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venerdì 1 marzo 2013

Week end a Speleopolis

In attesa del prossimo Raduno internazionale di Speleologia che si terrà tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, Casola Valsenio torna ad essere al centro delle attività degli amanti dell'universo ipogeo.
Nel primo fine settimana di marzo, sabato 2 e domenica 3, il Consiglio direttivo della Società speleologica italiana si ritrova infatti nel paese collinare per assolvere al proprio ruolo e per incontrare l’Associazione Speleopolis e l'Amministrazione comunale.
Un appuntamento importante e preparatorio in vista dell'incontro speleologico del prossimo novembre. Nel 2010, la Ssi ha conferito a Casola Valsenio il titolo di "Speleopolis-Città amica degli speleologi" ufficializzando la solidale collaborazione nata in molti anni di appuntamenti condivisi.
Nei giorni 2 e 3 marzo 2013 i soci, inoltre i sostenitori e gli amici dell’Associazione “La Scintilena” si ritroveranno a Casola Valsenio per festeggiare insieme i dieci anni della nascita del blog “La Scintilena”, il primo blog notiziario di speleologia e uno dei più visti al mondo. Sabato sera al casone degli Olmatelli, istituzioni, speleologi e umanità varia si ritroveranno per una cena tra amici per passare insieme un momento conviviale memorabile.
I festeggiamenti per i 10 anni di attività del blog e dell’associazione "La Scintilena” assumono un carattere nazionale, anzi internazionale, visto che all’evento parteciperanno anche speleologi svizzeri, e la sede della festa con gli amici e i simpatizzanti si sposta nelle località simbolo della speleologia italiana: Casola Valsenio. (Ufficio Stampa Comune Casola Valsenio Riccardo Isola) GPS

martedì 22 gennaio 2013

Riforma parchi, costituito l'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità della Romagna

A seguito della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 24, i Consorzi di gestione dei Parchi regionali sono stati sostituiti dagli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità che, nell’ottica del risparmio della pubblica amministrazione, accorpano la gestione di più aree protette (parchi, riserve naturali, siti della rete Natura 2000) e introducono una considerevole semplificazione amministrativa.
La riforma è caduta su una realtà che vedeva in attività 17 parchi (2 nazionali, 14 regionali, uno interregionale), 16 riserve naturali, 3 paesaggi naturali e seminaturali protetti, 33 aree di riequilibrio ecologico, a cui si aggiungevano i 153 siti della Rete Natura 2000 che coincidono per circa il 50% con i territori delle aree protette. Un territorio complessivo di oltre 350.000 ettari, circa il 15% della superficie dell’Emilia-Romagna.
La nuova scelta gestionale si fonda dunque su cinque macro-aree:
Emilia Occidentale”: 5 parchi regionali, 4 riserve naturali, 37 siti di Rete Natura, 3 Province (Pc, Pr, Re), 24 Comuni.
Emilia Centrale”: 2 parchi regionali, 5 riserve naturali, 33 siti di Rete Natura, un paesaggio protetto, 3 Province (Pr, Re, Mo), 10 Comuni.
Emilia Orientale”: una riserva naturale, 23 siti di Rete Natura, 2 Province (Mo, Bo), 12 Comuni.
Delta del Po”: un parco regionale, 2 riserve naturali; 33 siti di Rete Natura; un paesaggio protetto, 3 Province (Fe, Ra, Bo), 9 Comuni.
Romagna”: un parco regionale, 3 riserve naturali; 25 siti di Rete Natura, un paesaggio protetto, 4 Province (Bo, Fe, Ra, Rn), 6 Comuni.
In particolare, il Consorzio di gestione del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola è stato sostituito dall'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità della Romagna, il cui territorio va dalla vallata del Santerno alla costa adriatica del Riminese, comprendendo il territorio (o parti del territorio) di quattro province: Bologna (Circondario Imolese), Ravenna (Unione della Romagna Faentina), Forlì-Cesena, Rimini.
Dopo un anno di avviamento dell'Ente di neo-istituzione, in data 17 gennaio 2013, si è definitivamente costituito l'Ente, in occasione dell'insediamento e delle nomina degli organi istituzionali.

Si è dapprima riunita la Comunità del Parco, composta dai Sindaci dei sei Comuni (Borgo Tossignano, Brisighella, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Fontanelice, Riolo Terme) e dai rappresentanti del Circondario Imolese e dell'Unione dei Comuni della Romagna Faentina, che ha nominato Presidente della Comunità del Parco Gianmarco Lanzoni, assessore del Comune di Riolo Terme con deleghe alle Attività produttive, Turismo, Parco della Vena del Gesso, Agricoltura.
In seguito, la Comunità del Parco ha nominato il proprio rappresentante nel Comitato Esecutivo dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità, Franco Spada, assessore del Comune di Brisighella con deleghe all'Agricoltura e alle Attività Produttive.
Successivamente, si è costituito il Comitato Esecutivo dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità, composto dal già ricordato Franco Spada, in rappresentanza della Comunità del Parco della Vena del Gesso, e dai rappresentanti delle quattro Province: Francesco Rivola (Assessore ai Parchi della Provincia di Ravenna), Emanuele Burgin (Assessore all'Ambiente e Parchi della Provincia di Bologna), Luciana Garbuglia (Assessore all'Ambiente e Caccia e Pesca della Provincia di Forlì-Cesena), Stefania Sabba (Assessore all'Ambiente della Provincia di Rimini).

Il Comitato ha poi nominato Presidente dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità l'Assessore Luciana Garbuglia. Avendo deciso di nominare tutti pubblici amministratori, gli Enti locali hanno applicato quanto stabilito dalla citata L.R. n. 24/2011 in fatto di contenimento delle spese della pubblica amministrazione poiché per essi non è previsto alcun compenso o gettone di presenza per la partecipazione agli organi istituzionali dell'Ente che, quindi, avrà un costo degli amministratori pari a zero.“

Il Comitato Esecutivo ha nominato il Direttore dell'Ente e del Parco della Vena del Gesso Romagnola, riconfermando per tale incarico Massimiliano Costa, funzionario dell'ufficio Parchi della Provincia di Ravenna che fu direttore del Parco dal giugno 2009 alla fine del 2011.
Oltre al Parco della Vena del Gesso Romagnola, l'Ente deve gestire anche le Riserve Naturali presenti sul proprio territorio amministrativo: Onferno (in comune di Gemmano), Bosco di Scardavilla (in comune di Meldola) e Bosco della Frattona (in comune di Imola) e, a seguito di delega da parte delle Province, è responsabile della gestione della Rete Natura 2000, che comprende in Romagna ben 27 siti istituiti ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 09/147/UE. La sede dell'Ente è stata provvisoriamente confermata presso la sede del Parco della Vena del Gesso, in via Saffi n. 2 a Fognano di Brisighella. GPS

