lunedì 4 agosto 2008

L’Europa in Appennino

Porte aperte a Cà Budrio sull’Europa per in contro tra giovani dal 12 al 21 agosto
Nel cuore dell’Appennino tosco romagnolo l’Europa si incontra. In partnership con l'associazione Binario 1 di Roma, con il patrocinio dell’agenzia Italia per i Giovani, della commissione europea su istruzione e cultura, della provincia di Ravenna e del Comune di Casola Valsenio, il Centro turistico-ambientale di Cà Budrio vi invita a partecipare al suo primo scambio culturale dedicato all’Europa. Finanziato dal programma dell'Unione Eurpoea Youth In Action
, l’incontro prevede la presenza di 40 ragazze e ragazzi di varie nazionalità (Italia, Germania, Polonia, Estonia) che si incontreranno a Casola Valsenio, a Ca’ Budrio, per convivere, discutere e divertirsi insieme.

Il titolo dell’incontro è E=M2., dove E sta per Europa e M2 significa “migrazione” e “mobilità”. I temi dello scambio sono proprio questi: la migrazione, come primo grande fenomeno di incontro e confronto tra culture diverse; l’Europa, come luogo in cui queste culture si incontrano e dialogano, e la mobilità giovanile, ovvero le opportunità offerte ai giovani di viaggiare (adeguatamente alle loro tasche) e conoscere popoli e culture diverse e favorire così la formazione di una comune identità europea. 
Tutte le attività si svolgeranno in maniera divertente e non formale. Ci saranno escursioni e workshop su vari temi.

L’incontro è aperto a ragazzi dai 17 ai 25 anni e richiede una conoscenza base dell'inglese, che sarà la lingua ufficiale dello scambio. (Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni)
Per saperne di più QUI GPS

5 commenti:

Barza ha detto...

Credo che sia una gran bella notizia, segno che lo spirito europeista si sta radicando nel tessuto nazionale. Dico questo da profondo sostenitore dello spirito europeista e per uno stato sovranazionale che estenda i confini al di là delle riserve che padani e soci si vogliono creare. Occorre ancora maggiore impegno dalle istituzioni culturali e scolastiche, in quanto ora solo i figli di benestanti possono permettersi programmi studio all'estero, come progetti erasmus, leonardo da Vinci o similari. Questo fattore sta divenendo la nuova discriminante elitaria e classista in termine di diritto allo studio.

Saluti.

Massimo Barzaglia

Riccardo ha detto...

O ma la lotta di classe non si perde mai....

La nostra è la generazione Erasmus

Chi la fa è perchè vuole farla

Non mettiamola sempre e solo come problema di classe... si diventa anacronistici

Saluti libertari

Barza ha detto...

Forse te appartieni alla generazione di Erasmus, io come molti altri appertenevamo alla generazione di quelli che in estate andavano alla frutta e in inverno a fare i pizzaioli per potersi pagare gli studi e qualche svago, indipendentemente dal merito universitario.
Non è questione di lotta di classe, è giusto per sottolineare che in Italia il merito dovrebbe passare anche su questo canale. Il PD non dice questo? O te sei passato dalla parte dei conservatori?

Riccardo ha detto...

Barza ha un anno in meno di me....

Non fare della facile ed inutile demagogia (ci conosciamo e la pizza o la frutta...)

Sei andato all'Università di Bologna e proprio qui hai potuto vedere quanti ragazzi provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo (di ogni ordine e grado social-economico) ci fossero e proprio perché sei stato all'Università avrai potuto constatare come il diritto allo studio, anche estero, fosse aperto a tutti

Almeno alla stragrandissima maggioranza dei casi

Non ti viene in mente forse la cosiddetta BORSA DI STUDIO...... compresa quella data da quelli che tu definisci conservatori (comprese associazioni, club e massonerie associazionistioche....) a ragazzi di ogni provenienza e di ogni appartenenza (sociale, etica, etnica, culturale, ideologica) ..... poi ognuno queste risorse le spende come vuole

Quando dici "in quanto ora solo i figli di benestanti possono permettersi programmi studio all'estero, come progetti erasmus, leonardo da Vinci o similari" stai palesemente esagerando

Infine, cosa vuoi dire con il merito.... perché andare all'estero a studiare è solo una questione di merito o anche e soprattutto di scelta personale???

Barza ha detto...

Mi riferisco non tanto ai programmi di studio di periodo limitato, ma soprattutto ai corsi post-universitari specialistici, quali MBA e similari. Credimi, lo studio continuato all'estero per un periodo di due o più anni dopo la laurea sta divenendo la nuova discriminante sociale per l'ingresso nel mondo del lavoro, e soprattutto in certi posti di notevole prospettiva. Non sono solo io che lo dico, è un fatto oramai assodato. Quando parlo mi riferisco soprattutto a una generazione, non tanto a me in quanto prima persona. Tu ti riferisci alle scelte personali, ma è come se dovessi cambiare macchina con 5000 euro in banca. Certo che potrei comprarmi anche una bmw, ma la scelta personale sarebbe decisamente diversa. Guarda, nelle mie parole non c'è senso di rivalsa per chi è benestante, ho sempre pensato che guardare chi sta peggio di te ti aiuta molto a vivere, ma non possiamo negare che le differenze economiche familiari incidono ancora molto nelle scelte di studio dei ragazzi italiani. Ed anche e soprattutto per questo il sistema scolastico italiano è decisamente arretrato. Per quel che riguarda la parola merito il concetto è molto semplice, se vi è la possibilità di offrire 10 posti studio in un'università prestigiosa stramiera, questi dieci posti debbono essere offerti ai 10 migliori studenti, e se non possono permetterselo ecoomicamente li deve aiutare lo stato. Mi sembra semplice il concetto.