Ebbene, ogni anno il mondo musicale, in questo periodo sforna molte canzoni e solo una di questa alla fine avrà il successo. Quest'anno io punto su Rihanna - Umbrella, perchè è molto orecchiabile oltre ad aver un video molto azzeccato. GPS
venerdì 29 giugno 2007
Pierina e la Costa Paradiso

Per tutto il mese di luglio, avevo deciso di stare qui ad aggiornare questo cavolo di Blog.
Poi Pierina, (nella foto a lato, non fate commenti peregrini, è ridotta così perché quel giorno, faceva un caldo della madonna, poverina) mi ha invitato nella sua casetta sulla Costa Paradiso, in Sardegna.
15 giorni tutto compreso, AGRATIS. Ho accettato! Ho fatto male? GPS
Buone ferie anche a voi.
Zuppa alla marijuana, la nuova frontiera della ristorazione locale

Sì alla marijuana come condimento per le zuppe, no al suo uso per scopi 'ricreativi'. E' questo, in sintesi, quanto dichiarato dal Vice presidente indonesiano Jusuf Kalla mentre cresce nel Paese il dibattito sulle droghe leggere. ''Non c'è alcuna possibilità (che legalizziamo la marijuana, ndr). Ma va bene usarla per condire dei piatti'', ha detto Kalla ai giornalisti riuniti a Sukabumi, Giava Occidentale, alla commemorazione del giorno internazionale contro la droga.
Coltivarla può portare a una pena di 10 anni di carcere. L'uso della marijuana in cucina è un'usanza molto diffusa nella zona nord dell'isola di Sumatra e soprattutto nella provincia di Aceh, dove è spesso una delle 'spezie' usate in diverse zuppe locali.
E nel Paese delle erbe, chissà se si può avere una deroga a questa“spezia” nella ristorazione locale? Il tema lo proponiamo agli esperti e studiosi della nostra “Accademia della Tavola Verde”. Proponete le vostre ricette. GPS
Coltivarla può portare a una pena di 10 anni di carcere. L'uso della marijuana in cucina è un'usanza molto diffusa nella zona nord dell'isola di Sumatra e soprattutto nella provincia di Aceh, dove è spesso una delle 'spezie' usate in diverse zuppe locali.
E nel Paese delle erbe, chissà se si può avere una deroga a questa“spezia” nella ristorazione locale? Il tema lo proponiamo agli esperti e studiosi della nostra “Accademia della Tavola Verde”. Proponete le vostre ricette. GPS
giovedì 28 giugno 2007
Secondo appuntamento con la tradizione culturale romagnola a Casola Valsenio con Giuseppe Bellosi
Dopo il primo incontro di venerdì 22 con Giovanni Nadiani tornano gli appunatmenti con la tradizione. Una breve serie di appuntamenti in cui la dimensione popolare e culturale della Romagna si incontra con la cucina del territorio nel cuore dell’Appennino faentino, precisamente a Casola Valsenio.Presso il nuovo spazio di degustazione e vendita di prodotti tipici del territorio collinare faentino “Rintocchi e Sapori” venerdì 29 giugno dalle ore 20,30 con Giuseppe Bellosi in “E’ Viaz” un viaggio nella poesia romagnola. Un percorso orale che dagli autori santarcangiolesi arrivano fino al cuore della romagna. La serata prevede una serie di inetrventi dap arte di Bellosi declinati e adattati al dialetto faentino.
La serata prevede una cena a cui farà seguito l’incontro-performance.
Giuseppe Bellosi vive a Maiano di Fusignano, in provincia di Ravenna. Si occupa della documentazione e dello studio dei dialetti, della letteratura dialettale e delle tradizioni popolari della Romagna, alla cui conoscenza ha contribuito sia con ricerche sul campo in tutto il territorio romagnolo sia attraverso articoli e libri. A tale attività ha affiancato la ricerca poetica: ha pubblicato, nel 1980, la raccolta I segn, nel 1992 E’ paradis, nel 2000 la raccolta Bur, uscita presso Marsilio. Ha curato con Cristina Ghirardini il volume Antiche orazioni popolari romagnole, che riunisce il materiale folklorico raccolto da Giovanni Bagnaresi (Bacocco), uscito nel 2004. (Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni)
Il miracolo dei meloni
Ma chi l’ha detto che al giorno d’oggi non si fanno più i miracoli? Ce ne sono fin troppi: una vera inflazione. Solo che, distratti come siamo, non li vediamo.Per esempio, ogni volta che andiamo ad acquistare la frutta assistiamo senza saperlo ad un miracolo. E così, quando acquistiamo frutta e verdura al supermercato o dal fruttivendolo, il miracolo si compie. Le carote, pagate all’agricoltore circa 10 centesimi al kg, in negozio costano 1 euro. Le zucchine passano da 30 centesimi a 1,30 euro.
