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domenica 10 febbraio 2013

La Lega Nord lasci perdere le vacche

I legaioli nostrani, abbandonata la secessione e smarrito il federalismo, prima di annegare nelle sacre acque del Dio Po, hanno abbassato il tiro. Stavolta puntano tutto su una nuova crociata, detta della “Tassa la Vacca”.
Infatti anche il Carroccio dell’Emilia Romagna, per combattere la crisi e rilanciare l’occupazione, copia la proposta della Lega lombarda di tassare la prostituzione. L'offerta sessuale a pagamento, sostengono i nostri ex celoduristi, deve essere considerata a pieno titolo una prestazione di servizi retribuita che rientra nelle normali attività economiche e pertanto va tassata.
Il Borghezio e il Calderoli, al comando delle ronde padane, vagheranno per viali a marcare le lucciole col sole delle alpi che saranno poi tassate.
L’idea, dopo tutte le puttanate che ci hanno raccontato e le porcate che hanno fatto in tutti questi anni, è forse quella più sensata. Tuttavia, come sempre casca l’asino, non solo perchè pretendono che il 75% delle prostitute rimangano al Nord, ma non si sono nemmeno accorti dopo dieci anni di governo, che la tassa sulla la prostituzione esiste già.
”Prima di spiegare, sgombriamo il campo da un equivoco. La prostituzione in Italia è un'attività lecita. La Legge Merlin (75/1958) ha infatti soltanto vietato le cosiddette case di tolleranza e introdotto una serie di reati attinenti alla prostituzione, come lo sfruttamento (economico) o il favoreggiamento (non economico), senza tuttavia vietare la prostituzione in sé e per sé.
E ora la questione fiscale. La Cassazione, con la sentenza n. 10578/2011, ha chiarito che in Italia (decreto legge 223/2006, art. 36 c. 34bis) è stato introdotto un principio generale di tassazione delle attività per il fatto stesso che esistono, comprese perfino quelle illecite. Nella stessa sentenza la Cassazione va oltre e inquadra l'attività di prostituzione, qualora esercitata in forma autonoma, come soggetta ad Iva, rientrando nella definizione dell'esercizio di arti e professioni”.
D’ altronde da chi non conosce manco la Costituzione, pretendere che sia al corrente delle leggi della Repubblica italiana forse è chiedere troppo.
Amici legaioli lasciate perdere, l’ultima volta che vi siete occupati di vacche, pantalone ci ha rimesso oltre 4 miliardi di euro. GPS

mercoledì 9 gennaio 2013

Toglietemi tutto ma non La Padania

In tutti questi anni abbiamo cercato di raccontarvi, nel modo più dettagliato possibile, tutto quello che succedeva nella Provincia Legaiola.
Dalle patacate più incredibili alle imprese ai confini dell’ idiozia, dalle porcate indicibili alle pirlate megagalattiche, insomma tutto quello che passava da quelle parti il convento e venduto come “Le imprese gloriose dei valorosi Vichinghi Cornuti”.
Tuttavia oggi è anche per noi un giorno di malinconia. Vedere i nostri legaioli, mazziati dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie, tentare invano di simulare il ritorno ai vecchi “valori leghisti” ci riempie di una certa trepidazione.
Ci siamo giocati il Cappio, Roma Ladrona, Il Dio Po e le ampolle sacre, il Ce l'abbiamo più duro, La Lega vi fà un culo così, Fora da i ball!, le ronde celtiche, il sacro pratone, le focose appiccicature del Sole delle Alpi, il parlamento padano, i ministeri al Nord, il federalismo, l’indipendenza, la secessione, la devolution, il cerchio magico, la rivoluzione delle scope, ecc. e la nuova vecchia Lega di Maroni dopo tanti decessi e distruzioni, che fa? Torna sulle ginocchia del Papi
Ma la notizia più grave non è questa, infatti è di oggi che il Tosi, sindaco di Verona, fa sparire La Padania dal simbolo della Lega Nord. La proposta del segretario della Liga Veneta è stata accolta dal consiglio federale del Carroccio.
Capite!, pufff vola via e ci siamo giocati per sempre anche La Padania! Questo è proprio troppo, toglietemi tutto ma non La Padania e poi a chi lo dice al Gianluca Buonanno, quello che “la Padania esiste: la prova è il Grano padano”. GPS

