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venerdì 8 agosto 2008

Io, adesso la do. Ovvero i “cerchioni” della Santanchè

Daniela Santanchè è stata candidata premier per la Destra di Storace, in alternativa a Silvio Berlusconi e al Pdl ne aveva dette da forca e da galera.
La Daniela, sempre liftata e coi tacchi a spillo, aveva sempre dichiarato: “Io non l’ha do” e appena qualche settimana fa confessava al settimanale Novella 2000 “ Niente sesso da un anno”.
Quando non si fanno certe cose, poi vengono i “cerchioni”, ripeteva sempre la signora Gulmina.
La girandola era incominciata con le ''palle di velluto'' dei dirigenti di AN e del suo leader Gianfranco Fini. Affermazioni che fecero da prologo all'addio al partito di Fini e al suo passaggio alla formazione creata da Storace.
La nostra Daniela sembrava proprio avesse trovato “un destro” di gravità permanente. Ricordate il giorno dell'investitura, al Palazzo dei congressi dell'Eur, in piena Assemblea costituente de La Destra, nel novembre dello scorso anno: ''che bell'uomo, che grand'uomo, un uomo vero, che non ce l'ha di velluto...'' poi quel “siamo quelli con la bava alla bocca” e giù la platea gli riserva calore, affetto e applausi che non finiscono mai.
In campagna elettorale Santanche' va forte: buca lo schermo, dicono i massmediologi e il suo manifesto, in bianco e nero, con lo slogan semplice e incisivo ''Io credo'', non si capì bene in che cosa ma incantò.
Ma quei maledetti “cerchioni” si incaponoscono, poi non viene neanche eletta e il tutto logora il matrimonio politico con lo Storace.
Così incomincia a dichiarare: “Se Berlusconi dovesse ritenere di offrirmi un ruolo operativo accetterei volentieri, ma non sono e non sarò mai in vendita.” Si sa le donne, subito dicono sempre di no. Tanto che il “velino nero” dice che per lei potrebbe esserci un posto da sottosegretario. Opss!
Lo Storace
non l’ ha presa bene e dal suo sito l’altro ieri ci fa sapere:
“E' evidente che nessuno comprende più le dichiarazioni che ancora ieri ha rilasciato Daniela Santanchè, in quello che appare come un vero e proprio voltafaccia da parte di una persona che solo pochi mesi fa ci aveva gagliardamente guidato in una campagna elettorale nel nome dei valori della destra.” …….E’ il destino di chi aspira a rientrare a corte. Buon viaggio. Di sola andata".
Ma è soprattutto la base del partito, stavolta veramente incazzata e con la bava alla bocca. Basta leggere i commenti nel sito, forse ha aperto gli occhi e si è trovato di fronte un “cavallo di Troia” e “chiede la destituzione con effetto immediato della sig.ra Daniela Santanche’ dall’incarico di portavoce nazionale”.
Il giochino è aperto, probabilmente verrà risolto il 7,8,9 novembre al prossimo al Congresso, ma i “cerchioni” della Santanchè potrebbero sparire anche prima. GPS

sabato 27 settembre 2008

La Santanchè si dà al sociale, minchia

Dovete riconoscerlo qualche volta ci azzecchiamo pure. QUI

Daniela Santanchè ha dato le sue dimissioni da portavoce de La Destra e ha ritirato la sua mozione congressuale. La Santanchè ha anche reso noto che con lei lasciano il partito di Storace una cinquantina di dirigenti nazionali, regionali e provinciali.

La Daniela propone di aprire il partito a collaborazioni con il Pdl, cioè il ritorno a Corte di Sua Immunità.
Rimanere confinata in un'area di estremismo extraparlamentare, di vago nostalgismo e senza trippa per gatti non se ne può più.