Le albicocche, dal produttore alla tavola, vanno da 65 centesimi a 2,10 euro. Che spettacolo sensazionale!
E poi c’è il miracolo più grande di tutti. I gustosi e dissetanti frutti dell’estate, che costano all’ingrosso tra i 35 e gli 80 centesimi al kg, ma che sulla nostra tavola ci arrivano pagando dai 3 ai 4,50 euro.
Ma come avviene questo fenomeno che fa lievitare i prezzi del 300%, 400%, o anche del 700%? Scoprirlo ci farebbe vincere almeno il nobel dell’economia.
Ragioniamo: nella filiera di un prodotto agricolo, come si sa, avvengono numerosi passaggi: produttore, trasformatore, commerciante all’ingrosso, commerciante al dettaglio. E al costo di produzione vanno aggiunti raccolta, trasporto, stoccaggio, E poi, c’è il rischio d’impresa. Chi raccoglie la frutta prende circa 8 euro all’ora più i contributi (a spanne, circa 8 centesimi al kg di costo aggiuntivo). Fino a 8 centesimi di euro al kg ci vogliono per il trasporto. Poi ci sono le spese di amministrazione del negozio, le tasse, gli annessi e i connessi.
Conteggiamo anche un onesto e sacrosanto guadagno per grossisti e negozianti, che ci risparmiano la fatica di girare in lungo e in largo per andare dal produttore a comprare zucchine, patate, carote, ecc. Allora va tutto bene? Non c’è trucco, non c’è inganno? Ricostruiamo, con qualche numero i ricarichi dei vari passaggi di questo melone, scopriamo dove si nasconde questo miracolo. Se nella “catena del valore” c’è un solo passaggio, cioè dal produttore al consumatore, per ogni 100 euro incassati dall’agricoltore noi ne paghiamo 177. Se c’è un intermediario, ai 100 euro che incassa il bravo agricoltore corrispondono i 232,9 euro che paghiamo noi per il melone, con un ricarico ulteriore del 55%. Niente male, no? Se poi gli intermediari sono due, all’agricoltore continuano ad entrare in tasca 100 euro, mentre noi ne paghiamo 390, con un ricarico ulteriore di “appena” il 157% e un prezzo di vendita che è 4 volte tanto. Il miracolo si compie. Inginocchiamoci con deferenza. Sì, perché, sempre facendo due conti, volendo incorporare nel prezzo un po’ di guadagno per tutti, un raddoppio (forse anche qualcosa di più) del prezzo ci potrebbe anche stare. E il resto, dove va? Ah, già. Il resto, mancia. GPS
CASOLA E' UNA FAVOLA 2007
"Casola è una favola" compie 25 anni e per questo storico compleanno si presenta al suo pubblico col vestito della "Festa", di una Festa lunga un'estate, dedicata ai piccini come ai grandi, con spettacoli nuovi, alcuni in anteprima, con artisti di fama nazionale, con compagnie storiche del teatro di figura e per ragazzi.Tutti insieme a raccontare di favole, favole antiche come il mondo, favole nuove piene di sorprese, favole di paura e favole d'amore, favole di bugia e di allegria, ma soprattutto favole che permettono di sognare, un sogno lungo una serata, un sogno ad occhi aperti. Favole per tutti, per i piccini come per i grandi, forse soprattutto per i grandi, per tutti quei "grandi" che per un motivo o per l'altro non sono più capaci di volare con Peter Pan."Casola è una favola", è una buona occasione, nel fresco delle colline, per imparare ciò che gli "adulti" hanno dimenticato e soprattutto per impararlo dai loro figli, dai nipoti, dai bambini seduti accanto…… Le favole e il teatro non sono poi così superati dai video giochi o dalle immagini ipnotiche di una televisione sempre meno poetica, ma anche nel terzo millennio riescono ad entrare nel profondo del cuore e dell'animo. Casola è proprio una Favola, lo è negli spettacoli che presenta, lo è nel suo mercatino delle erbe, lo è nel paesaggio in cui dimora.Pinocchio, Cyrano, Il soldatino di piombo, I Tre Porcellini, La Favola di Barbablù, invaderanno il paese romagnolo con le loro parole, musiche, immagini e figure. Li presentano compagnie provenienti da tutta Italia: Toscana, Liguria, Umbria, Abruzzo e non ultima, Emilia-Romagna.Burattini, Pupazzi, Teatro Popolare, Parole, Parole in musica, Canto sono fra gli ingredienti degli spettacoli che onoreranno il palcoscenico di Piazza Sasdelli a Casola Valsenio.
