domenica 1 febbraio 2009

Il Parco della Vena del gesso romagnola: il grande equivoco

Nella vallata del Senio, il tema del Parco Regionale della Vena del gesso romagnola in questi giorni tiene banco. Oggi è un freddo cane e poi si anche messo a nevicare, parco ladro!
Così mi ritrovo a scrivere su questo cavolo di parco l’ennesimo post, il 38° e deve essere un record. Lontano da me la voglia di aizzare nuove polemiche ma cercare, come contributo alla discussione, di mettere in luce una contraddizione di fondo che ha contraddistinto, a mio avviso, l’avvio e la sua costituzione.
Voglio partire da una affermazione che ho sentito spesso nel corso della discussione, che seguo da oltre 20 anni. “Tla me èra, an voi in ciò a spistazè” che tradotto dal dialetto romagnolo: “Non voglio nessuno a calpestare la mia aia”. In questa frase, credo ci stia l’essenza dell’avversione di una parte del mondo agricolo verso il parco. Questo modo di dire racchiude in sé un profondo attaccamento alla terra, che vuol dire attaccamento alla natura, qualcosa che viene da lontano, di ancestrale fatto di duro lavoro, di schiene spezzate, sacrifici, sudore, lotte per possedere quella terra “maledetta” plasmarla, curarla e trasformarla in sopravvivenza, poi in vita dignitosa. E’ racchiuso in questa frase la dignità, l’orgoglio e l’essenza del mondo rurale. E a nessuno può essere permesso di trascurare o ignorare questo aspetto.
Il problema è il grande equivoco che si è costruito attorno a “Tla me èra, an voi in ciò a spistazè”.
Equivoco alimentato da chi era in buona fede, da chi era in malafede perché gli conveniva e da chi per la solita speculazione politica.
La verità fa sempre fatica a farsi strada, ma anche nelle situazioni più complicate a volte trova il sentiero giusto.
E il sentiero giusto, semplice da essere quasi banale, è che il parco non vuole “spistazè” l’aia di nessuno. Vi immaginate oggi nel terzo millennio chi desidera “spistazè” un’aia?
E qui casca l’asino. L’eccessiva e ridondante importanza fino ad ora data al binomio parco agricoltura.
Il tutto allora ci riporta alla domanda centrale, che cosa è il parco e soprattutto questo strumento cosa deve fare?

La mancanza di una strategia e di una progettualità compiuta, che esca dai generici annunci, è anch’essa causa del grande equivoco. Mi auguro che il prossimo Comitato di gestione del parco colmi al più presto questa lacuna.
Resto convinto che la missione del Parco, può essere l'elemento centrale, il fulcro, di una strategia di valorizzazione territoriale della collina che, in quanto elemento unificante, di forte visibilità e identità territoriale. Detto questo però siamo ancora al palo di partenza. E’ necessario passare concretamente ai “progetti, investimenti e interventi”.
Lo ripeto, come contributo al dibattito faccio alcune considerazioni. Un'analisi delle nuove esigenze socio culturali che stanno maturando in questi ultimi anni, registrano una “spinta verde" ecologista, gli interessi tematici culturali sembrano consolidare sentimenti collettivi e tendenze culturali non più ristrette a minoranze di gruppi.Il diffondersi di questa "domanda di natura e di cultura" sono i punti di riferimento del target a cui fare riferimento per i progetti futuri del parco. Dobbiamo avere la capacità di costituire un prodotto turistico legato ai valori che il Parco esprime. La Vena del gesso è un scrigno di valori e di risorse naturali e culturali straordinario e unico. E qui voglio fare una precisazione a quanto accennato sopra. Pensare che il Parco regionale della Vena del gesso sia solo agricoltura, tesi prevalente oggi, è un equivoco più o meno voluto, è una stupidaggine, è un approccio che porta ad un binario morto e fallimentare. Dentro lo scrigno della Vena del gesso ci stanno: la conoscenza di un ambiente unico al mondo, la geologia, il carsismo, la speleologia, l’archeologia, la fauna, la flora.Il contenuto dello “scrigno” intercetta bene la nuova domanda turistica "di natura e di cultura". Allora alla domanda quali “progetti, investimenti e interventi” si dovranno fare per il futuro? Creare infrastrutture, punti di eccellenza tematici sul territorio che abbiano la capacità di “vendere i prodotti” dello “scrigno” in un laboratorio di sinergia fra le comunità interessate.
Allora abbiamo bisogno di specialisti, nei vari settori che ci indicano quali sono gli investimenti, le infrastrutture e le iniziative migliori per costruire un sistema di conoscenza di quello che contiene lo “scrigno parco”, ci centri di approfondimento delle tematiche, di fruibilità delle emergenze ambientali, di una sistema di accoglienza, di ristorazione e certo di promozione e valorizzazione dei nostri prodotti agricoli.
Abbiamo bisogno, per fare questo, di una organizzazione snella e capillare fra tutti i soggetti interessati capace di erogare servizi che rappresentano l’asse portante di un tale sistema.
Chiudo scusa perché l’ho fatta troppa lunga e perdonatemi l’incontinenza,.. ve la vendo così.
In questa fase l’agricoltura con il due di coppe ha vinto la partita. Il settore del turismo,
albergatori, ristoratori, agriturismi, commercianti ecc. che hanno l’asse, il tre e il re stanno la stanno perdendo. Il “non vedo, non sento, non parlo” ha sempre prodotto poco. GPS