Infine si dice convinta che valori e principi "di una destra impegnata nel sociale, attenta al dramma della casa, in lotta contro il caro prezzi, possono essere difesi e promossi solo partecipando alle decisioni".
Il messaggio è chiaro, solo se per lei c’è uno scranno anche da sottosegretario, come promesso da Sua Immunità, spenderemo meno nel mutuo, a fare la spesa e calerà pure la benzina. (fonte andkronos) GPS

lunedì 6 ottobre 2008

La Santanchè ci lascia la zampona

Iniziamo la settimana con Daniela Santanchè, (contemporaneamente abbiamo fatto voto di non parlarne più) ormai ex portavoce della Destra di Storace e ora nello stato di “Silvio sto arrivando”, ha raccontato ai giornali la disavventura che le è capitata venerdì scorso ad Annozero, durante una pausa pubblicitaria.

Mi hanno insultata: "bastarda, delinquente, figlia di puttana, troia", con una tale violenza verbale che sono stata incapace di reagire sul momento.
Poi ho chiesto che venissero allontanati e Santoro lo ha fatto».

La nostra Santanchè che in insulti e provocazioni è una vera professionista, stavolta però: tanto va la gatta al lardo che ci lascia la zampona.
Non possiamo non concordare con Pellescura e la sua vignetta: stavolta hanno proprio esagerato………. GPS

giovedì 27 marzo 2008

Il lato orizzontale della destra

Le due destrose si sono pesantemente insultate.
La Santanchè aveva attaccato: donne, “non votate Berlusconi che ci vede solo orizzontali “.

«Per decenza – la risposta della Mussolini - è l'unica a non dover aprire bocca sull'argomento poiché rappresenta la perfetta incarnazione della donna "politicamente" orizzontale. Nel partito dove è stata sino a qualche settimana fa è sempre stata protetta a discapito del merito, a partire dalla elezione in Parlamento, sempre avvenuta orizzontalmente grazie ad un posizionamento d'onore nel listino bloccato, dietro a Fini.

La Santanchè di rimando "sei la valletta di berlusconi, tuo nonno si rivolta nella tomba" (fonte il corriere.it) La vignetta da
Matra blog GPS

lunedì 10 dicembre 2012

Le parlamentarie ad Arcorlandia

La scorsa settimana vi avevamo segnalato le “parlamentarie” di Casaleggiolandia, oggi siamo a parlarvi delle “parlamentarie” ad Arcorlandia.
Se un grillino può essere candidato al parlamento con poco più di venti clik di media anche ad Arcorlandia non hanno scherzato.
Ieri, domenica 9 dicembre, in quel di Arcore si è svolto il summit del Pdl. Alla corte del Cavaliere, Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Paolo Romani, Ignazio La Russa, Maurizio Lupi, Vittoria Brambilla, il coordinatore lombardo Mario Mantovani e il Celeste Roberto Formigoni.
L’incontro è stato definito dai partecipanti “molto positivo, molto costruttivo”, per di più il padrone di casa “ha già pronti tutti candidati” per le prossime elezioni.
Risolto pure il problema delle primarie già annunciate dall’Alfano e tanto care alla Meloni.
Si è pensato bene di annullarle e di ripiegare sulle “parlamentarie”, infatti a riunione quasi sciolta si è proceduto alla votazione.
Presidente di seggio il Celeste, scrutatori l’Alfano e la Santanchè, votanti uno. Con un solo clik del Papi sono risultati eletti tutti i suoi candidati.
Il centrodestra al ritorno del suo cavaliere ristuccato, come nel più sublime degli horror, è dunque pronto guidare le fresche milizie del Pdl (nella foto) a nuove e vittoriose imprese. GPS