Sabato 14 luglio – PINOCCHIO (Bustric) Il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, l'attore comico-ironico-popolare-circense Sergio Bini, in arte Bustric si impadronirà del palcoscenico di Piazza Sasdelli inaugurando la rassegna con il suo Pinocchio, un classico della nostra letteratura italiana, che si presenta ad un ,pubblico di ogni età sotto una veste molto particolare, divertente e pungente. Bustric, artista toscano di fama internazionale, compone tutti i suoi spettacoli, li scrive e li interpreta miscelando il gioco di prestigio, la pantomima, il canto e la recitazione. E' un teatro che sorprende, colorato e comico, a volte poetico, certamente unico.
Sabato 21 luglio – CYRANO! Vita, disavventure e morte del Signor de Bergerac (Teatro del Drago)Il secondo appuntamento è dedicato all'eroe guascone Cyrano, ultimo riallestimento del Teatro del Drago di Ravenna. A metà strada tra la ballata e la romanza, la filastrocca e l' elisir d'amore, Cyrano è uno spettacolo musicale di teatro di Figura, con attori e pupazzi, mossi a vista in una scenografia di marionette "sgarrupate" adatto ad un pubblico di qualsiasi età, lingua o religione. La storia scritta in rima, narra del noto eroe francese, del suo coraggio, del suo essere poeta e spadaccino invincibile, tanto spavaldo in battaglia quanto timido in amore.
Sabato 28 luglio – IL SOLDATINO DI PIOMBO (Teatrino dell’Erba Matta) Il 28 luglio il Teatrino dell'Erba Matta di Spotorno presenta "Il Soldatino di Piombo", dove i giocattoli diventano protagonisti e padroni di un ambiente fantastico e onirico. Ogni notte a mezzanotte gli oggetti senz'anima nascono e bruciano storie di amicizia, di guerra e amore...Pupazzi enormi, mossi a vista dall'attore narratore, che diventa lo spirito dei giocattoli, donando loro voce e vita. E' come se il pubblico guardasse attraverso una lente di ingrandimento un piccolo mondo fatato.
Sabato 4 agosto – I TRE PORCELLINI (Fontemaggiore) Il 4 agosto arrivano a Casola "I Tre Porcellini": Pigro, Medio e Saggio, portati in scena dalla compagnia Fontemaggiore di Perugia. Classico del racconto inglese, la prima versione risale probabilmente al 1843 e da allora la fiaba ha subìto numerose modifiche; questo spettacolo propone una versione del racconto più simile all'originale. Il lupo, recitato a turno dagli attori, gioca tra la necessità di seguire la propria natura animalesca e la voglia di fare paura, perché ai bambini, un po' piace "avere paura".
Sabato 11 agosto – LA FAVOLA DI BARBABLU’ (Florian Proposte) E un po' paura fa anche "La Favola di Barbablù" della compagnia Florian di Pescara, personaggio misterioso, strano, così diverso, da avere proprio la barba di colore blu ... Quattro attori accompagnano il pubblico attraverso la trama della vicenda della giovane, bella e temeraria Bellindia, giocando con allegre canzoni, burlesche scenografie, e stravaganti oggetti e pupazzi.….E PER LA PRIMA VOLTA IL MERCATINO DELLE ERBE OSPITERA’ LE ANTEPRIME DI “CASOLA E’ UNA FAVOLA”
Ma la vera novità dell' estate 2007 è che il sogno di Casola è una Favola, inizierà il venerdì sera quando, ospiti del rinomato e famoso Mercatino serale delle Erbe, i primi pupazzi e burattini usciranno per le strade del paesino. Proprio così: ogni venerdì sera, all'imbrunire (ore 21.00 nell’antica Via della Sorgente), ci sarà l'Anteprima di Casola è una Favola con Cappuccetto Rosso, Fagiolino, Areste Paganos, Sandrone e la Commedia dell'Arte, mamma di tutte le maschere del teatro di burattini e marionette.Cinque venerdì a partire dal 13 luglio in compagnia delle Baracche di Burattini che avranno come ultimo appuntamento un grande ospite: le prove aperte di scenari della Commedia dell' Arte, realizzati in occasione dell’ 8° Stage Internazionale, organizzato dalla compagnia Teatro Vivo di Cotignola e riservato ad attori professionisti provenienti da varie parti d'Europa.La direzione artistica ed il coordinamento organizzativo della manifestazione, come già per l'estate 2006, è affidata alla compagnia Teatro del Drago/Famiglia d'Arte Ponticelli di Ravenna.