sabato 31 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi: preventive war

Un po’ tutti i mezzi d’informazione del pianeta ci avevano raccontato che
“La vittoria di Obama determinerà un cambiamento generale non solo per gli Stati Uniti, ma per tutto il mondo”.
Quel "Yes, we can!" ovvero “Sì, noi possiamo!”, cambiare questo cazzo di mondo ha suggestionato un po’ tutti.
Si vede però che ci sono, anche dalle nostre parti, delle “enclave” chiuse a chiave, tamugne e impenetrabili. Sarà mica l’ oracolo della grotta di Re Tiberio che continua a portare sfiga?
La dimostrazione l’abbiamo avuta giovedì scorso a Riolo Terme alla manifestazione degli agricoltori, di cui vi ho parlato ieri.
Dovete sapere che dopo la verifica sul campo, nessun patto era stato disatteso ovvero le armi di distruzione di massa, anche lì manco l’ombra, i nostri allora se ne sono usciti con un bel: si trattava di “preventive war(testuale) di bushiana memoria. Come si dice, le bugie hanno le gambe corte e per carità risparmiateci l’ Enduring freedom (libertà duratura) che è un’altra patacata. GPS

venerdì 30 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi: agricoltori con l’ascia di guerra

Ieri mattina a Riolo Terme, in contemporanea con l’insediamento del primo consiglio del Parco
Regionale della Vena del gesso romagnola
, gli agricoltori sono scesi sul sentiero di guerra portando nelle vie del paese oltre duecento persone e una decine di trattori per ribadire che a loro avviso che gli accordi non erano stati rispettati.
Allora noi che siamo curiosi e non ci accontentiamo degli spot pubblicitari ci chiediamo: quali sono gli accordi che non sono stati rispettati e da chi? Come si dice da queste parti, la cosa “singavagna”. Stando alle dichiarazioni fatte alla stampa locale da alcuni responsabili delle organizzazioni agricole il contendere sarebbe che: “nel consiglio del parco ci sono solo i rappresentanti degli Enti locali”.
E qui si scopre l’acqua calda e a scoppio ritardato. Voglio solo ricordare che la legge che determina la composizione del consiglio del parco è la legge regionale N.6 del 2005 che recita: “gli Enti di gestione dei Parchi regionali sono rappresentati da Consorzi di Enti locali costituiti dalla/e Provincia e dai Comuni e dalla/e Comunità Montana/e territorialmente interessati”.
Ora tutti fanno finta di dimenticarsi che tale legge è stata condivisa e approvata da tutte le organizzazioni agricole e fece parte di un ampio dibattito e confronto, proprio con le organizzazioni agricole, che permise anche l’emanazione della legge regionale n. 161/2005 istitutiva del Parco Regionale della vena del gesso, legge anch’essa approvata dalle associazione di categoria agricole.
Tale dispositivo di legge, viene poi recepito dallo statuto del parco:
ll Consiglio è composto dai rappresentanti degli Enti consorziati, nelle persone del Sindaco o del Presidente o loro delegati”.
Le quote di partecipazione dei singoli Enti al Consorzio sono determinate come segue:
- Provincia di Ravenna 30 %
- Provincia di Bologna 20 %
- Comunità Montana Appennino Faentino 2 %
- Comunità Montana Valle del Santerno 2 %
- Comune di Borgo Tossignano 12 %
- Comune di Brisighella 13 %
- Comune di Casalfiumanese 2 %
- Comune di Casola Valsenio 8 %
- Comune di Fontanelice 3 %
- Comune di Riolo Terme 8%
Perché allora se tutti sapevano ed avevano condiviso oggi si sotterra l’ascia di guerra?
Probabilmente il contendere va ricercato da qualche altra parte.