domenica 9 dicembre 2007

Ci risiamo, su Luttazzi si fa il replay

La direzione de La7 ha deciso di sospendere la messa in onda dello spettacolo di satira Decameron, di Daniele Luttazzi.
Appena tornato in Tv, solo da tre settimane, dopo il famoso "editto bulgaro" di Silvio Berlusconi del 2002 che aveva provocato il suo allontanamento dalla Rai dove aveva condotto Satyricon, il Daniele è di nuovo sotto tiro.
Perché? Alcune frasi forti su Giuliano Ferrara, volto storico e presenza quotidiana dell'emittente.
Nella trasmissione andata in onda sabato scorso, Luttazzi diceva:
Domanda: «Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere?
Risposta: Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti...va già meglio no?".
Su Youtube video con
le presunte offese di Luttazzi a Ferrara.
Come potete constatare si va poco più in là del:
"Signora maestra, Daniele ha detto che Giuliano si piscia addosso!". Lo censurano per sta cagata?? Non puoi assumere Luttazzi, pensando che poi ti reciti il rosario.
"Questa battuta ha offeso Giuliano Ferrara ed è lesiva della sua dignità di persona e La7 tutela sia la persona che il pubblico." Comunicato de La 7
E' una motivazione che lascia qualche dubbio, anche se confezionata in modo da apparire giusta. La prima è che la replica di Decameron della puntata incriminata è andata regolarmente in onda Giovedì. Se La7 la considerava offensiva della dignità del suo collaboratore Ferrara: com'è che non è stata bloccata la replica ben 5 giorni dopo?
L’unica cosa da censurare sarebbe chi ha steso il comunicato della La 7, mettere nella stessa frase dignità e Ferrara, andrebbe messo immediatamente agli arresti domiciliari.
Ma guarda che coincidenza, ecco cosa doveva andare in onda oggi (dal palinsesto):Nel monologo iniziale, Daniele Luttazzi commenterà in modo satirico la seconda enciclica di Papa Benedetto XVI dal titolo "Spe salvi", pubblicata il 30 novembre scorso. A voi viene qualche dubbio?
La reazione di Luttazzi dal suo Blog :
“Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.” GPS

martedì 27 novembre 2012

Sallusti, violata la Convenzione Internazionale contro la Tortura

Il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha ricevuto l’ordine di arresti domiciliari.
A dichiararlo è lo stesso direttore che su Twitter ha scritto: “Ricevuto ordine di arresto domiciliare“. E’ infatti scaduta la sospensione dell’ordine di carcerazione emesso nei suo confronti dopo la condanna per diffamazione.

Il Sallusti dovrà scontare la pena agli arresti domiciliari, pare per 6 mesi, a casa della Daniela Santanchè.

Si tratta di una evidente e palese violazione della Convenzione Internazionale contro la Tortura. Sì, perchè con la Santanchè in casa sarà peggio che la galera a S. Vittore. Cerchiamo di richiamare l'attenzione di qualche associazione umanitaria. GPS

mercoledì 28 aprile 2010

L’amore torna nel PDL. Il Giornale è diversamente onesto, la Santanchè: il Bocchino lo faccio io

Italo Bocchino si dimette dalla vicepresidenza del gruppo del Pdl alla Camera. Il parlamentare fedelissimo di Gianfranco Fini annuncia al Corriere della Sera di avere scritto la lettera di dimissioni che consegnerà a Fabrizio Cicchitto, chiedendo "un incontro con il coordinatore Denis Verdini e con Silvio Berlusconi" per avere "una discussione politica". Pronto, poi, "il giorno dopo, se necessario, a presentarmi all'assemblea del gruppo". (fonte tgcom)
Velina nerofascio fa trapelare che la Santanchè vuole fare il Bocchino (vicepresidenza del gruppo del Pdl alla Camera), ottime le probabilità di successo.
Ancora, oggi il Papi:''Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest'oggi il Giornale di famiglia gli ha mosso''. Dalla serie ti prendo pure per il culo.GPS

mercoledì 19 maggio 2010

Un controllore di ministri nerofascio

Quando si perde la bussola e si è presi dal panico uno si aggrappa dove può. E’ quello che sta succedendo al governo Papi che, in questi tempi, sembra preso dalle convulsioni.

Oggi veniamo a sapere che si sono fatti un decretino nel quale si nomina la Santanchè a controllore dell’operato dei colleghi ministri e dare loro i voti con la matita rossa.
Potrebbe sembrare una semplice battuta, con Papi non bisogna mai stupirsi di nulla, ma la mossa di aggrapparsi alla velina nerofascio sembra un po’ come nominare Dracula a presidente dell’AVIS.