La tradizione del Teatro di burattini e marionette, l'amore per la cultura e la conoscenza trentennale del pubblico misto, composto da bambini e adulti, rendono la storica compagnia un valente referente culturale ed artistico del territorio.Gli spettacoli del sabato sera si svolgeranno in Piazza Luigi Sasdelli a Casola Valsenio e avranno inizio alle ore 21,30 in luglio e alle ore 21,00 in agosto, mentre quelli del venerdì avranno inizio tutti alle ore 21,00.Il costo del biglietto per lo spettacolo inaugurale del 14 luglio, “Pinocchio”, è di € 10.00 per gli adulti e € 5.00 per i bambini dai 3 anni.Per gli altri spettacoli il prezzo del biglietto è di € 7.00 per gli adulti e € 5.00 per i bambini dai 3 anni.La sera di spettacolo la biglietteria apre alle ore 20.00 (info: 3926664211) (Dal sito comune.casolavalsenio.it)
mercoledì 27 giugno 2007
Pd, Veltroni disegna il nuovo partito "Un grande patto generazionale"
La necessità di "fare una nuova Italia". "La battaglia da combatterenon è contro la ricchezza, ma contro la povertà"Le priorità: ambientalismo del sì, lotta alla precarietà, no all'evasione fiscalema meno pressione. Al sindacato: "Pensate anche ai giovani"
Chi si aspettava "veltronismi" è rimasto deluso. Niente Kennedy, né Africa, o Notti bianche. Al loro posto, tasse, sicurezza, ambiente, nuovi patti sociali, con l'obiettivo di "fare una nuova Italia". Walter Veltroni, insomma, rispetta la promessa della vigilia: "Non parlerò di sogni, ma cercherò di dare risposte". E il discorso del Lingotto è discorso di poche suggestioni e molto di governo. Parole rivolte per tre quarti al Paese, a tutto il Paese, piuttosto che agli elettori del centrosinistra. Un discorso sobrio, dove le cose dette alle imprese pesano quanto quelle dette a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese. Dove l'integrazione dell'immigrato viaggia assieme alla severità contro chi non rispetta le regole. Perché "non c'è redistribuzione e giustizia sociale senza crescita". E "non c'è multiculturalità senza legge". Alle sue spalle scorrono le immagini delle città italiane. Davanti a lui, un pubblico attento. Gente comune e uomini e donne della politica. Da Fassino a Franceschini, da Marta Vincenzi a Sergio Chiamparino. Veltroni non cerca l'applauso, ma pianta i paletti. La parola cambiamento ricorre, in varie forme, dall'inizio alla fine. E solo i primi dieci minuti sono dedicati a chi ha condotto il nuovo partito fin qui. Ringrazia Prodi sgombrando - per ora - gli equivoci: "Il Pd conferma il suo sostegno deciso al governo". Cita Ciampi, Fassino, Rutelli, D'Alema, Salvati e Scoppola. Il resto, è tutto futuro. Un futuro che non c'è se non c'è la crescita, ribadisce dal palco. Per poi scandire da Olaf Palme uno slogan che rovescia decenni di storia della sinistra: "La battaglia da combattere non è contro la ricchezza, ma contro la povertà". Così come decisivo per il Pd sarà lanciare "una grande lotta alla precarietà". Il leader di domani, ma è un domani che ormai è oggi, lancia dunque la sua sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra. Perché il Pd diventi, da subito, "un partito del nuovo millennio". Una sfida che ha le sue parole d'ordine. Talento, innovazione, merito, per esempio. In una Italia dove l'essere di sinistra significa dare "le stesse opportunità al figlio di laureati e a quello di chi ha la terza media". E dove la pressione fiscale scenda ("Di almeno un punto in tre anni"), perché le tasse le pagano tutti. Ma anche in questo caso Veltroni si smarca dal consueto. "Mettiamo al bando ogni pregiudizio classista - avverte - , perché va combattuto il commerciante evasore esattamente come l'impiegato pubblico che non fa il suo lavoro". Un nuovo patto sulle tasse, dunque, tra tutti gli italiani. E su Welfare e previdenza un nuovo patto tra le generazioni. Col gusto