sabato 24 novembre 2012

Bossi a Medjugorje e la rivolta del dito

Dopo Sara Tommasi, anche Umberto Bossi va in pellegrinaggio a Medjugorje, nel paesino in Bosnia-Erzegovina dove è apparsa la Madonna.
Gli amici più vicini parlano infatti di un uomo sempre più depresso e solo.
Senza più il Dio Po e il celodurismo, senza più la sua Lega e gli indiani Pellerossa, senza più la Padaniaaaaa e il suo federalismo farlocco, senza più fucili e baionette, senza più sacri pratoni e spadoni da Giussano, il Bossi si dà ai pellegrinaggi.
Per il ponte dell'Immacolata, infatti, raggiungerà insieme alla moglie Manuela Marrone la località bosniaca.
All’osteria di Cittiglio i leghisti duri e puri lo avevano convinto che doveva essere lui, il Bossi, ad apparire alla Madonna e insegnarle quello che doveva fare per la Padania Libera.
Per fortuna è intervenuto il Maroni ha chiarire, con santa pazienza, che le cose non funzionavano così.
Intanto da Medjugorje, appena appresa la notizia, pare che la madonnina del posto non l’abbia presa proprio bene e abbia subito ingaggiato subito una folta “ronda” di buttafuori. GPS

lunedì 12 marzo 2012

Ritorno alla grande del Bossi: Berlusconi fa pena e per ferragosto faremo la Padania

"La Lega andrà da sola. Meglio soli che male accompagnati". Così il Bossi al congresso della Lega Nord Piemonte. Una chiusura netta rispetto all' esca lanciata dell’Alfano e che arriva dopo i niet di Maroni e pure del Cota. 
Della serie come disse la vacca al mulo, il grande Canottiero se la prende ancora con l’ex grande compagno di merende: "Berlusconi mi fa pena,  va a votare il contrario di quello che faceva. Per questo non è possibile fare un accordo per le amministrative".
Ma lo scaricamento del Papi non basta, cerchi magici senza super poteri e barbari, più che sognanti, sono dormienti non bastano più. 
Il popolo padano in cammino non sa più dove sbattere la testa. Così il Grande Canottiero rilancia, il federalismo lo ha promesso per anni a Natale, deve essere una data con massima sfiga celtica, per la Padania allora si sposta la data : "Si farà a tutti i costi, noi non rinunceremo mai alla nostra libertà: siamo stanchi del vecchio centralismo romano.” E per ferragosto faremo la Padania sul Lago di Garlate. GPS

sabato 3 marzo 2012

Specchio Specchio delle mie brame chi ce l’ha più duro nel reame?

Noi cerchiamo sempre di mettere in conto che la mamma degli imbecilli è sempre in cinta e
credevamo anche di averle viste, non tutte ma un casino. Porcate, idiozie, patacate, balordaggini, demenze, ecc sono all’ordine del giorno e nel nostro piccolo cerchiamo di segnalarvele.
Ma certa politica ha sempre il potere di stupire e così oggi non si parla di disoccupazione giovanile, di licenziamenti, della difficoltà delle famiglie  ad arrivare alla fine del mese, dei piccoli imprenditori che al nord si suicidano  ecc., la nuova frontiera della discussione è: Specchio specchio delle mie brame chi ce l’ha più duro nel reame.
I legaioli, in crisi di astinenza governativa, sono impegnati come non mai al ripristino delle antiche feste falliche nelle valli. Così fanno scoppiare la guerra fra Lega Nord e Noi Sud e badate bene non si litiga per il federalismo fiscale ma per chi ce l’ha più duro.                                                                        
Hanno aperto il fuoco i legaioli Gian Paolo Gobbo e Gianluca Buonanno e il sudista Arturo Iannaccone è entrato subito in trincea.
Il Buonanno, quello che “la Padania esiste: la prova è il Grano padano” spara: "I maschi che vivono al Nord sono più virili dei maschi che vivono al centro-sud”, “Noi del Nord siamo più concreti e ce l'abbiamo più duro” e ancora: "Avercelo duro per noi è una filosofia di vita, vuol dire pane al pane, vino al vino”.
Di rimando, il livello del confronto si eleva, il Iannaccone:
“Sono pronto a sfidare, in serie, Buonanno, Borghezio e Bossi sul terreno della virilità, in qualunque momento e a nome di tutti i meridionali. Noi uomini del Sud ne abbiamo da vendere.... e Se la Lega dice di averlo duro, noi allora lo abbiamo durissimo”. (Bingo!)
Non vi viene l’ orticaia a pensare che anche loro sono nel nostro libro paga? GPS

giovedì 15 dicembre 2011

Legaioli letteralmente nei casini

Oggi siamo costretti di nuovo, nel monitorare il sofferto percorso degli omini verdi nella loro Via Crucis verso il ritrovamento della verginità perduta, a segnalarvi l’ennesima stazione.

Certo che per rimuovere anni e anni di porcate fatte nel malgoverno di Papi Pagatore è dura, però dobbiamo riconoscerlo si impegnano e a volte fanno anche il compito a casa.