mercoledì 19 settembre 2012

Con Messner a spasso nella Vena dei gessi Romagnola


Reinhold Messner sarà testimonial d’eccezione della presentazione dell’ Alta Via dei Parchi, che si terrà all’interno delle manifestazioni programmate dalla XIVª Settimana Nazionale di Escursionismo del Club Alpino Italiano.
Il 22 settembre a Borgo Tossignano (Parco dei Gessi Romagnoli, a 15 km dall’uscita dall’A 14), il grande alpinista italiano sarà alla presentazione dell’Alta Via dei Parchi in solidarietà con le aree terremotate.
Il tracciato dell’ Alta Via dei Parchi collega due parchi nazionali, uno dei quali è quello delle Foreste Casentinesi, cinque parchi regionali e uno interregionale sul crinale appenninico. Il tracciato è frutto di un progetto della Regione Emilia-Romagna che è stato realizzato anche grazie al contributo del CAI. Messner parteciperà all’escursione nella Vena del Gesso che prenderà il via alle ore 9 da Borgo Tossignano.
Alle ore 12 è previsto l’arrivo a Tossignano (sede del Parco) per la cerimonia inaugurale con lo stesso Messner e il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. Nell’occasione il Presidente del Gruppo Regionale CAI e Reihnold Messner consegneranno al presidente Errani i fondi raccolti dal CAI per le aree colpire dal terremoto dello scorso maggio e premieranno i volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’Alta Via dei Parchi.
Seguirà un pranzo a base di prodotti tipici del luogo al prezzo di euro 12 offerto dai volontari del CAI di Imola e della Pro Loco: il ricavato andrà alla sottoscrizione per il terremoto. Alle ore 14.30 chi vorrà trattenersi potrà partecipare ad un incontro con Reinhold Messner, che sarà coordinato dal prof. Luigi Zanzi per parlare di montagna, escursionismo e ambiente.

In occasione della presenza di Reinhold Messner a Tossignano sabato 22 settembre  organizzata dal Cai di Imola, la sezione faentina del Cai in collaborazione con gli amici del trekking Nasturzio di Riolo Terme, organizzano un escursione per andare incontro a Messner sugli affascinanti sentieri del crinale del Parco della Vena  del Gesso Romagnola.
Il programma dell'iniziativa prevede alle ore 8.20 il ritrovo a Borgo Rivola di sopra nel parcheggio di fianco alla statale. Da qui con le auto si partirà in direzione di Sasso Letroso da dove si partirà seguendo il sentiero di crinale. Alle 10.20 è previsto l'incontro a Cà Budrio con il gruppo partito da Tossignano del quale fa parte Reinhold Messner. Di seguito tutti insieme si proseguirà sui sentieri del parco e sui crinali del gesso per giungere Tossignano verso le 12. per il pranzo.
Al termine si potrà rientrare a piedi o con mezzi a disposizione. Il costo del pranzo è di 12 euro e sarà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto Per l'iniziativa gli scarponcini sono obbligatori. La durata della passeggiata all’andata è di circa 3 ore. Per partecipare è necessario iscriversi entro e non oltre mercoledì 19 settembre scrivendo a francesco.rivola@alice.it oppure trekkingnasturzio@gmail.com. GPS (fonte comunicato stampa Riccardo Isola e Cai Imola)

venerdì 29 ottobre 2010

Benvenuti a Speleopolis, che la Grotta sia con voi

Speleopolis si sta riempiendo, ovvero Casola Valsenio è il centro del mondo speleologico.
Da oggi al 1° novembre 2010 sono attesi a “Speleopolis” nel cuore del Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola circa 3.000 speleologi e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Tra le tantissime attività di Casola2010 in diverse location cittadine, come stand espositivi con materiale ad uso tecnico e specifico per le attività di speleologia, ci sono anche spazi allestiti con mostre fotografiche, eventi cinematografici (come l'EuroSpeleo Image'In Film Festival), escursioni in grotta, convegni e dibattiti dedicati sempre all'attività speleologica. tutto il Programma QUI

A tutti gli abitanti “acquisiti” di Speleopolis un benvenuti con questo video presentato a Casola2001. Che la Grotta sia con voi. GPS

SPELEOLOGI E SPELEOLOGIA

lunedì 18 ottobre 2010

Il Mondo Speleo a Casola2010

Riportare alla luce, per pochi istanti, le meraviglie gelosamente custodite per millenni nell'oscurità più profonda. Condividere il piacere della scoperta, riflettere, discutere ed approfondire il magico mondo del conoscibile.
È questa la filosofia che accompagnerà ancora una volta Casola2010, il Raduno internazionale di speleologia che si terrà dal 29 ottobre al 1° novembre 2010 nel cuore del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola.
Per Casola Valsenio si tratta del settimo appuntamento nella storia del raduno internazionale itinerante. Dopo «Nebbia» nel 1993, «Le Speleologie» nel '95, «Speleopolis» nel '97, «Millennium» nel '99 e «Scarburo» nel 2006, che registrò oltre 3000 partecipanti. L’appuntamento di quest’ anno porta il nome di: "Casola 2010 - I geografi del buio".
Uno squarcio temporaneo aperto in quella suggestiva attività di ricerca scientifica, sport, avventura e sana pazzia chiamata, appunto, speleologia.
A diciassette anni dal primo appuntamento e a quattro dall'ultimo, il paese delle erbe e dei frutti dimenticati dell’Appennino Toscoromagnolo si ripropone come sede ideale di questo raduno che vede centinaia e centinaia di appassionati provenienti da ogni parte del globo vivere alcuni giorni in totale comunanza di intenti, siano essi scientifici siano anche ludici e partecipativi.
Ma Casola2010 sarà, per gli organizzatori «anche un grande laboratorio per sperimentare nuovi mezzi, modalità e canali di diffusione della conoscenza. Narrazioni audiovisive, reportage, allestimenti, ambientazioni, performance e laboratori, strumenti per conoscere e divulgare, materiali, editoria, intuizioni ed invenzioni».

Tutto questo verrà realizzato a Casola2010, allestendo ed attraversando in un dialogo condiviso e partecipato il paesaggio urbano al fine di comunicare anche con i non addetti ai lavori.
«La divulgazione è strumento decisivo per formare ed informare. Per questo - continuano gli ideatori - l’evento di quest'anno si pone come importante base di partenza per ripensare strumenti di conoscenza, modalità di interazione, collaborazione di molteplici competenze».
Il tutto alla ricerca di un equilibrio «tra valenza estetica dei paesaggi carsici, la loro importanza, anche per il Parco della Vena del Gesso e progetti di sviluppo di turismi consapevoli e sostenibili».
Perché, come amano da sempre ricordare gli "speleo" «trovare gli strumenti più idonei per trasmettere anche all’esterno il senso della speleologia, il valore dei territori che percorriamo, è una sfida affascinante quanto l'attività speleologica vera e propria.
Le grotte sono un mondo complesso. Presentarlo e rappresentarlo richiede una continua ricerca. Casola Valsenio è una quindi un'ulteriore e sempre utile possibilità di confronto costruttivo».


A questa nuova sfida parteciperanno diversi attori. Dalla Federazione speleologica dell’ Emilia Romagna a quella Nazionale, dal Club Alpino Italiano al Corpo Nazionale di Soccorso alpino e Speleologico, passando attraverso la Federazione Speleologica Europea, l'Università, gli enti di ricerca e quelli istituzionali di ogni ordine e grado, oltre, ovviamente, a diversi volontari ed appassionati speleologi casolani e non.
A Casola2010 non mancheranno concorsi multimediali per video corti e di fotostorie organizzati in ambito internazionale assieme alla Federazione speleologica europea, fino ad arrivare all'allestimento di una rassegna di film di speleologia».
Infatti il programma di Casola 2010, prevede il secondo “EuroSpeleo Image’In Film Festival” (già attivo con alcune antipazioni QUI) incentrato su un concorso di speleo video clip ideali per divulgare la speleologia anche su social network, ed un convegno dedicato al sessantesimo anniversario della costituzione della Società Speleologica Italiana. (fonte Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni)
Per sapere tutto e di più sul Mondo Speleo che si sposta a Casola2010 QUI. GPS

mercoledì 9 giugno 2010

Gente in Vena. Festa del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola.