Sulla guerra al parco, alcune forze politiche (la destra per non fare nomi) hanno trovato il loro predellino di visibilità e l’indizio della loro esistenza politica. Un classico che non stupisce più di tanto, poi oggi è molto di moda.
Per le associazioni di categoria la cosa è un po’ più complicata. Una parte è ideologicamente da sempre contro il parco, un’altra parte, più avveduta ed attenta vede nel parco un’opportunità e la vogliono giocare.
Le due anime non riescono a sciogliere la contraddizione allora adottano il “Il facimme a muina”.
Il facimme a muina (lett. facciamo la moina e che rispolvero per l’occasione), è un modo di dire che pare risalga al Regno delle Due Sicilie. Precisamente ad un comando utilizzato nella règia marina nel corso d'ispezioni a bordo di navi. Infatti al comando: "facimme a muina", tutti i marinai si mettevano in moto spostandosi da una parte all’altra della nave. I marinai non facevano assolutamente nulla, ma davano all’ esterno l’ impressione di frenetica ed organizzata attività e che ci fosse un lavorare della madonna. E tutti vissero felici e contenti.
Tornando alla giornata di ieri, una delegazione di agricoltori è stata poi ricevuta dagli amministratori del parco, che nel frattempo avevano eletto Guido Tampieri alla presidenza del consiglio.
Sentite le rassicurazione del neo presidente (conferma di 3 posti su 5 nel Comitato esecutivo dell’ente parco compreso il presidente, per capirci paragonando con una giunta, tre assessori e il Sindaco), gli agricoltori hanno sotterrato l’ascia di guerra: “ Abbiamo preso atto della disponibilità degli amministratori ad incontrarci a breve”. GPS

Una scarpa monumentale

Vi ricordate del giornalista iracheno Muntazer Al-Zaidi, quello della mira scarsa? Quello diventato famoso in tutto il mondo arabo, per la scarpa lanciata all'ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush il 14 dicembre scorso? Bene, il simbolo del suo gesto e' diventato un monumento, d’altronde con quella mira mica potevano farlo a lui il monumento.

Cosi gli irakeni hanno realizzato il Monumento alla scarpa anti-Bush, "orgoglio popolo iracheno". La grande statua e' stata inaugurata a Tikrit, citta' Natale di Saddam Hussein. Un omaggio all'orgoglio del popolo iracheno, spiega lo scultore Laith al-Amari, che per costruirla ha utilizzato rame e fibra di vetro. Il monumento e' stato realizzato in soli 15 giorni grazie anche all'aiuto di alcuni bimbi. (fonte Agr)
La scarpa di Al Zaidi sta superando, nella Top Ten, le scarpette Prada in pelle di B16. GPS

giovedì 29 gennaio 2009

Un lato B da coppa dei campioni


Fabio Capello, oggi C.T. della Nazionale inglese, si è rituffato nel calcio italiano.
Un’ora abbondante di mach al «Chiambretti Night»


Di fronte alla mitragliata di domande calcistiche pungenti, il Fabio si smarca bene, blocca i lanci sulle fasce laterali, buona anche tenuta del centrocampo.


Poi va in difficoltà di fronte al pressing di un lato B da coppa dei campioni ed è costretto (nella foto) a fare il catenaccio.
Per tutte le sequenze dell’azione (fonte Affari italiani.it)
GUARDA LA GALLERY GPS

Culi amari

Amador Bernabe è un operaio di origine Filippine che quando fa la cacca non si pulisce mai con la carta igienica. Il nostro Amador per pulirsi il culo usa infatti solo l’acqua, dice che questo fa parte della sua cultura e delle sue tradizioni.

Nella carta dei diritti dell’uomo non so se c’è scritto anche che uno può farla come cavolo vuole, ma almeno dovrebbe essere implicito.