Lasciamo stare le pagliacciate che anche oggi hanno messo in scena alla Camera dei deputati, perchè la vera notizia arriva da Bologna.

Devolution, federalismo, secessione, un milione di fucili, parlamento padano, la moneta padana, tutte quisquilie.

La nuova crociata della Lega Nord parte da Bologna, che per questa causa scenderà in piazza, allestendo banchetti per annunciare il nuovo verbo: Riaprire le “case chiuse”

Secondo i legaioli bolognesi, infatti, "la legge Merlin e' ormai anacronistica, obsoleta, ha fatto il suo tempo", "Tanto vale regolamentare la prostituzione e fare pagare le tasse" e risolviamo pure la crisi.

Certo che dopo aver preteso l’annessione della Svizzera, dell’ Austria, della Baviera ripiegare sulla Merlin si vola proprio basso e significa che si è proprio nei casini anche se marchiati dal sole delle alpi. GPS

venerdì 11 novembre 2011

La Vergin Lega

E’ vero se ci guardiamo intorno è tutto un “lacrime e sangue”, ma nonostante tutto la caduta del Papi, con tanto di cricca incorporata, ci mette allegria. Certo ci sarà anche un pò d’effetto della magica data 11/11/11, sta di fatto che ci siamo svegliati contenti. Aggiungeteci poi la storia della Vergin Lega, oggi c’è proprio da spataccarsi.
Ci aveva provato la show girl Paris Hilton a voler ritornare “vergine”. L’ereditiera del magnate degli alberghi Hilton ammetteva di aver collezionato oltre duemila uomini ma ad un certo punto si era messa in testa di rifarsi una “verginità”, pare per compiacere al nuovo fidanzato.
Questa fissa è venuta improvvisamente anche al Grande Canottiero Bossi, che trovatosi scaraventato fuori dal governo insieme al compagno di merende e di porcate Papi (cosa vuol dire prendere 2 piccioni con una fava), ha bofonchiato: “piuttosto stiamo all’opposizione per rifarci una “verginità”.
Implicitamente il Grande Canottiero viene così ad ammettere platealmente che ha trasformato la Lega in una Paris Hilton della politica italiana e che oggi è costretto ha prometterne ai legaioli una nuova di zecca e pure “vergine”.
Dopo aver mangiato il mangiabile, aver occupato l'occupabile, sfasciato lo sfasciabile, devastato e portato sull’orlo della bancarotta il paese, la Lega Nord, colonna portante del governo più mafioso degli ultimi 150 anni, molla ad altri la ricostruzione e cerca di far finta di niente.
Fuori dal governo Monti, nessuna possibilità di appoggio esterno, siamo impegnati nella “Labioplastica” della baldracca.
Di sicuro, è "bello andare all'opposizione". Urlare al ribaltone, al tradimento della sovranità popolare, agli inciuci, rispolverare secessioni, fucili, nazione padana, Roma ladrona, il federalismo e tutto condito di diti medi, rutti, pernacchie, corna celtiche e sacre ampolle.
Se funziona, da Arcore hanno già fatto sapere che loro ci proveranno con le "Olgettine". Non venitemi a dire che non ci i motivi per essere allegri. (vignetta via Facebook) GPS

martedì 11 ottobre 2011

Il pirla del giorno e le profezie del Vernacoliere

Appena ieri vi avevo accennato dell’ elezione “ad acclamazione” del Cerchio magico del nuovo segretario della Lega Nord a Varese, solennemente fischiato dai delegati al congresso.
Il ”segretario di nessuno”, come è già stato battezzato, Maurilio Canton non delude le aspettative legaiole e d’acchito al suo esordio oggi a Radio 24, (anche questo) ha ragliato:
«Per Bossi ci sono milioni di persone con le armi pronte a lottare per la Padania. Io sono uno di quelli». Ecco un altro Pirla che predica la lotta armata.
Ma niente paura, come per tutte le altre promesse e patacate non mantenute, i legaioli, seduti sulle loro poltrone, non faranno bel niente.
Infatti dal Cerchio magico si precisa che come per il federalismo, Papi ha promesso anche l’alleanza e il sostegno delle armate di Paperopoli, Topolinia. Solo allora sarà lotta armata all’ “arma verde” per la Padania.
Intanto in Padania, clamoroso, si sta avverando quanto profetizzato del Vernacoliere (foto a lato) GPS

venerdì 16 settembre 2011

Sindaci leghisti? Si sono “cagati addosso”

Tanti sono stati i sindaci dei Comuni di tutta Italia che ieri hanno aderito alla manifestazione promossa dall’Anci per protestare contro i tagli agli enti locali previsti nella manovra finanziaria. Una maxi adesione che ha raggiunto circa l’85 per cento secondo il vicepresidente dell’Anci

I primi cittadini hanno riconsegnato ai prefetti le proprie deleghe alle funzioni di anagrafe e organizzato tutta una serie di iniziative collaterali di sensibilizzazione. Da Torino a Roma, da Genova a Potenza, da Cagliari a Venezia, da Palermo a Bologna. Molte adesione alla rivolta anche di sindaci e governatori del centrodestra.