Un lungo fine settimana di festa per il Parco regionale della Vena del gesso romagnola. Da venerdì 11 a domenica 13 giugno, infatti, in cui il Centro Visite di Ca' Carné, assieme a Brisighella e a Zattaglia festeggeranno per la prima volta il Parco della Vena del gesso, con spettacoli, mostre, convegni, rievocazioni storiche, mercati di prodotti agricoli, gastronomia e, presso il Carné, percorsi di visita gratuiti alle più interessanti emergenze storico-naturalistiche dei Gessi brisighellesi.
Il programma della tre giorni prevede per venerdì 11 giugno al Carnè Centro Visite Carné, a partire dalle ore 10.00 una serie di visite guidate di tipo naturalistico, speleologico, archeologico e storico fino al tardo pomeriggio. A Brisighella dalle ore 18.00 l'allestimento del mercato dell'artigianato artistico e del mercato dell'agricoltura nel parco, aperto a tutti i produttori dei sei comuni. Alle ore 19.30 si terrà l'inaugurazione delle diverse mostre allestite mentre alle 20.30 sarà possibile degustare i prodotti tipici degli agricoli del Parco.

Tante saranno le iniziative in programma per sabato 12 giugno. A Brisighella dalle ore 15.00 verrà inaugurato il mercato dell'Artigianato artistico e dell'Agricoltura nel parco, aperto a tutti i produttori dei 6 comuni, alle 18.00 nella rocca e nel centro storico si terranno scene di vita medievale: un ritorno al passato per riscoprire usi e tradizioni nel paese del gesso e le storie d'arme (scende di vita, armigeri, spettacoli, musiche, mercato medievale, stand gastronomico). In serata invece lo spettacolo dei Falconieri del Re, uno spettacolo pirotecnico dalla Rocca e musica medievale e balli in paese chiuderanno i festeggiamenti della seconda giornata.

Nella frazione di Zattaglia, invece, dalle ore 9.00 verrà aperta la mostra "Lucciole di Pietra" a cui farà seguito il convegno della Federazione Speleologica Regionale sul progetto Stella-Basino. Fino alle 13 saranno presenti anche le bancarelle delle aziende partner dell'iniziativa: Spada, la Felce, Borgo dei Laghi e Guaducci mentre durante la giornata si terranno visite guidate a cura della Società Studi Naturalistici della Romagna.
Per i più piccoli alle 16.30 è prevista una merenda a base di frutta delle Aziende agricole del Parco mentre alle 17.30 si terrà l'affascinante spettacolo dei Falconieri del Re. Sempre sabato al Centro Visite Carné durante tutto il giorno si susseguiranno visite guidate.
Domenica 13 giugno dal mattino la festa riprende il via con incontri, momenti di approfondimento, mercati, giochi, laboratori ed iniziative di riproposizione della vita medievale della comunità. Alle ore 21.00 rievocazioni storiche, rappresentazioni in costume, musica, danze, animazione e saltimbanchi nelle antiche vie del Borgo, mentre nelle osterie e nelle taverne vengono proposti piatti dai sapori medievali Per tutto il giorno al Centro Visite Carné si terranno visite guidate. Per tutte le visite guidate, gratuite, è obbligatoria la prenotazione (339.2407028, Ivano).
Per maggiori informazioni sul programma e sulle prenotazioni, QUI sul sito Terre di Faenza o QUI sul sito del Parco Vena del gesso (fonte Ufficio stampa Società di Area “Terre di Faenza” R. Isola) GPS

mercoledì 5 maggio 2010

Nuovo sito internet del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola

E’ in rete il nuovo sito del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola con notizie, documenti, aggiornamenti sulle iniziative e galleria fotografica.
Il visitatore può trovare informazioni sul progetto, le opportunità del parco, indicazioni sulle novità e gli eventi nel territorio. Interessanti le sezioni di geologia, fossili, carsismo, flora, fauna, archeologia, storia, agricoltura e paesaggio.

E’ questo uno strumento indispensabile oggi, per dare al neo parco ciò che gli manca di più: le relazioni e la visibilità. Non sarebbe male l’attivazione di un servizio di newsletter per ricevere via E-mail tutte le iniziative e le novità del Parco.
Visitatelo è interessante QUI

lunedì 16 novembre 2009

Parco Regionale della Vena del gesso romagnola: nebbia fitta sulle colline di cristallo

Oggi torniamo a parlare del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola, lo facciamo dopo vari mesi e dopo le elezioni comunali che hanno interessato quasi tutti i comuni all’interno del parco.
Una prima valutazione politica che si può fare è quella che chi ha cavalcato la ”paura” del parco, in particolare il centro destra ne esce con le ossa rotte. Tutti i candidati sindaci che hanno sostenuto il parco sono stati eletti.
D’altronde sono oltre 20 anni che si vota con “in mezzo” il parco e la spinta propulsiva della “paura”, non poteva che fare flop.
Certo un po’ di “giapponesi” restano ancora annidati nella grotta del Re Tiberio ma presto si accorgeranno anche loro che la guerra è finita.
Sul piano strettamente politico credo che il problema oggi, si sia capovolto. Il pallino ora sta nelle mani di chi ha promesso il parco ed è stato votato, eletto e dovrà renderne conto perché non lo fa.
Ho già speso un fiume di parole sulla questione parco ed espresso le mie critiche su ”il grande equivoco”, oggi mi preme fare il punto della situazione.
L’insediamento del primo consiglio del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola avviene a Riolo Terme il 29 gennaio. Lunedì 23 febbraio 2009 il consiglio del Parco approva le nomine del comitato esecutivo. Il comitato esecutivo (giunta) è “totalmente istituzionale” con Presidente Eugenio Fusignani, assessore ai parchi della provincia di Ravenna.
Da notare che era il 15 febbraio 2005 quando la Regione Emilia Romagna con la legge regionale n. 161 istituì il Parco, ci sono voluti ben 4 anni per adempiere a quanto era previsto per legge in 30 giorni o poco più. Comunque meglio tardi che mai.
Ora sono trascorsi altri otto mesi dall’insediamento dell’esecutivo e del suo Presidente Eugenio Fusignani e sulle colline di cristallo staziona di nuovo nebbia fitta.
Con la costituzione del Comitato esecutivo, ci eravamo illusi che si fosse aperta finalmente la fase di operatività concreta del Parco.
Solo in data 11 agosto 2009 è stato approvata la convenzione con il consorzio di gestione del Parco per l’ utilizzo da parte del consorzio stesso di strutture tecnico amministrative della Comunità montana dell’Appennino Faentino, oggi Unione dei Comuni. Da notare che per firmare una convenzione ci sono voluti oltre 5 mesi. Comunque la struttura organizzativa di avvio, sia per le funzioni amministrative e contabili, sia per quelle tecniche sembra attivata.
Il problema che rimane è tutto politico. Una scelta politica che vuole un esecutivo “provvisorio” e impotente.
La situazione è paradossale e sfiora il ridicolo. Gli Enti preposti per legge abdicano alla loro funzione di governo per partorire un “parco virtuale sospeso”, da una parte l’incapacità politica di decidere e di assunzione di responsabilità e dall’altra la voluta subalternità al ricatto (blef) di una categoria.
Non a caso nel vuoto e nella nebbia, in questi giorni “i furbetti del contadino” (alias associazioni agricole) rilanciano il replay del loro blef.

