
Il Gambarin è un esponente di spicco della Land Art (o arte del territorio) italiana, una forma espressiva nata a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 che interviene sul paesaggio, trasformando il terreno, le piante e gli altri elementi naturali in veri e propri lavori artistici.
Il suo pennello è un trattore, la sua tela campi di grano le sue opere immense, grandi come sei campi di calcio, non sono eterne come tele o sculture, ma l’impatto e la forza espressiva sono davvero sensazionali..
Per realizzare questi giganteschi disegni il Gambarin non si fa guidare da niente che non sia la sua creatività: sistemi GPS o di tracciamento laser non fanno parte del suo bagaglio artistico. La sua tela è solo un campo e il suo pennello un aratro attaccato ad un vecchio trattore.

Quando il lavoro con l’aratro è finito un fotografo a bordo di un piccolo aereo, sorvola il disegno e lo fotografa. E solo allora si scoprirà se l’esecuzione è stata perfetta.
L’artista impiega dalle 3 alle 5 ore per realizzare le sue opere. E ogni disegno è fatto "di getto", senza soste, in un’unica lunga performance.
Non avendo punti di riferimento, l’esecuzione di questi disegni richiede una grandissima concentrazione: la tensione di Gambarin durante le ore di lavoro è talmente alta da farlo dimagrire di qualche chilo. (fonte focus.it)
Tra le una opere più recenti di Gambarin, una dedicata a Nelson Mandela, il vero vincitore dei mondiali di calcio 2010, l’altra un omaggio al Presidente USA Barak Obama con un messaggio: la speranza è nella terra. (foto sopra)
Per saperne di più QUI GPS
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