“L’autonomia dei Comuni è stata sostanzialmente cancellata da norme che indicano anche l’ora di convocazione dei consigli e delle giunte. I piccoli Comuni sono stati mortificati e ridotti a enti virtuali. I tagli ed il patto di stabilità bloccano di fatto ogni possibilità di migliorare le città e i municipi, strangolano le imprese e obbligano a scegliere fra aumento della pressione fiscale e riduzione dei servizi” è quanto si legge nel comunicato che presenta l’iniziativa.

All’iniziativa non hanno invece partecipato i legaioli. Dopo il niet del Grande Canottiero che aveva liquidato le proteste all’ interno della Lega come: "gente che ha tempo da perdere" e a ruota il diktat del Cerchio Magico capitanato dal Trota (leggi Lady B, imperatrice della Padania) con tanto di minaccia di espulsione, i sindaci leghisti si sono “cagati addosso” e non sono scesi in piazza per protestare.
Proprio loro i legaioli che avevano promesso la rivoluzione federalista, avevano assicurato che i comuni del nord non sarebbero mai più andati "con il cappello in mano chiedere l'elemosina a Roma", che le tasse non sarebbero aumentate e pagate direttamente agli enti locali i quali, in un secondo momento, avrebbero girato la loro parte di contribuzione al governo centrale.
Bene dopo tre anni di “rivoluzione federalista” il sistema delle autonomie è letteralmente strangolato da un centralismo senza precedenti, i territori sono abbandonati a se stessi, i comuni
in ginocchio non sono più in grado di garantire i servizi essenziali e usati come gabellieri per nuove tasse.
Ma tutto questo al Grande Canottiere e al Cerchio Magico legaiolo non gliene può fregare di meno. Quello che conta, impegna e unisce i popoli della Padania è la “gagata pazzesca” del rito dell’ampolla. Infatti anche oggi il Grande Canottiere annuncerà, è la 12a volta, con l’ampolla in mano:"Abbiamo il federalismo è arrivato proprio adesso".
Come sempre le moltitudini (si fa per dire) padane presenti, in preda ad un entusiasmo sfrenato, applausi a non finire e grandi cori “Ollellè ollallà faccelo vedè faccelo toccà”.
Un vero e proprio rituale della balordaggine, sempre più a metà strada fra Halloween e la festa degli imbecilli viventi. GPS

mercoledì 7 settembre 2011

Quando gli idioti governano i ciechi

Da oltre un mese, cioè da quando si parla di manovra, i legaioli ci hanno rotto gli zebedei in tutti i modi e in tutte le salse nel ribadire il loro “no” a qualsiasi intervento sulle pensioni.
Pensate che il grande Canottiero aveva pure fatto finta di litigare tutto un giorno e nel Consiglio dei Ministri a difenderle queste pensioni. Con tanto di raffinato affondo: “Nano di Venezia, non romperci i coglioni”.
La Padania ci allietava quasi giornalmente con titoli a tutta pagina, “Le pensioni dei lavoratori non si toccano”,”Bossi:Pensioni la Lega resta sul pezzo”,“La Lega ha vinto la Partita, Pensione e comuni salvi”, “Bossi: Salvate le pensioni”, ecc. Insomma le pensioni come la linea del Piave legaiola, del famoso “Prendere o lasciare” padano.

Poi il governo questa mattina ha presentato il maxiemendamento alla manovra in discussione al Senato e ha posto la fiducia sul nuovo testo del decreto che verrà votato in giornata.

Salta fuori che la linea del Piave legaiola si è sfaldata miseramente. La Lega ha ceduto sulle pensioni, accettando l'equiparazione (dal 2014) dell'età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego.
Le autonomie locali escono a pezzi e il federalismo, lo ricordate?, a farsi fottere.
Dunque, si rimettono le mani sulle pensioni nonostante la Lega avesse assicurato il contrario.
E allora anche stavolta cosa faranno i legaioli ?
Forse sono troppo occupati a guardare il Giro della Padania per occuparsi ancora delle pensioni..