Siamo pronti a ricorre al Tar, ci fanno sapere dalle pagine dei giornali locali. Ma come, ancora? Allora la cartuccia sparata alla fine di marzo 2009, era a salve?:
Abbiamo presentato ricorso al Tribunale Amministrativo (TAR) dell’ Emilia - Romagna per dichiarare l’ illegittimità dello Statuto del Parco in quanto non prevede l’obbligatoria rappresentanza degli agricoltori nel Consiglio del Consorzio”. Siamo alla farsa.
Come se ne esce. Penso in un unico modo. I Sindaci dei territori si approprino direttamente dello strumento parco, la delega alla provincia di Ravenna ha esaurito il suo compito. Insistere, in queste condizioni, non si va da nessuna parte e porta al fallimento. Solo così il Parco potrà occuparsi dei problemi veri del territorio:
Piano territoriale di sviluppo del parco, piano degli investimenti, progetti capaci di intercettare tutte le risorse disponibili dalle legislazione regionale ed europea e dimostrare in concreto quello che hanno promesso. Un parco come opportunità di sviluppo e crescita dei territori. Questa è la strada da battere e se “i furbetti del contadino”, hanno delle cartucce (vere) le sparino li. GPS

martedì 19 maggio 2009

ll Parco della Vena del gesso partecipa alla Settimana Europea dei Parchi

Il 24 maggio 1909 fu istituito in Svezia il primo parco naturale d’Europa e ogni anno, di cui quest’anno si festeggia il centenario, l’Unione Europea celebra la Settimana Europea dei Parchi.
Il “nuovo” Parco della Vena del Gesso Romagnola partecipa a questa ricorrenza, organizzando e proponendo un ricco calendario di eventi, partiti il 15 si protrarranno fino 31 maggio 2009.
Da Imola a Borgo Tossignano, presso il centro di educazione ambientale “La Casa del Fiume”, da Faenza a Brisighella dove sono previste dal 21 e 24 maggio 2009 le “Visite guidate gratuite alla Vena del Gesso Romagnola: aspetti storici”, in collaborazione con il Centro Visite Rifugio Ca’ Carné, per arrivare a Riolo Teme e Casola Valsenio.
A settembre dello scorso anno, vi avevo parlato in
La speleologia alla scoperta della Vena del gesso romagnola del Progetto “Il sistema carsico “Stella – Basino
Dunque a Casola Valsenio nella sala Pifferi del Cardello, si terrà la mostra “La grotta del rio Basino, progetto di studio multidisciplinare a cura della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna”.

Il progetto Stella-Basino nella Vena del Gesso Romagnola
Il sistema carsico “Stella-Basino” è al centro di un progetto multidisciplinare, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna con il contributo del servizio geologico sismico e dei suoli della regione Emilia-Romagna e del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola.
Anche recentemente sono stati realizzati studi e indagini che affrontano, in maniera sistematica, i tanti motivi di interesse di un ambiente carsico gessoso tra i più estesi e importanti dell’intero continente. Il progetto si avvale delle conoscenze acquisite in oltre 80 anni di esplorazioni e ricerche speleologiche nella Vena del Gesso Romagnola.
Data la complessità dello studio sono stati coinvolti ricercatori di varie discipline, nonché le Università di Bologna e Modena-Reggio Emilia.
L’inaugurazione è prevista per le ore 16.00 di sabato 23 maggio, con l’intervento di Massimo Ercolani presidente della Federazione Speleologica Regionale e Giorgio Sagrini sindaco di Casola Valsenio. Alle ore 16.30, visita guidata alla mostra e alle ore 17.00 letture di Massimo “MaxGoldoni.
La mostra sarà visitabile domenica 24 maggio e da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
Sono previste due escursioni organizzate dalla Federazione Speleologica Regionale per la giornata di domenica 24 maggio alla Grotta della Lucerna e domenica 31 maggio, lungo i sentieri di Monte Mauro. (foto di Ragazzini Andrea)
Per info e prenotazioni, Ufficio Informazioni Turistiche, Via Roma 50 - Casola Valsenio,Tel. 054673033 oppure preso la Proloco di Casola Valsenio. Email: proloco.casolavalsenio@gmail.com. (Comunicato stampa Ufficio Stampa Unione dei Comuni- Isola Riccardo)

giovedì 5 marzo 2009

Parco Regionale della Vena del gesso romagnola: Alla scoperta dell’abisso F10

Nell’oscurità del Parco della Vena del Gesso romagnola prende vita l’esplorazione speleologica. Sabato 7 marzo, infatti, il Gruppo Speleologico Faentino effettuerà la colorazione dell’abisso F10. Un metodo che permette il tracciamento dello scorrere ipogeo dell’acqua effettuato attraverso l’utilizzo di un colorante, la fluorescina, assolutamente innocuo ma molto utile a fini tecnico-scientifici. Questa iniziativa rientra all’interno dell’articolato progetto “Stella Basino” pensato e realizzato dalla Federazione speleologica emiliano romagnola.
Ad anticipare questa particolare rilevazione sotterranea, nella serata di venerdì 6 marzo, un momento aperto a tutti, alle ore 21 nella sede del Gruppo Speleologico Faentino in via Medaglie d'oro 51 presso il Museo di Scienze naturali, durante la presentazione del 26° corso di speleologia, Piero Lucci illustrerà i risultati della ricerca fin qui ottenuti.
Un po’ di storia
Non è la prima volta che si realizzano iniziative di colorazione dell’acqua di questo abisso. Nel 1991 è stato fatto un esperimento analogo nel corso d’acqua principale dando come risultato positivo la fuoriuscita delle acque colorate nel più grande Rio Basino da un affluente a cascata. Questa volta, invece, il colorante verrà immesso in un altro torrente che è stato trovato durante le esplorazioni tenutesi durante l’anno 2008. Un torrente intercettato a circa 200 metri di profondità rispetto all'ingresso e che si apre nei pressi della Sella di Ca' Faggia. Questo corso d’acqua è stato esplorato per un centinaio di metri, poi, a causa della presenza di una zona allagata all'interno della grotta, l’esplorazione si è dovuta fermare. “Con questo intervento – affermano gli speleo ora il colorante verrà immesso per scoprire se anche questa voltal'acqua risorge al rio Basino.
La cavità più profonda della Vena del gesso romagnola