Ve la ricordate la Santanchè, quella della bava alla bocca, del “donne non votate Berlusconi che ci vede solo orizzontali “, per arrivare al fatidico “Io non la do”. Poi pare abbia cambiato idea e per premio Papi l’ha nominata sottosegretario, cosa vuol dire la meritocrazia.
Si dice che la nomina a ”controllore di ministri” sia avvenuta dopo l’ illuminante intuizione a sostegno della legge blocca intercettazioni: “le intercettazioni predisposte dai magistrati "violano la privacy" dei capi di Cosa Nostra”.
Insomma, la famigghia è sempi la famigghia. Il baciamo le mani a vossia va premiato, oh no? GPS

lunedì 13 giugno 2011

Dopo i referendum, l’hanno presa bene ma a noi non rimane che il lancio di monetine

Ci hanno fatto votare a metà giugno.
Ci hanno costretto a spendere 300 milioni in più per non associare i referendum alle Amministrative.
Hanno provato a far saltare il referendum sul nucleare con i mezzi più squallidi.
Hanno fatto di tutto perché nessuno venisse a sapere quando e come si votava.
Hanno minimizzato il significato del referendum, banalizzando l'istituto stesso delle consultazioni popolari.
Hanno sperato che il centrosinistra si facesse sorprendere dai soliti distinguo e dalle solite incertezze.
A quanto pare, hanno sbagliato. Parecchio, anche. (fonte Civati )

Hanno sbagliato? Manco per il c...., sentite la Santanchè, quella della bava alla bocca, del dito medio, la libera serva di Papi che cosa sta dichiarando:

“Ora sentiamo cosa dicono gli italiani perché il popolo va ascoltato. Se gli italiani hanno scelto così direi che siamo assolutamente in linea con il governo perché noi avevamo già abrogato quello che era la costruzione dei siti nucleari, per cui è un referendum che in parte era già stato fatto dal governo”.

Come vedete, “l’hanno presa bene” e Qui il video da vedere assolutamente.
Allora cara Santanchè, se la prende così, non ci resta altro che quel “ci tirano le monete”. GPS

mercoledì 17 novembre 2010

Anche Berlusconi legge i suoi valori

In attesa del 14 dicembre “giorno del giudizio”, il Papi rallenta nella sua annunciata controffensiva mediatica “per spiegare come stanno le cose” e rinuncia pure a Matrix.

Ma dopo gli ascolti record di “Vieni via con me” e soprattutto la lettura dell’elenco dei valori di Bersani e Fini (bastardi perchè loro e io no), incontenibile ora vuole andare da Fazio a leggere i suoi valori, Maroni può aspettare.
La Santanchè che glieli sta mettendo a posto ha anticipato:

Dio, Patria e le famiglie (tutte le mie)

I valori cristiani fondamentali sono i soldi

La legalità è la mia stella polare però è meglio scappare dai processi

I lodi Alfano ti garantiscono l’ano dalla magistratura "comunista"

Tingersi i capelli

Portare i tacchi

Non pagare mai una donna

Angela, Nadia, Barbara, Mara, Antonella...

Essere l’utilizzatore finale è importante

Mai avere rapporti con minorenni

Noemi, Ruby ....

La capacità di mentire e poi credere fermamente alle proprie bugie

Le leggi ad personam ti allungano la vita

Chi paga le tasse è un pirla poi io ve le calo sempre

Lo scudo fiscale e il falso in bilancio fanno aumentare l’utile della famiglia

In casa fate entrare solo persone perbene e uomini d’onore compreso gli stallieri

Il presidente del Consiglio non può essere giudicato e condannato

La P2, la P3 e le cricche sono invenzioni degli invidiosi

Ho fatto sparire il pattume a Napoli e Palermo e ricostruito L’aquila e nessuno ci crede, non leggete più i giornali

Allergia per la verità senza effetti collaterali

Sono leader morale dei cattolici e vado al Bunga Bunda Day

Quello che ci tiene uniti è l’effetto “Bocchino”

I valori di Bossi sono i miei e presto gli consegnerò il Nobel per la letteratura

Come vedete i miei valori sono a posto a parte il colesterolo che mi fa andare fuori di testa. GPS

giovedì 23 aprile 2009

La Santanchè a Vauro: fai carriera sui morti, io me la sono sudata sui…..