Ma non è così, infatti l'azienda che lo impiegava come operaio in quel di Townsville, in Australia, ha deciso di licenziarlo in tronco per abitudini "non-australiane" che nel cesso che prevedeno solo l’uso della carta. Dopo la difesa dell’italianità dell’Alitalia, abbiamo anche la difesa dell’australianità della cagata.

Io non so come si puliscono i legaioli, pensate solo se si pulissero col sacro pungitopo del Po e noi diventassimo “nazione padana”. Sarebbero culi amari. GPS

Anche il Giovanni Pascoli si fa il lifting

Il grande trabaccolo da trasporto “Giovanni Pascoli”, lascia il Museo della Marineria del Porto Canale Leonardesco di Cesenatico. Classe 1934, “il Tir di una volta” trasloca nel cantiere Foschi per ripulirsi dagli acciacchi e dalle rughe.

Due secoli fa, il nostro mare era popolato da un gran numero di piccole navi da trasporto.
I trabaccoli da trasporto trasportavano di tutto: carbone, legna, pietre, ghiaia, sabbia, cocomeri, farina e, in ultimo, anche cemento. Spesso anche botti di vino, e la Finanza ci metteva su tutti i suoi sigilli, ma nessuno riusciva a trattenere i marinai dall'inventare i sistemi più complicati per fare una allegra bevuta di frodo. Così molte botti giungevano a destinazione coi sigilli intatti, ma inspiegabilmente alleggerite.
Il trabaccolo da trasporto "Giovanni Pascoli" fu acquistato dall'Azienda di Soggiorno di Cesenatico nel 1983

Dopo restauro tornerà a casa, dovrebbe rientrare a giugno, nelle acque nel porto canale di Cesenatico (fonte TG Emilia Romagna). “Bazigo” a Cesenatico da oltre 30 anni, amo quelle barche, cercate di trattare bene quel trabaccolo.
Per saperne di più QUI GPS

mercoledì 28 gennaio 2009

Cartellino rosso per il Pappagallo

La signora Irene Kerrigan porta a vedere la partita il suo pappagallo, perché Me TuAma tanto il calcio”. Siamo in Hertfordshire, in una contea dell'Inghilterra orientale,
L’incontro tra Hatfield e Hertford Heath è valido per l’acceso ai quarti di finale della coppa regionale. Me tu, il pappagallo, ci prende subito gusto e si ambienta perfettamente all’ ambiente dello stadio.
Fin dal primo tempo, preso dall’ entusiasmo comincia ad imitare alla perfezione il fischio dell'arbitro. Fischia punizioni senza nessun fallo per ben tre volte, il gioco si ferma e nessuno capisce cosa sia successo.
La situazione si fa dura quando Me Tu incomincia a rivolgere epiteti non ripetibili ai giocatori e precipita quando urla "cornuto" all’ arbitro.
Tanto è bastato per convincere il direttore di gara, Gary Bailey, ad espellere la bestiola. "Ho decretato poche espulsioni nella mia carriera - ha detto il 45enne direttore di gara inglese , ma soprattutto non mi era mai capitato di estrarre il cartellino rosso ad un pappagallo".
Se i tifosi del Siena si fossero portati allo stadio Me Tu, il fuorigioco di Maicon sull’1-2 di Siena-Inter, lui lo avrebbe fischiato. (fonte asylumitalia.it) GPS

Se 50 centimetri vi sembran troppi

A Bologna, mentre gli artisti di Artefiera iniziavano a smontare le installazioni,la manifestazione si era conclusa lunedì , sono arrivati i carabinieri. Il criminale di turno, l’artista bolognese 35 anni residente a New York, si chiama Federico Solmi.
Solmi ha esposto in musei come il Drawing Center di New York , il Victoria Memorial Museum a Calcutta, il Palazzo delle Arti di Napoli, e il Centro di Arte Contemporanea, Espace Croise di Rouboix, in Francia. Qualche critico l’ha paragonato a Basquiat, Sky gli ha dedicato un documentario di un’ora. Nonostante gli allori, I CC sono stati inflessibili. (fonte adnkronos.it)
Offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio.
Il dipinto incriminato raffigura se stesso nudo in croce, con un cappello cardinalizio in testa e con l'organo sessuale in vista (50 centimetri). L'opera di Solmi e' quotata 5.000 euro
Alla vigilia della mostra, Solmi aveva spiegato di aver voluto "fare satira su un potere millenario come la chiesa, senza alcun riferimento al Papa attuale".
Se 50 centimetri vi sembran troppi e lo sono, diciamo al nostro Federico di accorciare la misura e finiamola lì.
Anche perché mi pare che l’articolo 33, 1º comma, della Costituzione sancisce: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". O,no? GPS

martedì 27 gennaio 2009

Giornata della memoria 2009

Ricordare è l’unico modo per evitare che si ripetano gli errori della Storia e degli uomini.
La memoria è l’antidoto al male e dovrebbe diventare strumento collettivo per scongiurare che nuovamente possano essere perpetrati abominii e mostruosità.
Ricordare lo sterminio,le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Ricordare per evitare che altri possano subire quello che tanti hanno già dovuto sopportare. GPS