L'abisso F10 è sicuramente la grotta più profonda presente all’interno della Vena del Gesso raggiungendo i 230 metri. Ma non solo l’abisso è anche uno dei più estesi con circa 2 chilometri di proiezione. Per Luca Grillandi, presidente del Gruppo manfredo “questa rappresenta sicuramente una delle più belle e concrezionate realtà della vena del gesso. Ambienti maestosi e profondità abissali s’intrecciano creando un paesaggio oscuro unico”. Ma non c’è solo l’aspetto dell’impatto scenografico naturale. Per gli speleologici “l’abisso F10 è anche molto difficile infatti ogni esplorazione richiede una permanenza di almeno 20 ore e di molto materiale tecnico”.
Data la sua importanza questa realtà è stata dedicata a Luciano Bentini che è recentemente scomparso.(comunicato stampa Riccardo Isola, foto da La Vena del gesso romagnola) GPS

mercoledì 25 febbraio 2009

Parco Regionale della Vena del gesso romagnola: Arriva l'esecutivo

Nella giornata di lunedì 23 febbraio, nella sede di corso Matteotti a Riolo Terme, il consiglio del consorzio di gestione del Parco della vena del gesso romagnola si è riunito per approvare le nomine del comitato esecutivo del consorzio di gestione dell’ente stesso.
Il comitato esecutivo è così composto: Eugenio Fusignani, assessore ai parchi della provincia di Ravenna è stato eletto alla carica di presidente del consorzio, Renato Sartiani, assessore del comune di Borgo Tossignano è stato eletto alla carica di vice presidente del consorzio. Inoltre Viscardo Baldi, assessore del comune di Brisighella, Sante Cavina, vice sindaco del comune di Riolo Terme e Cesare Ronchi, vice sindaco del comune di Casalfiumanese sono stati eletti alla carica di assessore.
Questo il commento del presidente del consiglio, Guido Tampieri. “Il parco è partito e questo darà modo a tutti, a chi lo ha sostenuto e chi ha nutrito dubbi, di misurare concretamente la scelta compiuta. Questa è l'essenza dell'azione realizzata. Adesso inizia il vero lavoro. Abbiamo nominato un esecutivo istituzionale, composto da assessori comunali e provinciali dei territori interessati. Si tratta di una garanzia per tutti, necessaria – ci tiene a precisare Tampieri - in attesa di sciogliere gli orientamenti di carattere giuridico che sono oggi all'attenzione comune delle parti interessate”.
Da qui partiranno le azioni future che dovranno dare corpo ed anima al progetto Parco. “La prima cosa da fare è valutare quali azioni mettere in campo. La struttura che sosterrà il parco sarà leggerissima e si avvarrà delle sedi e del personale che già opera sul territorio. La Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione 800/900 mila euro, da utilizzare subito alla voce investimenti, con concorso del 20% di risorse che metteranno a disposizione gli enti locali. Si tratta di un volano importante per il territorio che andrà ad intrecciarsi agli altri progetti ed investimenti previsti. Allo stesso tempo – continua il presidente - il consorzio, da subito, si avvarrà di 150 mila euro della regione Emilia Romagna e di 150 mila euro degli altri enti (in totale 300 mila euro) per la spesa corrente. Questi fondi serviranno anche per attuare le prime azioni concrete e promozionali”.
Infine alcune conclusioni. “Al di la delle posizioni espresse da ciascuno, è volontà comune, degli enti locali e dell'esecutivo, che queste azioni debbano essere decise con la partecipazione decisiva dei diversi attori del contesto sociale ed economico locale. I grandi obiettivi da perseguire sono due: preservare il territorio e stimolarne percorsi di sviluppo. Questi obiettivi e le azioni per centrarli, saranno prese insieme alle imprese del territorio, agricole, agrituristiche, turistiche e commerciali”. (comunicato stampa Unione dei Comuni-Riccardo Isola)
La mia opinione personale è che meglio di così non poteva andare. Un parco regionale è uno strumento pubblico di governo e pianificazione del territorio con precisi compiti di tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, uno strumento di valorizzazione e sviluppo economico, ambientale e culturale. Il solo pensare di sub appaltarlo ad una categoria è una bischerata che sta in cielo e in terra. Che le decisioni e le azioni da mettere in campo siano “prese insieme alle imprese del territorio, agricole, agrituristiche, turistiche e commerciali”, mi pare la strada giusta. In attesa che il “Il facimme a muina” delle associazioni agricole: “di sciogliere gli orientamenti di carattere giuridico” si chiarisca, l’Ente parco è legittimato di mettersi subito al lavoro anche per cercare di recuperare l’immenso tempo perduto. GPS

domenica 1 febbraio 2009

Il Parco della Vena del gesso romagnola: il grande equivoco

Nella vallata del Senio, il tema del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola in questi giorni tiene banco. Oggi è un freddo cane e poi si anche messo a nevicare, parco ladro!
Così mi ritrovo a scrivere su questo cavolo di parco l’ennesimo post, il 38° e deve essere un record. Lontano da me la voglia di aizzare nuove polemiche ma cercare, come contributo alla discussione, di mettere in luce una contraddizione di fondo che ha contraddistinto, a mio avviso, l’avvio e la sua costituzione.
Voglio partire da una affermazione che ho sentito spesso nel corso della discussione, che seguo da oltre 20 anni. “Tla me èra, an voi in ciò a spistazè” che tradotto dal dialetto romagnolo: “Non voglio nessuno a calpestare la mia aia”. In questa frase, credo ci stia l’essenza dell’avversione di una parte del mondo agricolo verso il parco. Questo modo di dire racchiude in sé un profondo attaccamento alla terra, che vuol dire attaccamento alla natura, qualcosa che viene da lontano, di ancestrale fatto di duro lavoro, di schiene spezzate, sacrifici, sudore, lotte per possedere quella terra “maledetta” plasmarla, curarla e trasformarla in sopravvivenza, poi in vita dignitosa. E’ racchiuso in questa frase la dignità, l’orgoglio e l’essenza del mondo rurale. E a nessuno può essere permesso di trascurare o ignorare questo aspetto.
Il problema è il grande equivoco che si è costruito attorno a “Tla me èra, an voi in ciò a spistazè”.
Equivoco alimentato da chi era in buona fede, da chi era in malafede perché gli conveniva e da chi per la solita speculazione politica.
La verità fa sempre fatica a farsi strada, ma anche nelle situazioni più complicate a volte trova il sentiero giusto.
E il sentiero giusto, semplice da essere quasi banale, è che il parco non vuole “spistazè” l’aia di nessuno. Vi immaginate oggi nel terzo millennio chi desidera “spistazè” un’aia?
E qui casca l’asino. L’eccessiva e ridondante importanza fino ad ora data al binomio parco agricoltura.
Il tutto allora ci riporta alla domanda centrale, che cosa è il parco e soprattutto questo strumento cosa deve fare?