Letta oggi da qualche parte: Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare). GPS

martedì 26 luglio 2011

I naufraghi della Cricca dei Miracoli

Ormai se ne sono accorti tutti e come si dice in questi casi, meglio tardi che mai. Il fallimento del governo della Cricca dei Miracoli Berlusconi & Bossi è totale e irreversibile.
Il sistema della Cricca B & B sta sprofondando sotto il peso di anni di sparate pataccare che si sono rivelate sistematicamente un castello di mega balle.
Avevano promesso le grandi riforme (mai viste), le grandi opere (mai realizzate), meno tasse per tutti (sono aumentate), meno burocrazia (solo falò pubblicitari), un nuovo miracolo economico (economia a ramengo), basta clientelismo (grazie alla Lega dal sud si è radicato anche al nord), lotta alla criminalità organizzata (Previti, Cosentino, Romano e tanti altri seduti in Parlamento), tagli ai costi della politica (nisba, i loro stipendi crescono, scorazzano in mercedes e svolazzano in elicottero), il mitico Governo del fare, quello del “ghe pensi mi” (imputridisce in una totale e imbarazzante paralisi), ecc....
Intanto il bel paese impoverisce. Di giorno in giorno aumentano le difficoltà a mettere insieme un reddito dignitoso per lavoratrici e lavoratori, precari e partite Iva, artigiani e piccoli imprenditori.
Il federalismo farlocco “regalato” da Papi e strombazzato dal Legaiolo porta solo tagli agli aiuti alle famiglie, alla sanità ed ai servizi sociali. Al posto dell’autonomia impositiva, di nuovo i ticket e nuove tasse.
La Cricca B & B ha scelto di gestire la crisi scaricandone il prezzo sui più deboli, ha scelto di imporre dall'alto decisioni alle comunità territoriali, di sostenere la distruzione sistematica del sistema delle autonomie mettendo in ginocchio e sul lastrico in particolare i Comuni.
Questi due patetici figuri se avessero un briciolo di senso dello Stato e un pizzico di rispetto per il proprio Paese, dovrebbero prendere atto del proprio sfacelo, liberare il campo e staccare la spina.
Invece le comiche miracolistiche continuano.

Papi si prepara a varare l’ennesimo lodo ad personam “il processo lungo” , l’ex celodurista sfodera la pagliacciata del trasferimento di tre scrivanie da Catania in quel di Monza, dove già gli hanno gridato: “va a lavurà”.
E ci fanno sapere che “il governo va avanti, più forte di prima” e “le cose vanno di bene in meglio”.
Ma mantenere le chiappe della Cricca dei Miracoli B & B sulla poltrona costa ogni giorno di più a tutti anche ai Beluscones e ai Legaioli.
Allora e molto presto, non ci saranno funi, giubbotti, zattere, scialuppe, salvagenti e scilipoti che terranno. GPS

mercoledì 8 giugno 2011

Per il rivoluzionario popolo padano è scoccata l’ora X, la penna biro

Siamo costretti a ritornare sulla quadra. Sia perchè sto cavolo di quadra nessuno la trova, sia perchè i legaioli, dopo la botta mai vista alle lezioni amministrative, fanno una fatica della madonna a riprendere la normale deambulazione e stavolta, siamo sicuri, non è grappa.
Dopo affannosi vertici e summit più o meno segreti, alla fine del girotondo si ritrovano sempre a mani vuote e la saccoccia vuota.
E il Bossi, una volta noto per il suo fiuto politico, sta perdendo colpi e anche naso gli fa cilecca.
Il grave sintomo si era già manifestato poco giorni prima dei ballottaggi alle ultime elezioni. L’ ex Celodurista, con la cortesia, la correttezza e l’ educazione che lo contraddistinguono si era rivolto ad un giornalista con tutto il suo poderoso istinto: “Tanto (i ballottaggi) li vinciamo, faccia di merda!”.
Ma quello che più terrorizza i Federali verdi più vicini al Bossi, oltre alla saccoccia vuota, il federalismo farlocco che si trovano fra le mani dopo anni di patacate e la perdita del fiuto del loro Bos, è cavolo porteranno il 19 giugno al tradizionale raduno nel "sacro pratone" di Pontida.
Il Calderoli, specialista in porcate, si era messo subito al lavoro.
Per il rivoluzionario popolo padano è scoccata l’ora X. Nel “sacro pratone”, niente blindati, fucili e baionette, niente secessioni e rivoluzioni, il nuovo orizzonte legaiolo è la penna biro, una firma per spostare un ministero.
Certo si vola un pò bassi ma senza il mitico fiuto è tutto in salita e almeno un “contentino” per calmare il popolo vichingo in fibrillazione e dimostrare che la Lega conta bisognava metterlo nel piatto che piange.
Ma ha rovinare la festa arriva un signore che di mestiere fa il ministro: "La proposta di legge di iniziativa popolare della Lega per trasferire i ministeri al nord è tutto tranne che una cosa seria. Direi che è una puttanata intercontinentale".

