giovedì 24 aprile 2008

Padani terùn

«Ognuno ha il suo Sud. Da quando nel 2003 si sono aperte le frontiere, noi del Canton Ticino siamo stati sommersi dai frontalieri. Il problema sono i romeni ma pure i comaschi che vengono qui a lavorare, non li controlla nessuno, si fanno pagare meno del dovuto, portano via lavoro ai ticinesi e riportano in Italia valuta» (fonte la stampa.it)
Lo ha affermato due giorni fa Giuliano "Nano" Bignasca, ex-parlamentare svizzero, nonchè ex scalpellino luganese diventato, imprenditore fallito (con operai italiani in nero), gestore di bordelli, noto cocainomane e capo della Lega dei Ticinesi.
E pensare che solo il 6 gennaio 2008 il "Senatur" Umberto Bossi e "Nano" Bignasca avevano firmato il famoso patto per il futuro dell'Insubria.
E’ proprio vero, Dio li fa poi li accoppia.
“Insomma, l'idea di Insubria deve trovare soprattutto contenuti e punti in comune tra le persone. Troppi "parrucconi", troppe istituzioni fini a sé stesse: l'Insubria ha bisogno di Terra e Popolo. L'incontro odierno ha dimostrato la condivisione di lingua, origini lontane e problemi attuali. Laddove le vacue istituzioni non arrivano, la forza delle persone e delle idee supplisce ai bisogni del territorio”.(fonte Lega dei Ticinesi).
Che ti fa adesso “il Nano”, ognuno ha il suo nanosfiga, ti sposta la riga. “Se intend furest tucc chi che ghè nasù sott Canton Ticin
Ai “Ai legaioli padani” un monito: Chi di Lega ferisce….
SE uno
Yupik, eschimese che vive nell'estremo occidente dell'Alaska, sposta anche lui la riga che cosa può pensare del Bossi e del Nano ticinese? Potete sbizzarrirvi . GPS

1 commento:

storie di tamarri ha detto...

mamma mia quanto sono brutti.