Ieri sera su La7 a “Otto e mezzo”, intervistato da Lilli Gruber, era ospite Vauro il vignettista di Annozero.
Vauro è l’autore della vignetta ”scandalo”, quella vignetta che non offende i morti, ma attacca gli speculatori.
Dirimpettaia, la destrorsa con la bava alla bocca, Daniela Santanché leader del neonato Movimento per l’Italia.
Se ne sono dette di cotte e di crude. Daniela crudelia, inferocita come non mai, ha affermato che Vauro ha fondato la sua carriera sui morti, mentre lei invece se l’è sudata … coi i vivi……. GPS

mercoledì 26 settembre 2012

Valle Senio, NO Buiaza.it



Il nostro Batman in Valle è Buiaza. Il Buiaza da Forza Nuova è transitato a Forza Italia ecc. per diventare, una volta sdoganato, un berluschino doc.
Il Buiaza quando cammina assomiglia a qualcosa che sta a meta strada fra Batman e l'incredibile Hulk. Ma la sua passione vera è la maglietta con stampata la faccia del Duce.
Si è sparsa la voce che al Buiaza piacerebbe tanto andare a votare per le primarie del PD, perchè gli hanno detto che fra i candidati ci sono anche Storace e Borghezio, i suoi preferiti.
Sul territorio i Buiaza invaghiti delle primarie del centrosinistra, dopo autorevoli imput (Dell’Utri, Santanchè, il Duo Binetti&Minetti, Alemanno, Galan, Zanicchi, ecc) proliferano.
Poi ci si messo il coordinatore della campagna di Matteo Renzi, il Roberto Reggi a parlare di "schedatura da regime comunista", perchè con la pubblicazione dei nomi si impedirebbe a quelli che non fanno parte di un partito di andare a votare. Affermazione stupida e una mastodontica bugia, stiamo incominciamo male.
Signor Reggi, gli iscritti al Pd, gli elettori e simpatizzanti del centrosinistra hanno diritto a chiedere un patto di lealtà a tutti coloro vogliono votare alle primarie?
Si chiede solo di metterci la faccia alla luce del sole, ci si riconosce nel programma del centro sinistra, si sottoscrive, si  entra nell’elenco degli iscritti alle primarie e si versa il contributo per le spese organizzative. Per coloro che sono in buona fede (anche se di destra) non ci sarà nessun problema.
Soprattutto Signor Reggi si chiude il portone ai Buiaza, ai Batman, alle mascherine e mascheroni, ai camaleonti striscianti, ai furbetti del quartierino il cui unico scopo è sputtanare le primarie che loro non sono capaci di fare.
Permettere la partecipazione agli elettori mascherati di centrodestra alle primarie promosse dal Pd è un atto ”demenziale” alla Tafazzi.
I Buiaza se vogliono votare, vanno a votare alle loro primarie e noi garantiamo che manco ci pensiamo di andare a vedere.
Pertanto nella Valle del Senio si è costituito il comitato per le primarie del centrosinistra “NO Buiaza.it”. Non fiori ma opere di... testa. GPS

sabato 19 giugno 2010

A Pontida per salvare il soldato Aldo

Il federalismo nel bel paese, lo ripetiamo ancora, è come la pelle della maletta, ciascuno lo tira dove gli fa più comodo.
In politica poi oggi la parola federalismo ha assunto la funzione che aveva l’ Abracadabra nelle pratiche magiche della tradizione popolare.
Nessuno sa bene che cavolo sia, perché siamo oltre 50 milioni di italiani e ci sono 50 milioni di federalismi.
Ma nonostante tutto quando sentiamo la parola federalismo, magia tutti facciamo Ooh…
Il federalismo è buono per tutto, dalla Lega ci ha fatto i voti, Papi lo faceva con le escort a Palazzo Grazioli fino ad arrivare alla signora Gulmina che lo mette nel ragù.
Cosi alla corte di Papi è approdato addirittura l’ Aldo Brancher, nominato ministro per l’attuazione, udite udite, al federalismo.
Ma l’ Abracadabra l’avevano già spesa. Per gli smemorati, esistevano già il ministro per il Federalismo (retto da Bossi), della semplificazione (retto da Calderoli), degli affari regionali (Fitto) e persino di quello per l’attuazione del programma (retto da Rotondi) e infine dove mettete la Santanchè, sottosegretario all' Attuazione del programma di governo.
Certo l’ Aldo (l'anello di congiunzione tra Berlusconi e Bossi) è un bel tipetto e col federalismo non c’entra una mazza.
Mitico il ricordo che fa dell’ Aldo il Papi "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui”. (sic)
In realtà l’unico scopo della nomina, insinuano i soliti giornalisti catastrofisti, è quello di mettere al riparo il neo ministro dalle inchieste giudiziarie e potrà evitare di comparire all’udienza del 26 giugno del processo Antonveneta che lo vede indagato per appropriazione indebita in relazione a soldi incassati dall’ex numero uno di Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani.
Certo che per i legaioli andare a Pontida per salvare il didietro del soldato Aldo c’è da togliersi le corna dalla testa. GPS

