

Uspòfè “si può fare”

Uspòfè da noi in Romagna significa “si può fare”
Mi riferisco alle primarie per la scelta dei candidati del PD alle prossime elezioni.
A Roma si faceva un po di melina, evitando il problema con: “non c’è tempo” poco convincente.
Sono perfettamente consapevole che il 13 aprile è troppo vicino e che probabilmente è vero che in tutto il paese il PD non è in grado di sopportare un tale sforzo organizzativo per mille motivi.
Alla fine di fronte alla determinazione di molti segretari regionali a cominciare da Salvatore Coronna dell’Emilia Romagna, spalleggiato dalla Toscana, Liguria, Piemonte e altri. La decisione è stata quella di organizzare un’ampia consultazione tra gli elettori del PD. Come metterla in pratica materialmente i membri del Coordinamento nazionale sono già al lavoro.
Da vari giorni i coordinatori provinciali del PD dell’Emilia Romagna avevano già esplicitamente fatto sapere a Roma che “Uspòfè”.
Il coordinatore Provinciale di Ravenna del PD Alberto Pagani era ancora più esplicito: A Ravenna e in Emilia Romagna crediamo di essere in grado di realizzare una consultazione vera, con cui decidere i candidati, certo con una quota per quelli “nazionali”. Qui le cose finte non le facciamo. Che tradotto vuol dire:”Se non c’è gradimento su un nome va cancellato dalle liste”,”Abbiamo eletto i nuovi segretari dei circoli territoriali e poi non eleggiamo i deputati?”.
Sono convinto che anche il sistema delle primarie per la scelta dei candidati, segno di modernità e rispetto per gli elettori, possa dare al PD un ulteriore spinta per recuperare il terreno che ancora manca per raggiungere la vittoria.
Questa battaglia elettorale non si gioca solo fra destra e sinistra, ma anche fra il vecchio e il nuovo.
Alla fine di gennaio nel post
I giorni della merla scrivevo “negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un incremento formidabile dell’istanza di partecipazione dal basso. Le primarie, nel senso del principio generale di partecipazione democratica può essere lo strumento adeguato. Potenziare le Primarie e applicarle alle candidature parlamentari è, a mio avviso, il grimaldello per il necessario “shock innovativo”.
Con lo “shock innovativo” avrete notato la situazione: La strategia del Partito Democratico scompiglia le carte, scopre i bluff e prende il piatto. Forza Italia rincorre col copia, incolla e spariglia la Destra.
Il Bellachioma, da uomo che vendeva miracoli del “meno tasse per tutti”, del “un milione di posti di lavoro” oggi in piena mutazione non va oltre alla promessa di non l’aumentarle, il milione non lo cita nemmeno. Da uomo nuovo della provvidenza, non va oltre all’usato sicuro.
Ben presto il suo elettorato si chiederà perché loro scelgono e noi no? Bellachioma siamo diventati noi i coglioni?. GPS

3 commenti:

BC. Bruno Carioli ha detto...

Primarie significa una sola cosa, elezioni preventive per individuare i candidati partendo da liste più large.
Ampia consultazione è cosa diversa.
Democratiche tutte due le modalità, ma sensibilmente diverse.
Se la memoria non mi frega si era parlato di primarie sempre.

okappa.laura ha detto...

sono daccordo
ma non è possibile organizzare tutto da qui ad inizio marzo

qualcuno si rende conto che siamo il 14 febbraio?
:-D

Barza ha detto...

La mio opinione è che risulta molto difficile determinare i candidati con questo sistema eletorale per questi motivi:
1) vi è la necessità di indicare capi-lista di "peso" in molti collegi italiani, col rischio di non sapere fino all'ultimo quale essi scelgano per l'elezione
2) nelle regioni tendenzialmente "rosse" le liste saranno capeggiate dai cosidetti big o professionalità che necessitiano per l'attività parlamentare
3) questo sistema elettorale, a differenza del maggioritario, non ha carattere di rappresentatività territoriale

Comunque Pagani ha parlato di primarie vere e proprie, ha detto "non vogliamo che siano le segreterie di partito da Roma a scegliere chi ci deve rappresentare in parlamento".

Ieri sera Veltroni ha parlato di consultazioni in tutti i circoli di Italia.

Sono due cose certo diverse, ma credo che ogni coordinamento possa scegliere la strada che reputa più giusta.


Vi chiedo : sarebbe giusto allargare, in caso di primarie, al popolo di ottobre o limitare la consultazione ai soli iscritti?

Saluti

Massimo Barzaglia