Parola del Galan, compagno di banco dello specialista di porcate e ora di puttanate. E’ il governo del fare Bellezza! (la vignetta di Staino sull'Unità di oggi) GPS

venerdì 27 maggio 2011

Alla fiera “spostamenti” al nord, sensazionale B16 sul Monviso

La demorattizzazione di Milano sta mandando fuori dai coppi berluscones e legaioli.
I legaioli tentano la mossa del furbetto “la marmellata l’hanno rubata loro” come succede spesso nei centri per l’infanzia. Ma visto che hanno ancora la bocca lorda di quella alla pesca non funziona, allora rilanciano con la grossa sorpresa per i paganelli padani.
Stavolta altro che il federalismo per i cucù, la Moschea Pisapia, Milano zingaropoli, i trasferimenti di ministeri in Padania etc, Calderoli, quello che porta a spasso il porco, ieri ha rilanciato la posta: "Spostiamo da Roma la Presidenza della Repubblica".
Papi, insistiamo è da centro di igiene mentale, non vuole essere da meno e al G8 ha subito chiesto ad Obama l’intervento delle teste di cuoio e un tot di bombe intelligenti sui magistrati dittatori.
Il Senutur, più che un Boss sembra una larva, c’è rimasto male e risponde ripicca: "Berlusconi è nervoso” e fatto. Era l’imput che mancava al Carderoli, lo anticipa la Rosi Mauro che non sa trattenersi, prima della apertura dei seggi la Lega Nord annuncerà: Sposteremo B16 sul Monviso. GPS

lunedì 9 maggio 2011

Porchezio da Giussano che latra alla mandria

La mandria è assiepata e scalpitante sulla riva del sacro Po. Il branco però stavolta è avvilito, depresso, stanco e nervoso. Loro erano quelli del cappio, quelli del c’è l’ho duro, quelli di Padania libera, federalismo o morte, quelli del “terun de merda”, col tricolore ci pulisco il culo, ecc. e si ritrovano oggi con un pugno di mosche e col culo messo in salvo da terun di un Scilipoti.
I racconti biblici ci narrano che nell’Eden l’uomo non provava nessuna vergogna.
Nel terzo millennio questo succede anche in Padania.
E’ così che il capo branco legaiolo Borghezio, noto individuo molto educato, molto gentile, elegante, raffinato e colto sente il bisogno di dare uno scossa alla masnada padana delusa.
Lo fa col suo grazioso e delicato stil legaiolo, seminando il solito odio razzista verso il Sud. Il bersaglio è Napoli e il nostro latra:
Napoli è uno schifo, puzza di rifiuti e di camorra dobbiamo stare lontani, i napoletani e Napoli incivili via dall'Europa.
Che con i suoi latrati il “Porchezio” tenti di accalappiare qualche voto fra la mandria è disperatamente triste, ma si sconfina nella tragedia fantozziana quando “i terun de merda” continuano a votare, abboccando al trucco delle tre carte (Scilipoti, Papi, Bossi), questi figuri che quotidianamente massacrano loro e il sud.
Lo ripetiamo quando le vittime manifestano “affetto” nei confronti del proprio carnefice ci troviamo, dicono gli esperti, di fronte alla sindrome di Stoccolma.
PS: Ai napoletani, ricordiamo che quando vanno a votare per il sindaco, il Lettieri è il candidato del PDL e il PDL è alleato della Lega Nord del “Porchezio” con tanto di Scilipoti incorporato. GPS

lunedì 17 gennaio 2011

La castrazione chimica, la Lega, Ruby e le pulci

Vi ricordate quando i legaioli, oggi ormai ex celoduristi, inondavano la padania con gazebo e manifesti (foto) invocando la castrazione chimica nei confronti di chi “ha commesso reati a sfondo sessuale”.

Il "moderno" concetto più volte strombazzato dai nostri legaioli è stato sotterrato e scordato. Quando si tratta di un compagno di merende che è accusato di prostituzione minorile per avere avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne (Ruby), non dico ricominciare ad urlare la patacata della castrazione chimica, ma almeno, in nome delle radici cristiane padane, un buffetto no?
Nisba, il non vedo, non sento e non parlo delle famose scimmiette è imperante, come la Ruby che la pagano per tacere?
I gerarchi legaioli sfoderano la foglia di fico, fanno sapere che parleranno solo dopo il federalismo.
Finalmente in serata arriva la bofonchiata bossiana:"Berlusconi deve stare più attento e pensasse un po' di meno alle donne”, poi alza il mitico dito verso se stesso come per dire vedete come mi sono ridotto.
Agli amici legaioli che mi rimproverano sempre perchè li tratto male, per farmi perdonare voglio dedicare loro un proverbio e visto che ci sono mi voglio rovinare, addirittura in dialetto lombardo padano. A stà coi can se impieniss de pures (A stare coi cani, ci si riempie di pulci). GPS