lunedì 18 febbraio 2008

Il Re delle Arpie

Secondo la mitologia ellenica, le Arpie, il cui nome significa “coloro che afferrano”, sono le figlie che Poseidone, il Dio dei Mari.
Dante Alighieri le cita nella “La Divina Commedia”: “Ali hanno late, e colli e visi umani, piè con artigli, e pennuto l’gran ventre; fanno lamenti in su li alberi strani...”
Ariosto le descrive nell’”Orlando Furioso”:”Erano sette in una schera, …l’alaccie grandi avean deformi e brutte, le man rapaci, e l’ugne incurve e torte; grande e fetido il ventre, e lunga coda come di serpe che s’aggira e snoda...”.
La leggenda ci racconta che il loro re era Fineo, al quale ad un certo punto, le Arpie incominciarono a rubargli tutto il cibo che egli poneva davanti a sé, e quello che non potevano carpire insozzavano con i loro escrementi.
La storia delle nostre Arpie, era incominciata quel 26 gennaio al senato, fra urla, spumante, mortadella e la vittoria facile e senza storia. Sottovalutando un effetto collaterale non secondario, che alla vittoria facile in tasca le Arpie ci hanno creduto.
Così,”le man rapaci, e l’ugne incurve e torte; grande e fetido il ventre” dovevano pur riempire.
Si inizia con circa meta della “pappa disponibile” a sfamare le prime 2:Bossi, Fini.
Poi inizia la telenovela Casini, vieni da me, non vengo conte e la storia finisce con "Dico a Berlusconi in Italia non tutti sono in vendita", …soprattutto coi prezzi che offri oggi, aggiungiamo noi. Il Bellachioma prontamente precisa : “NON È CASINI CHE HA DECISO DI NON VENDERSI, SONO IO CHE NON AVEVO ALCUNA INTENZIONE DI ACQUISTARE NULLA...” Nel club delle Arpie funziona così.
Poi arriva il conto di Mastella, ma chi mai si compra un Udeur di questi giorni, due banane e pussavia, così anche da Ceppaloni arriva un “Io corro da solo”.
Nella grande giostra, il Rotondi che ha portato in modo entusiasta la sua piccola Dc dentro il Popolo della libertà. La Mussolini, De Gregorio, Lamberto Dini e Signora, Capezzone e Giovanardi ovvero le Arpie del salto della quaglia, si prosegue con Mpa di Lombardo, a Sgarbi passando dai liberali di De Luca, ai «salmoni» Della Vedova e Taradash, alla pornostar Federica Zarri. Le Arpie hanno fatta piazza pulita e l’ultimo osso sta per papparselo
Panzer, ateo clericale. Il Bellachioma stanco è in affanno, si consola “non vogliamo vincere troppo”, bontà sua.
Per la verità ha quasi finito le cartucce. Ne rimane una: la Destra di Storace e Santanchè non coalizzata, ma che invece nei sondaggi del Bellachioma è data in crescita, capace di superare il quorum alla Camera. E che per governare potrebbe tornare un’ utile ruota di scorta.
Il Bellachioma di oggi sembra proprio re Fineo. Da gran maestro della setta di “coloro che afferrano” rischia di rimanere digiuno o farsi divorare. Succede in natura che a volte ci si sbrani il capo branco. Insomma un po’ come quelli che andarono per suonare e rimasero suonati. GPS

venerdì 19 novembre 2010

La guerra delle donne alla corte Papi: La cagna, la traditrice e la killer con le palle

