venerdì 27 luglio 2007

L’ autocandidatura di Pannella al PD

Questo post è dedicato all’amico “Il Libetario” che mercoledì 25 luglio annunciava:
C'è chi arriva prima ma nessuno se ne accorge... o meglio fa finta di non accorgersene


Se a Marco Pannella le primarie piacciono tanto, perchè non le organizza per il “partito setta” di sua proprietà, invece di scegliersi personalmente i segretari sulla base della fedeltà alla sua persona e cacciare a pedate chi osa criticarlo?
Con tutto il rispetto per il Vecchio Guru, il punto vero è l’ossessione di Pannella per i media e l’esposizione mediatica : altro che politica e PD.
Fino ieri inneggiava alla Costituente socialista, costituente che ha forza di perdere "petali" e "spine", (vedi Capezzone) questa rosa è rimasta del tutto spelacchiata.
Il guru era in buca, senza consultare nessuno, come usa fare, si è inventato il colpo di teatro.
Ah, ora la strategia politica radicale è chiarissima:
Fuori e dentro il governo (Bonino).
Fuori e dentro la costituente socialista (Bernardini).
Fuori e dentro la maggioranza (Capezzone).Fuori e dentro il Partito Democratico (Pannella).
Una strategia politica rivoluzionaria? Per favore, cose già viste e riviste, a me sembra il solito "facciamo casino".
Forse la candidatura di Pannella ha sortito un effimero effetto: il diniego da parte dei vertici del nascituro PD alla sua (auto)candidatura. In questo modo si potrà gridare sempre più forte che questo Pd ha poco di democratico ma molto di oligarchico... oltre ad essere chiuso, settario, corporativo, e tutti gli aggettivi qualificativi che rientrano a pieno titolo nella Pannelleide...
Ho l’impressione che il vecchio Guru si avviti su stesso come un motore fuso.
Ma oramai siamo alla frutta. Come dice un vecchio radicale:
“Spiace dirlo, ma il Pannella di oggi è solo la pallida e ridicola caricatura di quello degli anni 70 e 80......un uomo di tale storia dovrebbe capire che il suo tempo politico e mediatico è terminato.....ancor di più lo dovrebbero capire i compagni radicali assumendo da subito i dovuti provvedimenti. Prima che sia troppo tardi....per loro stessi!”. GPS

2 commenti:

Riccardo ha detto...

A GPS'... piano con le parole....

;-D

Un Libertario Radicale

P.s Non mi sembra che in tema di voglia di visibilità il Pd sia così tranquillo... da quanto è che se ne parla... del nulla???

Anonimo ha detto...

Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.