del paradosso, visti i tempi e le urgenze della politica: "Mi piacerebbe che il Pd si occupasse meno di pensioni, e più dei ragazzini sotto la soglia di povertà, di quelli che al Meridione non vanno a scuola, di quelle famiglie che hanno un anziano non autosufficente e non vanno avanti". E qui Veltroni manda un messaggio preciso al sindacato ("Non si occupi solo dei pensionati e di chi ha un lavoro, ma anche di quelli che un lavoro dovranno trovarlo domani") e un altro alla sinistra radicale: "Bisogna smettere di ragionare solo per blocchi sociali, perché così escludiamo intere parti di una società che cambia". E ancora, l'ambiente. Il sindaco di Roma invoca un ambientalismo del sì: sì alla Tav, sì agli inceneritori per i rifiuti, sì a tutto quello che la tecnologia ci mette a disposizione per conservare il pianeta. E perfino sulla sicurezza rompe gli schemi di una tradizione difficile a sradicarsi. "Voglio più forze dell'ordine per le strade, più coraggio nei diritti per gli immigrati che lavorano ma anche più severità per quelli che delinquono, senza se e senza ma". Strappa applausi quando dice che la microcriminalità non esiste: "Per la vecchietta lo scippo non è micro, affatto". Un'ora e mezza di discorso, insomma, tutta giocata sul tentativo di rompere, innovare, rispondere alle domande di un Paese disorientato dalla politica. "Una nuova Italia richiede un cambiamento profondo". Anche istituzionale ("Serve un'altra legge elettorale, che assicuri governabilità"), di comportamenti ("Basta insulti e veleni"), di credibilità ("Il Pd sostegna una grande riforma della politica"). E se questo cambiamento non arriverà, ben venga il referendum: "Se non ci riuscirà una legge, allora ci penseranno i quesiti". Ma è nel finale, dopo aver citato Chiamparino (applaudito a lungo), che torna il linguaggio della visione, del sogno veltroniano. Legge la lettera ai genitori che Giulia, una ragazza quindicenne, ha scritto pochi mesi prima di morire e scandisce: "Questi sono i nostri figli, i nostri nipoti". E a loro che il Partito democratico (che dovra essere composto "per metà da donne") deve consegnare una Italia più giusta, più unità, più moderna. Finisce in standing ovation, e con l'abbraccio a Piero Fassino e al sindaco di Torino. Mentre nella sala riecheggia l'appello che più di ogni altro è nel cuore di chi, in questi mesi, ha visto un governo lacerato e diviso: "Unità". (da repubblica.it) DOCUMENTO: IL TESTO INTEGRALE
Tempo di gioiosa attesa

Da Wikipedia:
L'avvento è il periodo che nella liturgia cristiana precede il Natale e segna l'inizio di un nuovo anno liturgico dell'anno ecclesiastico occidentale.
L'avvento è il periodo che nella liturgia cristiana precede il Natale e segna l'inizio di un nuovo anno liturgico dell'anno ecclesiastico occidentale.
La parola avvento deriva dal latino adventus e significa venuta ed è preparatorio al Natale.Nel rito romano della Chiesa cattolica dura quattro settimane, in quello ambrosiano sei.
L'avvento è presente anche nei calendari liturgici delle chiese luterane e anglicane.
In tutte le confessioni questo periodo è contraddistinto da un atteggiamento di attesa del Natale imminente da parte dei fedeli e dal raccoglimento e dalla preghiera per l'accoglienza del Messia che sta per nascere.
(da metilparaben.blogspot.com). GPS
(da metilparaben.blogspot.com). GPS
La pillola del giorno dopo
Città del Vaticano. Viene ripristinata la Santa Inquisizione. L’Abate Bruno Vespa, in una pausa dello speciale di Porta a Porta dedicato al delitto di Cogne, dichiara aperto il processo per stregoneria contro Rosy Bindi, la monaca laica indemoniata colpevole di aver scritto la legge sui conviventi denominata DICO, con la complicità dell’infedele Barbara Pollastrini figlia di Satana.“E’ parto del demonio” dichiara Padre Vespa emettendo la condannala rogo.