Nel partito dell’amore in catalessi vanno in scena le “cagne, traditrici e la killer con le palle”, oramai a corte appare tutto fuori controllo e sotto assedio.
In attesa della ricostruzione dei peni anche per i maschietti Beluscones doc, al Marte di Palazzo Chigi il pene perduto è già stato riattaccato, la scena è occupata tutta da loro.
L'amore, si dice, che non è bello se non è litigarello ma i coltelli bisognerebbe lasciarli a casa. Comunque la tragica commedia va in scena:
La cagna:
Il settimanale Chi della famiglia Berlusconi scrive: “Due ministre molto in vista si sono incontrate a Milano, al teatro nuovo. Tra le due, però, è sceso il gelo e non c’è stato nemmeno un ciao. Addirittura una delle due ha chiamato l’altra gentilmente “la cagna”. E lo ha fatto davanti a tutti, ad alta voce”.
il Riformista ci fa poi sapere che, è stata la Gelmini a chiamare “cagna” la Brambilla e ha svelare questa botta di “amore” sarebbe stata proprio la Brambilla.
La traditrice:
Mara è una Traditrice c'è la prova regina una foto col telefonino, sbava inviperita la Alessandra Mussolini. Ieri pomeriggio a Montecitorio la nipote del Duce (dopo varie peripezie oggi deputato del Pdl) si accorge che la ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna è tutta intenta a chiacchierare con uno dei Nemici Pubblici del Pdl, il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà Italo Bocchino. E ancora:”Carfagna si deve vergognare per la liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito”.
La killer con le palle:
La Santanchè: "Per questo governo sono disposta a fare la killer". Uccidendo coloro che non condividono il Partito dell'Amore. I soliti maligni: Attenti, scoperà senza preservativo! Giù il Sipario GPS

lunedì 7 maggio 2012

Mandraka salverà il PDL

Era la sera del 20 aprile scorso, l’Alfano annunciava a rete unificate la più grossa novità della politica italiana. La parola chiave pronunciata dal segretario del Pdl era “Novità”: “Io e Berlusconi annunceremo una rivoluzione politica”. Bingo.
Poi cala il silenzio, non si sa altro e nulla trapela.
Finalmente oggi si viene a sapere che L’ Alfano non tira, l’ Angelino nei sondaggi è addirittura sotto al vecchio Silvio.
Ma l’ Alfano non era l’uomo più intelligente del PDL?, pare proprio di no. Tanto che il Padrone del vapore, prima di ritornare a baciare l’amico Putin, sbotta: “Se le cose stanno così non possiamo candidare Alfano alla leadership della coalizione” e gli viene un’altra idea meravigliosa.

La “rivoluzione” pidiellina è oramai trapelata, la vera novità è che l’ Angelino è sparito e ....udite, udite Papi: la Santanchè candidata Premier per il PDL.

Per la verità pare che prima avesse insistito molto per la Ruby e che alla fine ha dovuto rinunciare per insistenza del fido Bondi.
All’annuncio della “Rivoluzione politica” del Pdl, Bersani a caldo, qualche volta ne ha delle buone, aveva risposto: "Vi serve una trasformazione alla Mandrake”. Mi pare che siamo sulla buona strada. GPS

lunedì 10 gennaio 2011

La terza gamba, un amore a prima vista

Il nuovo anno è appena nato e ancora sta piangendo. Dice che vuol tornare indietro e dopo aver letto l' Elenco di Speradisole già vuole soffocarsi. Come potete vedere ha tutte le carte per promettere bene. Le più attrezzate previsioni concordano, ovvero, sarà un anno di merda. Come quello passato, del resto.
Lo scenario a cui ci riferiamo è naturalmente quello politico. L’anno appena nato può perfettamente paragonarsi ad un battello che naviga a vista, ruotando su se stesso, in un mare in tempesta fra scogli e iceberg.

