mercoledì 3 dicembre 2008

Lega ladrona, la biscia non perdona

Per anni i legaioli hanno cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in Terronia di amici, cognati e parenti. Anche su questo hanno creato il loro consenso.
"El leon magna el teron che l’è un sprecon","La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo" tuonava il grande celodurista. Di rincalzo i pretoriani:
«In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto».
Poi lo stato maggiore legaiolo subisce la metamorfosi, si avvezza alla stagione del magna magna, rivoluzionari si ma non esageriamo. Quando, valori e ideali messi da parte, entra in gioco la pecunia e il potere è tutta un’altra cosa. Cosi oggi la Repubblica ci fa sapere che:
Giù al Nord, cioè a Seregno, quarantamila abitanti nella Brianza ricca, grassa e piatta, la via della politica è lastricata di parenti. Di ogni grado e specie. Figlio e cognato, sorella e fratello. Chi al municipio e chi in una municipalizzata. Chi al partito e chi al cda. Un poltronismo familiare edificato e poi ancor meglio sviluppato sotto il governo della Lega. La politica formato famiglia pone Seregno di diritto nella top ten delle città governate secondo lo jus sanguinis.”
Hanno fatto sistema, specialmente a Seregno, soprattutto i propri cari. La figlia del vicesindaco è consigliera di amministrazione della holding; il cognato di un assessore è consigliere di una società partecipata (la Aeb); poltrona al fratello di un altro assessore (di An), poltrona alla sorella del capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. In un'altra società di scopo (energia, calore, trading) si è trovato posto per la sorella di un consigliere comunale (Forza Italia). Il segretario della Lega ha ottenuto di sedere nel consiglio di amministrazione di una figlietta magra della holding (Gelsia Reti); quello dell'Udc ha ottenuto quanto gli spettava (consigliere di amministrazione) in un'altra Spa, Gelsia Calore”. Della serie basta con Roma ladrona, adesso tocca a noi.
Alla base legaiola, la pancia tumultuosa del partito, pare non vada più giù la parte del pugile suonato che incassa e zitto. La fanatica serenata della “Padania Libera” diventa uno sfrigolio sempre più insopportabile.
E così, laggiù al Nord, in quel di Bergamo di sopra, qualche giorno fa è apparsa un bandiera (foto)
E’ la biscia che si rivolta al ciarlatano? GPS

3 commenti:

Rigitans' ha detto...

la lega è morta, nel momento stesso in cui ha scelto berlusconi nel 1994. gli do al massimo 5 anni di vita come partito nazionale. sempre che il pd non continui a fare cazzate. ciao

BC. Bruno Carioli ha detto...

Forse quello è il tanto decantatolegame col territorio ?

Anonimo ha detto...

Che vi aspettavate, siamo o non siamo tutti Italiani, chè chè se ne dica alla prima occasione siamo pronti a buttare alle ortiche tutti i nostri buoni propositi. Non è seguendo una bandiera diversa dalle altre che si cambia, nè tantomeno si cambia in un momento come questo, in cui l'Italia stà attraversando un periodo in cui vige il teorema del " Ogni passata è persa",. L'Italia sta attraversando una brutta china, e tutti approfittano di qualsiasi occasione, senza alcuno scrupolo
Fatta l'Italia bisogna rifare gli Italiani