Il Sindaco Veltroni, riconoscendo la sacrosanta autonomia della Chiesa e dello Stato del Vaticano, concede Campo dei Fiori come luogo dell’ esecuzione e incarica Carlo Verdone di filmare l’evento.
Subito dopo, preso dal rimorso, dedica alla povera Rosy la stazione Ostiense, 20 metri di via Merulana e la piazzola di sosta davanti al ristorante di Giuliano Ferrara, “Er Tripparolo”.
Ultim’ora : all’alba di questa mattina Roy Bindy è stata arsa viva. Proteste del cardinale Bagnasco: “E’ tutto combustibile sprecato”. Senza contare l’inquinamento atmosferico da anidride carbonica..”
Gli fa eco l’onorevole Mastella: “Questo inutile rogo ci porta fuori dal protocollo di Kyoto. Era meglio affogarla e buonanotte!” Paolo Hendel
(da “Periodico di filosofia da ridere e politica da piangere, un’idea di Sergio Staino” allegato all’Unità) GPS
La mora ha perso l’ombelico?
Che poi non ci vengano a dire che le fotografie sulle riviste non vengono ritoccate al computer per rendere le modelle perfette più di quanto lo siano già.Questa volta il trucco è stato svelato.
Tutta colpa di una piccola dimenticanza del mago del fotoritocco che ha reso migliore un’immagine che doveva apparire su Playboy. Guardatela attentamente: non vi sembra che manchi qualcosa? Che fine ha fatto l’ombelico della modella?
La fotografia di questa modella brasiliana a cui manca l’ombelico sta facendo il giro del mondo. I lettori di Playboy quando si sono accorti del fatto sono letteralmente insorti. Il sospetto che le fotografie fossero ritoccate al computer c’è sempre stato.
Ma di fronte ad un’evidenza così plateale, molti si sono lamentati. Alcuni lettori arrabbiatissimi hanno detto: “Buttiamo i nostri soldi su giornali le cui foto sono del tutto false”. Playboy dovrà assumere tecnici più professionali… ci falsificano anche le belle gnocche. GPS
26 XXVI EDIZIONE DEL MERCATINO SERALE DELLE ERBE di Casola Valsenio
...ritorna puntuale ad animare e a profumare l'estate casolana. Tutti i venerdì sera di luglio e agosto.Propone come sempre, un'originale mostra-mercato di piante officinali e aromatiche e dei loro prodotti utilizzati nella medicina, nella cosmesi e nella gastronomia.L'edizione del 2007 intende maggiormente porre l'attenzione a tutte quelle attività collaterali, quali degustazioni, dimostrazioni e conversazioni a tema che permettono al visitatore di meglio conoscere e "vivere" il mondo delle erbe.In Piazza Sasdelli, accanto allo spazio dedicato al Giardino delle Erbe, sarà possibile infatti partecipare ai laboratori, assistere a distillazioni e lavorazioni di erbe, nonché ascoltare consigli e notizie da esperti del settore.
Anche la gastronomia ritorna in piazza. Non solo per la grande cena del 20 luglio ma in ogni serata del Mercatino sarà possibile degustare un piatto verde nel Ristorantino "L'Ortica", gestito a turno dai ristoratori casolani.
Dal sito comune.casolavalsenio.it :
martedì 26 giugno 2007
Nicola Iseppi è il nuovo segretario dei DS di Casola Valsenio
I Democratici di Sinistra di Casola Valsenio hanno eletto il nuovo comitato direttivo del partito ed il nuovo segretario.Tra new entry, due, e conferme il nuovo organo partitico casolano si avvia così alla transizione operativa e logistica verso il nuovo soggetto politico del Partito Democratico.
A prendere il posto di Giordano Rivola, segretario uscente, alla guida della quercia casolana è stato votato all’unanimità Nicola Iseppi.