Che cavolo fa questo Williamson?

''Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler'', lo ha detto mons. Williamson in un'intervista al canale televisivo svedese Svt, qualche giorno fa.
Richard Williamson, nega l'esistenza delle camere a gas naziste.
B16 riabilita il vescovo che nega l’Olocausto è anche questo un modo per ricordare il giorno della Memoria. (la vignetta è di Staino oggi sull’Unità) Gps

lunedì 26 gennaio 2009

Il Senio mormora al Top

Oggi il Senio mormora alle ore 18,15 ha fatto TOP. Il contattore visite va in tilt (limite 3.000 pagine viste giornaliere), segna hits 2372 (visite) e naturalmente 3001 pagine viste. Un piccolo record per il diavoletto. Pensate che il merito va prevalentemente alla: Pisciatina…. di Ugo …… e ai sardi un po’ incavolati….. GPS

Formula Nichi

Oggi vi vogliamo parlare dei rifondaroli. E’ un po’ che non li citiamo. Non ci siamo ultimamente occupati di loro per due motivi. Il primo perché quando ci vengono ancora in mente proviamo un certo disagio, il secondo perché è un po’ come sparare sulla croce rossa e non sta bene.
Per il disagio, la signora Gulmina mi vuol convincere che: “in fondo, ma proprio in fondo, si tratta di un conflitto affettivo interiore”. Sarà?
Il secondo motivo lo superiamo per dovere di cronaca e con l’impegno di usare i quanti di velluto.
Nichi Vendola, ieri a Chianciano Terme, ha concluso il seminario nazionale dei rifondaroli che per un soffio avevano perso il congresso. Due giorni che hanno segnato la nascita del nuovo partito della sinistra l’ RpS (Rifondazione per la sinistra). Nella scelta del nome si vede che è prevalsa la corrente fantasia debole.
Nichi ha detto:
“La sinistra italiana attualmente è avvolta da due aree: quella moderata che non riesce a fare una vera opposizione alla destra perché costretta a fare i conti con la sua moderazione; quella cosiddetta antagonista che non vede o non vuole vedere i cambiamenti che stanno condizionando il mondo, sprecando il tempo a confrontarsi con i suoi problemi interni”.
Sulla mancanza di opposizione l’avevamo già sentita l’altro ieri dalla Veronica, chiedo ammenda per l’accostamento. Sul non vedere i cambiamenti e i problemi interni, siamo completamente d’accordo con Nichi. Poi ha volato alto:
Una politica che annuncia non il nostro primato ideologico ma il nostro amore per la terra e per la vita, che annuncia speranza, che si fa popolo, che ci dà il coraggio di osare una nuova avventura, un nuovo inizio, un altro partire”.
Huahau !!!!, robe da mago Telma. Qui Nichi cerca di rispondere ad un pressante interrogativo posto da più parti: Come unire la sinistra dividendo la sinistra?
Un'impresa mica facile, Nichi ci prova con la sua formula magica. Munitou gliela mandi buona.
O almeno gli vada meglio della precedente. Agli smemorati ricordo la famosa formula magica rifondarola elaborata durante il governo Prodi. Rileggiamola:
«Uscire mettendo a punto un'exit strategy in modo da organizzare un sistema che non consenta a Berlusconi di tornare al potere». Bingo!
Infine a Nichi vogliamo solo ricordare che, alcuni giorni fa in Germania in una gara di magia, una maga ha rischiato di morire affogata in un bidone sigillato pieno d'acqua. Si era dimenticata la formula magica. Comunque buon ripartire. GPS

Ugo…. fai la pipi

Sardegna, Sua Immunità presenta Ugo Cappellacci, il “suo” candidato alla regione:
"Vieni Ugo, ma parla poco perché dobbiamo andare a pranzo"…. e la pipi falla dietro a quel cespuglio. GPS