Pensate solo che il destino del bel paese pare oggi appeso al nuovo tormentone (dopo quello del cerino, dei numeri, delle vacche, quello della terza gamba.
In principio, per la verità, la terza gamba era il verbo dei finiani:
” l'esistenza di una terza gamba costituisce ... una più ampia strategia, che rafforzerà il Governo e la maggioranza”;
“Oggi la maggioranza non è più Pdl-Lega, è nata la terza gamba”;
"La maggioranza si regge anche sulla terza gamba";
“Adesso c' è la terza gamba”;
” Non c'e' la terza gamba della maggioranza”;
"La terza gamba è inutile per camminare, anzi, potrebbe creare intralcio" ;
"Ben venga la terza gamba";
"Il riconoscimento della terza gamba rafforza la maggioranza";
Poi
alla conta la terza gamba originaria si affloscia ma resta necessaria. Con il mercato delle vacche la tanto attesa e strategicamente ricercata nuova terza gamba risuscita.
Dovrebbe essere il gruppo di parlamentari disperati che si richiamano alla responsabilità nazionale alla
Scopelliti. Lo ha detto il Papi in un collegamento con una manifestazione dell'Adc di Pionati a Padova: “Si sta formando e costituirà la terza gamba della maggioranza".
Ma nonostante il Bossi:“Berlusconi dice di avere i numeri e lui non dice mai balle“ (questa merita il guinness dei primati) c’è poco da fidarsi.
Allora pare ci pensi la
Santanchè, quella: Gianfranco Fini? “Umanamente è una merda” e che ama tanto gli uccelli paduli. Insomma sta benedetta terza gamba l’ha trovata, è stato un amore a prima vista e la porterà al suo Papi e sarà il simbolo del nuovo predellino. GPS

martedì 21 febbraio 2012

La carnevalata del Pdl

Solitamente detestiamo quelli che ti sparano in faccia un te l'avevo detto io. Eppure questa volta tocca a noi e lo confessiamo, per questo giro, lo facciamo con una certa goduria.
La stampa nazionale, con sempre maggiore insistenza ma anche con la dovuta cautela, ci vuol far sapere che il Pdl si vergogna di essere il Pdl.
Noi lo scriviamo da anni. Berlusconi e il Pdl hanno sempre fatto schifo e adesso che gli stessi pidiellini lo riconoscono, son piccole soddisfazioni.
La notizia è quella che alle prossime elezioni amministrative, pare anche in vista delle prossime politiche, il PdL (Berlusconi, simbolo e nome) potrebbe non essere più presente sulle schede elettorali.
Dopo tutte le porcherie che il Pdl ha fatto in questi anni non è più presentabile agli elettori. Questa convinzione è largamente condivisa all’interno dei Beluscones ed puntualmente suffragata dai mitici sondaggi: il PdL è dato nei sondaggi al 20% (qualcuno lo indica addirittura sotto questa importantissima soglia psicologica), si tratta di ben 15 punti in meno rispetto alle elezioni Europee del 2009 e il trend da mesi è in costante discesa.
La soluzione pare sia quella di far sparire il Pdl sputtanato, mischiare le carte, nascondersi nelle liste cosi dette civiche, far finta di cambiare tutto per non cambiare niente.
Conoscendo i “polli”, una volta mascherati, diventeranno tutti paladini della “società civile”, del “cambiamento della politica”, del “rinnovamento” e della “nuova rivoluzione liberale”.
Però nel corso di una riunione del gran consiglio Pdl a Villa Gernetto, ieri sera, pare si sia fatto un passo indietro, per le amministrative, il simbolo del Pdl ci sarà.
Nella sostanza al “rinnovamento” ci si è messo una pietra sopra. Il problema insormontabile è stato il mascheramento. Chi voleva indossare il costume di Arlecchino, chi il vestito di nero come Balanzone, chi quello rosso di Pantalone, la Santanchè poi non mollava sul costume di Colombina, infine nessuno voleva fare il Pulcinella e il Gianduja.
Per venirne fuori il Gran Consiglio ha deciso che i pidiellini si vestiranno tutti da Formigoni.
Non solo, e come in tutte le belle pagliacciate che si rispettano c’è anche la sorpresina finale, tutti dirigenti berluscones dovranno cantare ovunque "Gente della liberta'' il nuovo inno del partito.
Inno che non è ancora uscito e registra già una denuncia per plagio. Più che "Gente della liberta'' questa è “Gente della truffa”. GPS