La mancanza di una strategia e di una progettualità compiuta, che esca dai generici annunci, è anch’essa causa del grande equivoco. Mi auguro che il prossimo Comitato di gestione del parco colmi al più presto questa lacuna.
Resto convinto che la missione del Parco, può essere l'elemento centrale, il fulcro, di una strategia di valorizzazione territoriale della collina che, in quanto elemento unificante, di forte visibilità e identità territoriale. Detto questo però siamo ancora al palo di partenza. E’ necessario passare concretamente ai “progetti, investimenti e interventi”.
Lo ripeto, come contributo al dibattito faccio alcune considerazioni. Un'analisi delle nuove esigenze socio culturali che stanno maturando in questi ultimi anni, registrano una “spinta verde" ecologista, gli interessi tematici culturali sembrano consolidare sentimenti collettivi e tendenze culturali non più ristrette a minoranze di gruppi.Il diffondersi di questa "domanda di natura e di cultura" sono i punti di riferimento del target a cui fare riferimento per i progetti futuri del parco. Dobbiamo avere la capacità di costituire un prodotto turistico legato ai valori che il Parco esprime. La Vena del gesso è un scrigno di valori e di risorse naturali e culturali straordinario e unico. E qui voglio fare una precisazione a quanto accennato sopra. Pensare che il Parco regionale della Vena del gesso sia solo agricoltura, tesi prevalente oggi, è un equivoco più o meno voluto, è una stupidaggine, è un approccio che porta ad un binario morto e fallimentare. Dentro lo scrigno della Vena del gesso ci stanno: la conoscenza di un ambiente unico al mondo, la geologia, il carsismo, la speleologia, l’archeologia, la fauna, la flora.Il contenuto dello “scrigno” intercetta bene la nuova domanda turistica "di natura e di cultura". Allora alla domanda quali “progetti, investimenti e interventi” si dovranno fare per il futuro? Creare infrastrutture, punti di eccellenza tematici sul territorio che abbiano la capacità di “vendere i prodotti” dello “scrigno” in un laboratorio di sinergia fra le comunità interessate.
Allora abbiamo bisogno di specialisti, nei vari settori che ci indicano quali sono gli investimenti, le infrastrutture e le iniziative migliori per costruire un sistema di conoscenza di quello che contiene lo “scrigno parco”, ci centri di approfondimento delle tematiche, di fruibilità delle emergenze ambientali, di una sistema di accoglienza, di ristorazione e certo di promozione e valorizzazione dei nostri prodotti agricoli.
Abbiamo bisogno, per fare questo, di una organizzazione snella e capillare fra tutti i soggetti interessati capace di erogare servizi che rappresentano l’asse portante di un tale sistema.
Chiudo scusa perché l’ho fatta troppa lunga e perdonatemi l’incontinenza,.. ve la vendo così.
In questa fase l’agricoltura con il due di coppe ha vinto la partita. Il settore del turismo,
albergatori, ristoratori, agriturismi, commercianti ecc. che hanno l’asse, il tre e il re stanno la stanno perdendo. Il “non vedo, non sento, non parlo” ha sempre prodotto poco. GPS

sabato 31 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi: preventive war

Un po’ tutti i mezzi d’informazione del pianeta ci avevano raccontato che
“La vittoria di Obama determinerà un cambiamento generale non solo per gli Stati Uniti, ma per tutto il mondo”.
Quel "Yes, we can!" ovvero “Sì, noi possiamo!”, cambiare questo cazzo di mondo ha suggestionato un po’ tutti.
Si vede però che ci sono, anche dalle nostre parti, delle “enclave” chiuse a chiave, tamugne e impenetrabili. Sarà mica l’ oracolo della grotta di Re Tiberio che continua a portare sfiga?
La dimostrazione l’abbiamo avuta giovedì scorso a Riolo Terme alla manifestazione degli agricoltori, di cui vi ho parlato ieri.
Dovete sapere che dopo la verifica sul campo, nessun patto era stato disatteso ovvero le armi di distruzione di massa, anche lì manco l’ombra, i nostri allora se ne sono usciti con un bel: si trattava di “preventive war(testuale) di bushiana memoria. Come si dice, le bugie hanno le gambe corte e per carità risparmiateci l’ Enduring freedom (libertà duratura) che è un’altra patacata. GPS

venerdì 30 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi: agricoltori con l’ascia di guerra

Ieri mattina a Riolo Terme, in contemporanea con l’insediamento del primo consiglio del Parco
Regionale della Vena del gesso romagnola
, gli agricoltori sono scesi sul sentiero di guerra portando nelle vie del paese oltre duecento persone e una decine di trattori per ribadire che a loro avviso che gli accordi non erano stati rispettati.
Allora noi che siamo curiosi e non ci accontentiamo degli spot pubblicitari ci chiediamo: quali sono gli accordi che non sono stati rispettati e da chi? Come si dice da queste parti, la cosa “singavagna”. Stando alle dichiarazioni fatte alla stampa locale da alcuni responsabili delle organizzazioni agricole il contendere sarebbe che: “nel consiglio del parco ci sono solo i rappresentanti degli Enti locali”.
E qui si scopre l’acqua calda e a scoppio ritardato. Voglio solo ricordare che la legge che determina la composizione del consiglio del parco è la legge regionale N.6 del 2005 che recita: “gli Enti di gestione dei Parchi regionali sono rappresentati da Consorzi di Enti locali costituiti dalla/e Provincia e dai Comuni e dalla/e Comunità Montana/e territorialmente interessati”.
Ora tutti fanno finta di dimenticarsi che tale legge è stata condivisa e approvata da tutte le organizzazioni agricole e fece parte di un ampio dibattito e confronto, proprio con le organizzazioni agricole, che permise anche l’emanazione della legge regionale n. 161/2005 istitutiva del Parco Regionale della vena del gesso, legge anch’essa approvata dalle associazione di categoria agricole.
Tale dispositivo di legge, viene poi recepito dallo statuto del parco:
ll Consiglio è composto dai rappresentanti degli Enti consorziati, nelle persone del Sindaco o del Presidente o loro delegati”.
Le quote di partecipazione dei singoli Enti al Consorzio sono determinate come segue:
- Provincia di Ravenna 30 %
- Provincia di Bologna 20 %
- Comunità Montana Appennino Faentino 2 %
- Comunità Montana Valle del Santerno 2 %
- Comune di Borgo Tossignano 12 %
- Comune di Brisighella 13 %
- Comune di Casalfiumanese 2 %
- Comune di Casola Valsenio 8 %
- Comune di Fontanelice 3 %
- Comune di Riolo Terme 8%
Perché allora se tutti sapevano ed avevano condiviso oggi si sotterra l’ascia di guerra?
Probabilmente il contendere va ricercato da qualche altra parte.
Sulla guerra al parco, alcune forze politiche (la destra per non fare nomi) hanno trovato il loro predellino di visibilità e l’indizio della loro esistenza politica. Un classico che non stupisce più di tanto, poi oggi è molto di moda.
Per le associazioni di categoria la cosa è un po’ più complicata. Una parte è ideologicamente da sempre contro il parco, un’altra parte, più avveduta ed attenta vede nel parco un’opportunità e la vogliono giocare.
Le due anime non riescono a sciogliere la contraddizione allora adottano il “Il facimme a muina”.
Il facimme a muina (lett. facciamo la moina e che rispolvero per l’occasione), è un modo di dire che pare risalga al Regno delle Due Sicilie. Precisamente ad un comando utilizzato nella règia marina nel corso d'ispezioni a bordo di navi. Infatti al comando: "facimme a muina", tutti i marinai si mettevano in moto spostandosi da una parte all’altra della nave. I marinai non facevano assolutamente nulla, ma davano all’ esterno l’ impressione di frenetica ed organizzata attività e che ci fosse un lavorare della madonna. E tutti vissero felici e contenti.
Tornando alla giornata di ieri, una delegazione di agricoltori è stata poi ricevuta dagli amministratori del parco, che nel frattempo avevano eletto Guido Tampieri alla presidenza del consiglio.
Sentite le rassicurazione del neo presidente (conferma di 3 posti su 5 nel Comitato esecutivo dell’ente parco compreso il presidente, per capirci paragonando con una giunta, tre assessori e il Sindaco), gli agricoltori hanno sotterrato l’ascia di guerra: “ Abbiamo preso atto della disponibilità degli amministratori ad incontrarci a breve”. GPS

giovedì 22 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi : Eppur si muove!