Nicola Iseppi è nato a Faenza nel 1977, ed è residente a Casola Valsenio, diplomato al Liceo Scientifico “Severi” di Faenza, professione Area Manager per conto di Prink Srl. E’ iscritto ai DS da una decina d’anni, da 7 anni è presente nel direttivo dei DS di Casola.Eletto nel Consiglio Comunale di Casola alle ultime elezioni amministrative (è stato il consigliere eletto con più preferenze), è poi stato nominato Assessore con deleghe a urbanistica e edilizia privata, cultura, sport, politiche giovanili e gemellaggi. (da il libertario blog) GPS
Mastella da Ceppaloni colpisce ancora
Oggi mi capita di aprire un quotidiano: Gianni De Gennaro sarà il nuovo capo di gabinetto del ministro dell'Interno, Giuliano Amato. E' questo l'incarico di prestigio al quale è stato inviato il prefetto.
Il premier Romano Prodi ha ribadito "completa e totale fiducia" nei confronti di De Gennaro.
Le dichiarazioni di Mastella da Ceppaloni è inutile che le riporti, vi rammentate l’ultimatum… di sponda… con l’ICI?
Ecco, ora io domattina prendo il primo che mi taglia la strada mentre sono in Vespa, e gli sfondo la testa col cric.
Voglio vedere se mi fanno assessore al traffico.GPS
Voglio vedere se mi fanno assessore al traffico.GPS
Arriva la nuova 500
Icona dell'Italia su quattro ruote, la 500, anzi la «Nuova 500» del 1957 è rimasta nel cuore di milioni di automobilisti. E tra due settimane, con un'operazione «nostalgia» tornerà sulle strade, tutta nuova. Con il motore davanti e la trazione anteriore. E un livello di confort sconosciuto al modello originale. Del resto la similitudine è solo nella linea, al pari di altre automobili moderne di impronta retrò come la Vw New Beatle e la Mini di Bmw. La vettura, un successo annunciato, ha già raccolto qualcosa come 12mila ordini nonostante un prezzo che non sarà popolare: del resto chi vuole una utilitaria più sbarazzina e a buon mercato può comprarsi la Panda, ovvero la donatrice di organi della nuova e attesissima creatura del Lingotto.
Tutto pronto per il lancio che avverrà il 4 luglio, ovvero 50 anni esatti dalla nascita della illustre progenitrice.
Tutto pronto per il lancio che avverrà il 4 luglio, ovvero 50 anni esatti dalla nascita della illustre progenitrice.
A Torino il 4 luglio 1957 veniva presentata la 500 con la quale la Fiat concludeva la fase di rinascita iniziata nel dopoguerra. Il 4 luglio 2007, esattamente mezzo secolo dopo, sarà presentata sempre a Torino la nuova Fiat 500 commercializzata a partire dal 7 luglio. (da ilsole24ore.com) GPS
il Mastella da Ceppaloni è tornato
Era un po’ di tempo che il Mastella da Ceppaloni non si faceva sentire, e già ce ne stavamo preoccupando. Poi ieri, in piena crisi di astinenza di visibilità, ha tuonato l’ Ultimatum al governo Prodi sul Dpef.
"Se troviamo ascolto su Ici e sostegno alla famiglia bene, altrimenti domani è anche possibile che ci alziamo dal tavolo e ce ne andiamo dal Consiglio dei ministri", ha detto il leader dei Popolari Udeur e ministro della Giustizia.
Il Mastella da Ceppaloni un tipo molto colto: Ha un tatuaggio sul sedere con scritto 'Tutti a bordo'... in tre lingue diverse!!!" GPS
Il Mastella da Ceppaloni un tipo molto colto: Ha un tatuaggio sul sedere con scritto 'Tutti a bordo'... in tre lingue diverse!!!" GPS
I vigili del fuoco rischiano di restare senz'acqua, luce e benzina.
Venezia, la multiutility che fornisce il servizio ha inviato una lettera di diffida: i vigili del fuoco non pagano da oltre un anno.La spiegazione: "E' stato un sollecito automatico, non toglieremmo l'acqua proprio a loro"
25 giugno 2007 - Non avranno pagato le bollette, è vero, ma lasciare senz'acqua proprio i pompieri - che offrono un indubbio servizio ai cittadini - pare francamente eccessivo.
Succede nel Veneziano i vigili del fuoco delle Terre Perse, una localita' del Lido di Venezia, sono in bolletta e da un anno non possono pagare le bollette. Quindi Vesta, la multiutilty che fornisce il servizio, ha spedito una lettera di diffida.
''Si e' trattato di un sollecito in automatico che avverte della chiusura del contatore dell'acqua e che arriva a qualunque utente che non paga per i motivi piu' diversi - precisa Vesta - ma la chiusura del rifornimento idrico e' cosa che ai pompieri, ovviamente, non faremmo mai''.