lunedì 13 settembre 2010

Bossi a Venezia: tracce di sangue nella grappa

Ieri a Venezia, è andata in scena la festa dei popoli della Padania, con tanto di rito dell’ampolla e i battesimi vari.
Le cose che hanno colpito di più sono state due, oramai il versamento dell’acqua del Po nella laguna veneziana è “una gagata pazzesca”.
La prima è stato quando il Bossi ha bofonchiato sul federalismo:
"Abbiamo inseguito il federalismo e adesso è arrivato". Nei legnaioli presenti è scoppiato l’entusiasmo, applausi a non finire e grandi cori “Ollellè ollallà faccelo vedè faccelo toccà”.
Per la verità qualcuno di loro l’aveva visto sul Monviso già nel lontano settembre 2008 ma forse non lo ricordava.
A smorzare i gasatissimi legaioli è dovuto intervenire lo stesso Bossi: Boni ” la va a giorni, la va a ore, quindi preparatevi perché” quando arriverete a casa ve lo potrete toccare.
La seconda cosa che ha particolarmente impressionato è stata “la voce affaticata e i gesti più compassati del solito”.
Infatti, dopo aver raccontato al suo popolo quella sul federalismo, agli intimi del “cerchio magico” si lascia andare ad una piccola confessione: “Sono stanco”.
Quando poi gli è stato riferito che addirittura, anche la Lega è in frenata, sull’11%, a dimostrazione del logoramento del partito “di lotta e di governo” e delle pagliacciate, si sono resi necessari gli esami medici di rito. Fortunatamente per il referto medico ufficiale tutto normale: “rinvenute tracce di sangue nella grappa”. GPS

martedì 10 agosto 2010

Vietato morire

Qualche risultato il federalismo di cartapesta legaiolo lo sta producendo.
Dopo 15 anni di panzane urlate al miracolo che verrà, nella sostanza l’unico risultato concreto è che nel periodo dei governi con la Lega incorporata si è verificato un potenziamento e consolidamento dello stato centralista (Roma ladrona) senza precedenti.
Le autonomie locali sono all’osso, i comuni sono ridotti con le pezze nel sedere e sempre di più non riescono a mantenere i servizi essenziali per i loro cittadini.
Ma pare che questo a nessuno interessi, le Anal TV e le testate Killer del Papi sono in altre faccende affaccendate.
Così sto povero sindaco Michele Orlando di Roncadelle (Brescia) è stato costretto, provocatoriamente e per cercare di farsi sentire, a firmare ieri un’insolita ordinanza dal titolo che è tutto un programma: “A Roncadelle da oggi è vietato morire!”
Il motivo? Sta che tra le varie opere bloccate dai vincoli del famigerato Patto di stabilità c’è anche la ristrutturazione dei circa 100 loculi del cimitero, che avrebbe richiesto 200mila euro.

I soldi il Comune li ha, ma i limiti imposti dallo Stato centralista (Lega incorporata) non permettono al Comune di spenderli.
Così nel cimitero di Roncadelle non c’è più posto per seppellire i defunti e il municipio non può ristrutturare o ampliare il camposanto. Da qui l’ordinanza: ai roncadellesi verrà vietato di morire. (fonte quibrescia.it)
Vi ricordate la carota che si mette davanti ai i muli da trasporto per farli marciare?
Bene, la carota legaiola (federalismo di cartapesta) sta perdendo il suo fascino e i muli (elettorato della Lega) incominciano a scalciare anche verso quelli del fazzolettino verde col sole delle alpi nel taschino e aumentano i: Và a lavurà barbun! GPS

giovedì 22 luglio 2010

Forza Lega, qualcosa si muove ancora

Doveva essere una serata di “bubana” in perfetto stile “Roma ladrona". Dimenticato il federalismo, la secessione, la libertà dei popoli del Nord, il “sacro pratone” , il Dio Po e la magica ampolla con l’acqua che sgorga la linfa che dà vita alla Padania, i Boss legaioli si sono fatti beccare con le brache calate.
La “bubana” legaiola doveva restare segreta, “il grande magna magna di parlamentari, funzionari, segretarie, ministri, portaborse, amici, amanti, più l’immancabile Trota e qualche governatore in vacanza nella capitale: e vai, prosecco e Cabernet, ricotta con ragù, un tripudio finale di mattonelle al cioccolato fondente”. (fonte Piovono Rane)
Il tutto è avvento nella location per Vip Villa Aurelia al Gianicolo, splendido palazzo del ‘600 passato nei secoli dai Farnese ai Borbone, oggi affittabile per seimila euro a sera, cena esclusa.
Tutto era top secret, perché se quelli del “sacro pratone” avessero saputo che ci si sputtana “i soldi della Lega per far crapula nel più romano e papalino dei palazzi, affreschi sacri e capitelli in peperino”, sarebbe stata una figura di merda.