Una precisazione importante ci arriva dalla Comunità Montana dell’Appennino Faentino: In comunicato si precisa che lo statuto del Parco regionale della Vena del gesso romagnola verrà approvato il 28 gennaio da tutti gli enti soci del consorzio del Parco.
Pertanto il consiglio del Parco, si riunirà per la prima volta il 29 gennaio, nella sua sede di Riolo Terme.Questo sarà l’atto di inizio di un nuovo capitolo della storia della promozione, della valorizzazione e della tutela del territorio e della Vena del gesso romagnola.
Il comunicato prosegue con una dichiarazione del Presidente della Comunità Montana che è anche sindaco di Casola Valsenio Giorgio Sagrini:
“Nell’occasione parteciperò alla riunione del Consiglio in rappresentanza della Comunità montana, mentre a rappresentare il comune di Casola Valsenio delegherò Guido Tampieri, un amico del nostro territorio, una personalità di spicco dell’ambientalismo, uno dei maggiori esperti nazionali di politiche agricole (è stato Sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole nel governo Prodi), artefice della legge regionale sulle aree naturali e della Legge istitutiva del Parco nel 2005 quando era Assessore regionale all’agricoltura e all’ambiente”.
Guido Tampieri, infatti, farà parte del consiglio del Parco in qualità di assessore del comune di Casola Valsenio. “Un incarico che gli ho proposto – precisa il sindaco casolano - con l’esplicita richiesta di lavorare alla costruzione del Parco. A dimostrazione dell’importanza che attribuiamo alle prospettive di successo del Parco, e a ciò che di positivo potrà produrre per l’ambiente e per l’economia della collina faentina e imolese”.
Ed ancora per il primo cittadino del paese delle erbe “l’impegno delle prossime settimane dovrà essere quello di definire rapidamente e con il consenso più ampio possibile, la composizione degli organi esecutivi e consultivi del Parco (a far parte dei quali saranno indicate altre personalità dei nostri Comuni e della nostra Comunità Montana), e avviare così l’operatività del Consorzio, a partire dalla redazione del Piano territoriale del Parco e dalla progettazione e realizzazione delle azioni e degli investimenti necessarie a sviluppare le potenzialità del Parco”. Investimenti realizzabili grazie alle risorse messe a disposizione dalla regione Emilia-Romagna (900.000 euro), dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale e del POR-FESR (Fondi strutturali dell’Unione Europea), per i quali i Comuni hanno già presentato propri progetti, e dei fondi dei programmi Interreg dell’Unione Europea. (fonte Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni).
Salutiamo con favore la scelta di Sagrini di nominare Guido Tampieri nel consiglio del parco.
Poter contare su una professionalità e una competenza di questo livello può rappresentare d’avvero la chiave di volta per la futura realizzazione del Parco. GPS

lunedì 19 gennaio 2009

Siamo solo noi quelli che vogliono il Parco della Vena del gesso

Siamo solo noi quelli che vogliono il Parco della Vena del gesso
Siamo solo noi, quelli che a volte perdono ma non si arrendono mai.
Siamo solo noi, quelli che non si fidano ma ci credono lo stesso.
Siamo solo noi, quelli che dopo le cantonate fanno finta di niente.
Siamo solo noi, quelli che se è anche qui non è New York a noi piace lo stesso.
Siamo solo noi, quelli che metti al bradipo un razzo nel culo GPS

Il Parco della Vena dei Gessi e il bradipo tridattilo

Oggi vi voglio parlare del bradipo tridattilo (Bradypus tridactylus), è un mammifero che vive solitario sugli alberi della foresta pluviale atlantica nel Brasile orientale e precisamente sugli alberi di Cecropia.
La caratteristica principale del nostro Bradipo è che sul terreno si trascina con le zampe anteriori ed è formidabilmente lento. E’ considerato il mammifero più lento sulla terraferma. Quando è arzillo e in piena forma raggiunge una velocità compresa tra 0,1 e 0,16 km/h.
Non per niente Bradipo, è una parola che deriva dal greco e che significa "di lento movimento".
Se dovessimo paragonare il nostro simpatico Bradipo alla costituzione del Parco Regionale della Vena del gesso, gli dovremmo scrivergli un email, rassicurandolo che lui al confronto è come la nuova Ferrari F60 e di starsene tranquillo.
In questi giorni abbiamo letto una dichiarazione di Fusignani, assessore ai parchi della Provincia di Ravenna che annunciava l’approvazione dello statuto del Parco, che si è conclusa la procedura amministrativa e nei prossimi mesi partiranno le attività.
Noi un po’ rompi, ma anche memori e attenti agli annunci patacca. Era la fine di febbraio 2008 , la Provincia di Ravenna comunicava “Il Parco della Vena dei Gessi c’è”, replay a luglio “È ufficiale. Il Parco regionale della Vena dei gessi romagnoli è nato”, per non citare: “l’amministrazione provinciale è intenzionata a procedere e approvare rapidamente gli ultimi atti ancora mancanti” diceva il Fusignani a settembre 2007. Ci permettiamo, ancora una volta, le solite irriguardose osservazioni.
La Provincia di Ravenna, il nostro Bradipo locale, ha impiegato 4 anni (era infatti il 15 febbraio 2005 quando la Regione Emilia Romagna con la legge regionale n. 161 istituì il Parco) ad approvare lo Statuto.
Statuto che dovrà essere recepito dagli Enti, due Province, due Comunità Montane e sei Comuni. Dovrà costituirsi l’assemblea del Consorzio Parco che a sua volta dovrà nominare l’ ente di gestione.
Grosso modo questi gli adempimenti, fatti i quali si potrà affermare che il parco c’è.
La “procedura amministrativa” come si vede è ben lungi dall’ essere conclusa anche se, oggettivamente, questi adempimenti possono essere assolti ”nei prossimi mesi”. Il pericolo è che se non si innesta la marcia, consideriamo anche il prossimo periodo elettorale, rischiamo di perdere anche il quinto anno e fare cinquina senza nessun premio.
Anzi la regione Emilia Romagna ha in bilancio 900 mila euro per il parco e 650 mila euro da progetti comunitari.
Con i chiari di luna in cui vivremo i prossimi tempi, anche in termini di risorse, non ci possiamo proprio più permettere il bradipo tridattilo. GPS
Per vedere tutto il dossier sul Parco nella sezione argomenti ... leggi QUI

martedì 23 settembre 2008

La speleologia alla scoperta della Vena del gesso romagnola

Un’attività, quella della ricerca e del monitoraggio continuo dell’attività carsica, che rende ancora più viva ed attraente un’area protetta come quella suggestiva della vena gessosa posta a sud della Via Emilia (223 cavità naturali censite per uno sviluppo complessivo di oltre 35 chilometri).

E così, la Federazione Speleologica dell'Emilia-Romagna, in collaborazione con il comune di Casola Valsenio, organizza per la serata di venerdì 26 settembre, alle ore 20.45 nella sala Nolasco Biagi della Biblioteca "G. Pittano", un incontro di presentazione del progetto Stella-Basino. Un percorso di esplorazione, studio e ricerca nella grotta più grande e affascinante del Parco della Vena del Gesso Romagnola.
Durante l'incontro, coordinato da Max Goldoni, verranno proiettati filmati e immagini inediti.