A Bologna qualche settimana fa, erano senza benzina per mancanza di fondi e l’Enel minacciava di togliere l’energia alla caserme se non si paga la bolletta. Vedi post del 22 giugno. Poveri pompieri come cazzo vi hanno ridotto. Ripetiamo quello che abbiamo già scritto: Intanto che state a litigare sulla destinazione del "tesoretto" vogliamo pagare le bollette dell’acqua, dell'Enel e la benzina dei vigili del fuoco? Nelle riunioni di gabinetto certi ministri ( Amato) fanno proprio gli stronzi. GPS
lunedì 25 giugno 2007
"Walter sa dialogare"
Il presidente della Camera Bertinotti incorona Veltroni: strano che non sia stato scelto primaMancava solo lui, cioè Fausto Bertinotti, a dare il via libera a Walter Veltroni. Ma adesso eccolo qui. Anche perché il suo ok c’era già da qualche anno, cioè quando ancora si doveva decidere chi sarebbe stato il leader dell’Unione che avrebbe sfidato Berlusconi: e l’allora segretario di Rifondazione comunista disse nei suoi colloqui privati che scegliendo Prodi «abbiamo perso l’occasione. Avevamo il cavallo buono e invece l’abbiamo lasciato nelle scuderie...».E oggi, è ancora buono quel cavallo oggi? Secondo il presidente della Camera sì, eccome. Buono come «leader del Partito democratico e pure come candidato premier del centrosinistra». Anche se su questo secondo aspetto la prudenza è d’obbligo: «E’ evidente che non basta un Principe, servirà discutere del programma, dei contenuti, della nuova legge elettorale...». Però è evidente che con Veltroni, Bertinotti si sente a suo agio. (da lastampa.it) Occhio alle palle. GPS
Merkel a seno nudo in copertina
Il magazine polacco Wprost sbeffeggia il premier tedesco dopo i contrasti all'ultimo vertice Ue. Il titolo rosso a caratteri cubitali recita: «La matrigna d'Europa». Sotto i due fratelli Kaczynski mentre vengono allattatiUn'altra copertina shock per la cancelliera tedesca Angela Merkel. Dopo quella che la ritraeva nel marzo scorso in prima pagina sul giornale polacco "Najwyzszy Czas", in divisa e con i baffi alla Hitler, ora è stato l'ultimo numero del settimanale di Varsavia "Wprost" ad immortalarla con un fotomontaggio che la vede a seno nudo. E i Germania la nuova provocazione ha subito suscitato accese polemiche. Il casino in Europa non mancava, ci volevano anche i polacchi. GPS
Sconti alla Chiesa sull'Ici la Comunità Europea ora processa l'Italia
Sarà aperta una pratica d'infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza. Sotto tiro negozi e alberghi "collegati" a luoghi sacriC'E' CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l'accusa di anticlericalismo. L'anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell'Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l'esenzione del pagamento dell'Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana. Varato nel '92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell'Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell'anno scorso. Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l'Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall'onorevole Maurizio Turco. I resistenti laici avevano proposto di limitare l'esenzione dell'Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività "non esclusivamente commerciali".
Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l'Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l'erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati. Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell'Economia ha rassicurato l'Ue circa l'inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee. L'affannosa contraddizione è stata segnalata all'autorità europea dall'avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell'orgoglio laico. A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d'infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l'approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l'Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all'esenzione Ici. Che cosa potrà succedere ora? Un'infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L'Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l'applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell'Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all'interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica. E' triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l'opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l'Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l'Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte. Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all'epoca dei decreti Bersani: "Non ci interessano i privilegi fiscali". Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson ("nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso") e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: "Date a Cesare quel che è di Cesare". (da repubblica.it)
Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l'Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l'erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati. Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell'Economia ha rassicurato l'Ue circa l'inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee. L'affannosa contraddizione è stata segnalata all'autorità europea dall'avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell'orgoglio laico. A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d'infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l'approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l'Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all'esenzione Ici. Che cosa potrà succedere ora? Un'infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L'Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l'applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell'Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all'interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica. E' triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l'opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l'Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l'Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte. Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all'epoca dei decreti Bersani: "Non ci interessano i privilegi fiscali". Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson ("nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso") e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: "Date a Cesare quel che è di Cesare". (da repubblica.it)
Che stia per finire la cuccagna? GPS
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