
Il titolo piacque, allora, agli organizzatori della presente mostra napoletana che l’hanno riproposto. I pezzi invece sono ovviamente diversi.
Animali che sono sì raffigurati fedelmente, fin nei particolari minimi, ma non tanto con intento naturalistico quanto con una stilizzazione appunto da bestiario medievale o da “camera delle meraviglie” barocca: come i coccodrilli imbalsamati che venivano esibiti per destare stupore e meraviglia, così i camaleonti di Mirta si ergono fieramente su vasi e ciotole ma anche su foglie di ninfea e di loto.
Mantenendo la sapiente dimensione di un mestiere antico coniugato però nel contemporaneo, ripescando dal repertorio tradizionale faentino alcuni elementi e trasformandoli con ironia, freschezza e soprattutto con grande passionalità, la Morigi ha saputo innestare nella propria arte stimoli esterni e non localistici e allo stesso modo riesce ad «esportare» il fascino, sempre vivo, di un materiale fragile e prezioso come quello della maiolica faentina.
Nonostante il contrasto (anzi, forse proprio grazie a quello) fra contenuto e contenitore, i cromatismi puri, gioiosi, lucidissimi, delle opere di questa infaticabile artista si accordano perfettamente con le austere pietre vulcaniche di cui è fatto Castel dell’Ovo e in particolare i locali delle Prigioni che ospitano la mostra. Fino all’11 aprile. (fonte Massimo Isola)
Mirta Morigi è una bravissima ceramista faentina e una cara amica, espone da tempo in manifestazioni di carattere nazionale e internazionale, se vi trovate da quelle parti andate a vedere le sue opere ne vale la pena.
Per saperne di più il suo sito QUI. GPS
Mantenendo la sapiente dimensione di un mestiere antico coniugato però nel contemporaneo, ripescando dal repertorio tradizionale faentino alcuni elementi e trasformandoli con ironia, freschezza e soprattutto con grande passionalità, la Morigi ha saputo innestare nella propria arte stimoli esterni e non localistici e allo stesso modo riesce ad «esportare» il fascino, sempre vivo, di un materiale fragile e prezioso come quello della maiolica faentina.
Nonostante il contrasto (anzi, forse proprio grazie a quello) fra contenuto e contenitore, i cromatismi puri, gioiosi, lucidissimi, delle opere di questa infaticabile artista si accordano perfettamente con le austere pietre vulcaniche di cui è fatto Castel dell’Ovo e in particolare i locali delle Prigioni che ospitano la mostra. Fino all’11 aprile. (fonte Massimo Isola)
Mirta Morigi è una bravissima ceramista faentina e una cara amica, espone da tempo in manifestazioni di carattere nazionale e internazionale, se vi trovate da quelle parti andate a vedere le sue opere ne vale la pena.
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