Eccola di nuovo, la cascata a Ridracoli

Eccola di nuovo la cascata spettacolare di 103,5 metri che precipita nel fiume Bidente
L’ acqua ha incominciato a tracimare dal lago artificiale di Ridracoli ieri mattina, iniziando la sua spettacolare caduta da un'altezza di 104 metri. La precedente tracimazione si era verificata il 28 marzo dello scorso anno, dopo un lungo digiuno di due anni.
L'accumulo del bacino che ‘disseta' tutta la Romagna è cresciuto con continuità per tutto l'autunno grazie alle piogge e alle generose nevicate sui rilievi. Il livello dell'acqua ha toccato quota 557,3 metri; mentre il volume dell'invaso è di oltre 33 milioni metri cubi. Sono buonissime notizie in vista dell'estate, quando la Riviera romagnola esigerà una fornitura più elevata.
La diga venne costruita fra gli anni 1974 ed il 1982 con la finalità di fornire di acqua un milione di persone della pianura e della riviera Romagnola. L'invaso artificiale si allunga per oltre tre chilometri all'interno del Parco nazionale delle foreste Casentinesi, fra il monte Falterona e Campigna. (fonte romagnaoggi.it) Potete vedere la tracimazione direttamente dalla web cam QUI GPS

sabato 24 gennaio 2009

Veronica opponente

Dopo le esternazioni in “La donna è l'angelo morale” in versione Madre Teresa di Calcutta e l’Anguilla pensiero da Arcore, Veronica Lario, moglie di Sua Immunità, ieri è scesa di nuovo in campo ad esternare, sempre sulla Stampa.

La Veronica è molto rammaricata che oggi in Italia non c’è un’opposizione, è preoccupa moltissimo dalla recessione e che "mio marito governerà per altri 10 anni”.
Dopo che ci siamo toccati per i dovuti scongiuri, verso la Veronica che aspira ad essere l'unica e vera e sola autentica opposizione di Sua Immunità esprimiamo tutta la nostra comprensione.

Detto questo, concordiamo ancora una volta con Di tutto di più che ci suggerisce: “La preferivo quando aveva la bocca impegnata e non si faceva sostituire dalla Mara. Era più profonda”. Amen! GPS

venerdì 23 gennaio 2009

Pisciare a Venezia

Il Comune di Venezia ha deliberato le nuove tariffe di ingresso ai servizi igienici pubblici.
Per l’occasione i Venesian ti hanno inventato la “Wc Card”, un’altra fainata che ci mancava tanto.
Per pisciare a Venezia, dal prossimo febbraio i costi sono: un euro e mezzo per tutti i non residenti (in bassa stagione). Ma il doppio se l'afflusso è alto. Si può ovviare con la «Wc Card», invece del museo uno può andare per tutta la settimana al gabinetto. Sette euro che diventano 9 in alta stagione. Naturalmente sono previste facilitazioni per i residenti. Si può fare pipì a soli 0,25 centesimi se si è in possesso della «WC Card abbonamento» che costa 3 euro. Anche gli ultrasessantenni possono andare gratis. Ma anche loro in caso di bisogno impellente devono arrangiarsi. Per entrare nei gabinetti pubblici è infatti necessaria, si legge nella delibera, «la Wc Card gratuita di validità quadriennale al costo di 3 euro».
Non siamo certamente insensibili ai frequenti problemi causati dal fenomeno dell'acqua alta a Venezia, comprendiamo gli sforzi del Sindaco filosofo Cacciari per scoraggiarlo, ma abbiamo dei dubbi sul contributo che potrà dare la Wc Card.
Pensate solo se siete in emergenza e dovete “farla subito” e la vostra Wc Card è scaduta.
In attesa dell’ “Air Card” perchè presto arriveranno anche lì, seguiamo il consiglio della mamma: Prima di uscire fila in bagno a far pipi!. GPS

giovedì 22 gennaio 2009

Il Parco della Vena dei Gessi : Eppur si muove!