Il sistema carsico “Stella – Basino” e il progetto
L’inghiottitoio del Rio Stella e la risorgente del Rio Basino, costituiscono insieme una grotta lunga alcuni chilometri, attraversata da un torrente perenne che può raggiungere portate fino ad 1 mc/secondo. Una cavità completamente percorribile, seppure con notevoli difficoltà, da monte a valle in cui l’esplorazione si sviluppa attraverso la stessa Vena del gesso in profondità.
L'obiettivo del progetto multidisciplinare curato dalla federazione speleologica regionale dell’Emilia Romagna è quello di realizzare una serie di studi e di indagini che affrontino, in maniera approfondita, i tanti motivi di interesse di un ambiente carsico gessoso che, per le sue particolari caratteristiche geologiche, è tra i più estesi ed importanti dell'intero continente.
Data la complessità del progetto gli speleologi hanno ritenuto opportuno coinvolgere studiosi di varie discipline, nonché le Università di Bologna e Modena-Reggio e l’Ufficio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia Romagna.

Cosa si farà
Per gli speleo “in primo luogo sarà realizzato il rilievo geomorfologico esterno dell'area compresa tra Monte della Volpe e Monte Mauro. Si procederà quindi ad un rilievo completo della grotta e della forra esterna, utilizzando strumentazioni e tecnologie di alta precisione. Su di esso verranno riportati i dati geologici più salienti nonché il dettaglio della rete idrografica sotterranea.
Saranno inoltre descritte e documentate le morfologie carsiche presenti negli ambienti ipogei ed ogni testimonianza che ne indichi l'evoluzione”. A tutto questo si aggiungeranno altre attività come la sistemazione di centraline per un controllo continuo della temperatura e dell’umidità dell’aria, verranno condotte ricerche di biospeleologia con particolare attenzione ai Chirotteri, presenti in colonie numerose all'interno della struttura carsica. “Si proseguirà poi con l'esplorazione dell'intera grotta – ci tengono a sottolineare gli esploratori dell’oscuro - visto che a causa delle difficoltà di accesso alle aree più interne molte zone risultano ancora inesplorate.

Utilizzando particolari tecniche di risalita dei tratti verticali, verrà tentato, dall'interno della montagna, un collegamento con le doline e gli inghiottitoi esterni, presenti 200 metri al di sopra del torrente sotterraneo, nei pressi della sella di ca’ Faggia”.
In alcuni rami laterali, molto remoti, sono poi state rinvenute notevoli concrezioni, tra cui un esteso manto di infiorescenze gessose e singolari formazioni calcaree, ora allo studio.

I risultati
Al fine di rendere fruibile a tutti il percorso conoscitivo dell’iniziativa gli speleo hanno in mente di divulgare i risultati di queste ricerche attraverso video e foto. Al termine del progetto, infine, verrà poi pubblicato un volume e sarà realizzata una mostra itinerante. (Comunicato stampa Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni). Le foto dal sito Vena del Gesso. GPS

mercoledì 30 luglio 2008

Parco della Vena del Gesso Romagnola: mezzo topo e mezzo uccello

Indovina indovinello, questo parco è mezzo topo e mezzo uccello. Era la fine di febbraio, la Provincia di Ravenna comunicava “Il Parco della Vena dei Gessi c’è”. Buona notizia, peccato che arrivasse con tre anni di ritardo.
Ieri si replica, la Regione Emilia Romagna ha annunciato “Oggi nasce di fatto un parco che era molto atteso dalle comunità locali e da tanti appassionati di natura e speleologia”. Buona notizia, peccato che, visto il comunicato, di fatto si perderà un altro anno, il quarto.
Adesso spetta agli enti locali del territorio interessati “approvare lo statuto del nuovo ente e poi nominarne gli organismi: il presidente, il comitato esecutivo, il collegio dei revisori, il comitato tecnico-scientifico e da ultimo, ma per importanza, la consulta costituita da una rappresentanza degli agricoltori operanti nel Parco”. Dio ce la mandi buona, la speranza è che questo parco diventi uccello intero e cominci a volare. (foto da Pangea) GPS
Nasce ufficialmente il parco dei Gessi romagnoli (Comunicato Ufficio Stampa Unione dei Comuni)
È ufficiale. Il Parco regionale della Vena dei gessi romagnoli è nato. L’area protetta, che era stata formalmente istituita con la legge regionale n. 10 del febbraio 2005, è situata tra le province di Ravenna e di Bologna e comprende uno dei più importanti affioramenti gessosi d´Italia. Doline, valli cieche e numerosissime grotte, tra le quali spiccano molti "abissi", cavità verticali che nella zona raggiungono profondità record.
La Giunta Regionale, infatti, in questi giorni ha approvato l'atto costitutivo dell'ente Parco dopo una lunga fase di coordinamento e concertazione da parte della Regione sul tavolo di confronto tra le organizzazioni produttive, le province e i comuni coinvolti in questo grande progetto. Il superamento alcuni mesi fa degli ultimi scogli che ancora ostacolavano l’avvio del Parco, attraverso la sottoscrizione insieme agli enti locali dell’accordo con le organizzazioni professionali agricole per valorizzare le attività del mondo rurale, ha permesso questa concreta accelerazione istitutiva.
Adesso spetta agli enti locali, comunità montane del Santerno e dell’Appennino Faentino, i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice, approvare lo statuto del nuovo ente e poi nominarne gli organismi: il presidente, il comitato esecutivo, il collegio dei revisori, il comitato tecnico-scientifico e da ultimo, ma per importanza, la consulta costituita da una rappresentanza degli agricoltori operanti nel Parco.

Svolti questi adempimenti, la regione potrà attivare a favore della nuova area protetta le risorse finanziarie per le spese di primo impianto e di gestione, che saranno equamente ripartite tra la stessa regione e gli enti facenti parte del consorzio.
Più di duemila ettari di parco e oltre 4mila se si considera l’area contigua, dalla valle del Sillaro sino a Brisighella nella valle del Lamone, dove le colline romagnole sono solcate da una spettacolare dorsale grigio argentea ben riconoscibile, che interrompe bruscamente i dolci profili collinari conferendo un aspetto unico al paesaggio. Venticinque chilometri di lunghezza con una larghezza media di un chilometro e mezzo sono le dimensioni del più imponente rilievo gessoso in Italia, ricchissimo di grotte, caratterizzato da specie botaniche rare, circondato da un "mosaico" affascinante di aree naturali e di aree coltivate: ecco la carta di identità della Vena del Gesso Romagnola, il Parco Regionale che ha preso avvio ieri, con l’approvazione da parte della Giunta dell’Emilia-Romagna dell’atto costitutivo del Consorzio di gestione. "Oggi nasce di fatto un parco che era molto atteso dalle comunità locali e da tanti appassionati di natura e speleologia - sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli - un vero e proprio fiore all’occhiello della nostra offerta naturalistica protetta. La sua gestione consentirà non solo di tutelare ma di valorizzare appieno questo territorio. Nella nostra regione infatti i parchi non sono “isole” ma realtà inserite nel tessuto circostante, volano di uno sviluppo produttivo, turistico e culturale rispettoso dell’ambiente. Sono convinto che a queste condizioni vadano sempre più promossi e sostenuti, per la fondamentale funzione di riequilibrio ecologico, cattura di CO2 e conservazione della biodiversità che svolgono a beneficio di tutti. Il Piano triennale delle aree protette che ci accingiamo a varare in autunno sarà l’occasione per un ulteriore sviluppo della rete dei parchi presenti in Emilia-Romagna". (Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni)
vedi tutto il dossier sul Parco nella sezione argomenti ... leggi QUI