Qualcosa deve aver fatto cilecca, la parata dei capi legaioli è stata beccata dai fotografi e la monumentale figura di merda garantita.
Il Bossi aveva dunque tutte le ragioni del mondo ad essere incazzato come una bestia ed alzare il dito medio in segno di disprezzo verso i fotografi.
Cari amici legaioli non disperate e continuate a crederci, tutto sommato il dito medio è anche un eloquente gesto virile. Effetto viagra. Qualcosa si muove ancora dicono oggi quelli di Polisblog. GPS

sabato 19 giugno 2010

A Pontida per salvare il soldato Aldo

Il federalismo nel bel paese, lo ripetiamo ancora, è come la pelle della maletta, ciascuno lo tira dove gli fa più comodo.
In politica poi oggi la parola federalismo ha assunto la funzione che aveva l’ Abracadabra nelle pratiche magiche della tradizione popolare.
Nessuno sa bene che cavolo sia, perché siamo oltre 50 milioni di italiani e ci sono 50 milioni di federalismi.
Ma nonostante tutto quando sentiamo la parola federalismo, magia tutti facciamo Ooh…
Il federalismo è buono per tutto, dalla Lega ci ha fatto i voti, Papi lo faceva con le escort a Palazzo Grazioli fino ad arrivare alla signora Gulmina che lo mette nel ragù.
Cosi alla corte di Papi è approdato addirittura l’ Aldo Brancher, nominato ministro per l’attuazione, udite udite, al federalismo.
Ma l’ Abracadabra l’avevano già spesa. Per gli smemorati, esistevano già il ministro per il Federalismo (retto da Bossi), della semplificazione (retto da Calderoli), degli affari regionali (Fitto) e persino di quello per l’attuazione del programma (retto da Rotondi) e infine dove mettete la Santanchè, sottosegretario all' Attuazione del programma di governo.
Certo l’ Aldo (l'anello di congiunzione tra Berlusconi e Bossi) è un bel tipetto e col federalismo non c’entra una mazza.
Mitico il ricordo che fa dell’ Aldo il Papi "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui”. (sic)
In realtà l’unico scopo della nomina, insinuano i soliti giornalisti catastrofisti, è quello di mettere al riparo il neo ministro dalle inchieste giudiziarie e potrà evitare di comparire all’udienza del 26 giugno del processo Antonveneta che lo vede indagato per appropriazione indebita in relazione a soldi incassati dall’ex numero uno di Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani.
Certo che per i legaioli andare a Pontida per salvare il didietro del soldato Aldo c’è da togliersi le corna dalla testa. GPS

lunedì 31 maggio 2010

Quando i leghisti fanno Ooh !!!

"La Lega Nord non avrebbe mai potuto votare una manovra economica che potesse in qualche modo mettere a rischio il federalismo fiscale”. Cercando da venir fuori dall’incastrata che si sono dati, i legaioli ci raccontano l’ennesima barzelletta.
Sanno bene, come tutti, che la manovra del Tremonti prevede pesanti tagli alle risorse per Regioni e enti locali, circa il 50% dell’intera finanziaria.
Sanno bene, come tutti, che questo si tradurrà inevitabilmente in una forte penalizzazione dei servizi ai cittadini. Cioè meno sanità, servizi sociali, istruzione, cultura, formazione professionale, trasporti, sostegno alle piccole imprese ecc. tutto in direzione opposta ai principi del tanto sbandierato federalismo.
Sanno bene, come tutti, che per sopravvivere Regioni e enti locali saranno costretti a fare i gabellieri “conto terzi” e a mettere le mani nelle tasche degli italiani.
Non si e' mai vista una manovra così antifederalista. Questo governo, con Lega incorporata, è ormai il più centralista degli ultimi 50 anni.
A chi fa osservare che con questa manovra il federalismo sta andando a farsi fottere perché mancano gli schei, per ora abbiamo solo eretto il monumento al “costo ignoto”, il Bossi, accantonata per il momento la guerra civile per l'abolizione della provincia Berghem de Sora, dichiara: "Sul federalismo garantisce Silvio".
Poi al popolo padano, mostra l’avvistamento del famoso sigillo del federalismo garantito da Papi.
Presto ci si accorgerà della patacata, del vuoto slogan che ci hanno sempre rifilato.
Si scoprirà che del federalismo non gliene frega niente, tranne a chi, con il fazzoletto verde nel taschino, ci ha fatto una comoda cadrega. GPS