Una precisazione importante ci arriva dalla Comunità Montana dell’Appennino Faentino: In comunicato si precisa che lo statuto del Parco regionale della Vena del gesso romagnola verrà approvato il 28 gennaio da tutti gli enti soci del consorzio del Parco.
Pertanto il consiglio del Parco, si riunirà per la prima volta il 29 gennaio, nella sua sede di Riolo Terme.Questo sarà l’atto di inizio di un nuovo capitolo della storia della promozione, della valorizzazione e della tutela del territorio e della Vena del gesso romagnola.
Il comunicato prosegue con una dichiarazione del Presidente della Comunità Montana che è anche sindaco di Casola Valsenio Giorgio Sagrini:
“Nell’occasione parteciperò alla riunione del Consiglio in rappresentanza della Comunità montana, mentre a rappresentare il comune di Casola Valsenio delegherò Guido Tampieri, un amico del nostro territorio, una personalità di spicco dell’ambientalismo, uno dei maggiori esperti nazionali di politiche agricole (è stato Sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole nel governo Prodi), artefice della legge regionale sulle aree naturali e della Legge istitutiva del Parco nel 2005 quando era Assessore regionale all’agricoltura e all’ambiente”.
Guido Tampieri, infatti, farà parte del consiglio del Parco in qualità di assessore del comune di Casola Valsenio. “Un incarico che gli ho proposto – precisa il sindaco casolano - con l’esplicita richiesta di lavorare alla costruzione del Parco. A dimostrazione dell’importanza che attribuiamo alle prospettive di successo del Parco, e a ciò che di positivo potrà produrre per l’ambiente e per l’economia della collina faentina e imolese”.
Ed ancora per il primo cittadino del paese delle erbe “l’impegno delle prossime settimane dovrà essere quello di definire rapidamente e con il consenso più ampio possibile, la composizione degli organi esecutivi e consultivi del Parco (a far parte dei quali saranno indicate altre personalità dei nostri Comuni e della nostra Comunità Montana), e avviare così l’operatività del Consorzio, a partire dalla redazione del Piano territoriale del Parco e dalla progettazione e realizzazione delle azioni e degli investimenti necessarie a sviluppare le potenzialità del Parco”. Investimenti realizzabili grazie alle risorse messe a disposizione dalla regione Emilia-Romagna (900.000 euro), dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale e del POR-FESR (Fondi strutturali dell’Unione Europea), per i quali i Comuni hanno già presentato propri progetti, e dei fondi dei programmi Interreg dell’Unione Europea. (fonte Riccardo Isola Ufficio Stampa Unione dei Comuni).
Salutiamo con favore la scelta di Sagrini di nominare Guido Tampieri nel consiglio del parco.
Poter contare su una professionalità e una competenza di questo livello può rappresentare d’avvero la chiave di volta per la futura realizzazione del Parco. GPS

Il federalismo, nel vortice della Virtual Data Room

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è presentato ieri al Senato per fornire i chiarimenti sul benedetto federalismo.
L’ opposizione aveva fatto tre semplici domande che erano emerse da un percorso “quasi” condiviso.
Primo : quanto ci costa, Secondo: non si può fare il federalismo senza una Camera delle Regioni, Terzo: è necessario dotarsi di una Carta delle autonomie locali.
Come previsto il Tremonti, non ha chiarito nulla. Ha poi detto che i dati finanziari non ci sono, insomma quanto costa sto federalismo non lo sa nessuno e si è dimenticato delle altre due domande.
L’ opposizione si metta il cuore in pace. Per avere le tanto attese cifre sul federalismo fiscale si dovrà attendere prima i decreti attuativi. E quindi se tutto va bene almeno oltre la metà 2010, cioè solo dopo le elezioni, europee nel 2009 e delle amministrative e regionali del 2010. La solita furbata, nel frattempo avanti tutta con gli spot.
Tremonti in pratica ha chiesto per il governo una delega in bianco, voi votate, al resto “Ghe pensi mi”. Sentite poi come il “Ghe pensi mi” ha spiegato (si fa per dire) la situazione:
“Abbiamo gia' attivato una “data room”, i dati arriveranno “decreto per decreto” perché “non sono formule meccaniche come nei sistemi semplici, ma compongono un sistema solistico come il corpo umano. Interagiscono tra di loro - ha aggiunto - essendo interdipendenti e coniugati”. Chiaro no! Che tradotto vuol dire: non abbiamo un euro, gli ultimi li abbiamo dati a Gheddafi.
Dal Tremonti non compreremmo nemmeno una bicicletta usata, quella poi di dare la colpa alla Virtual Data Room, sa di un’ altra patacata che assomiglia molto di più ad una camera ardente.
Gli amici legaioli, hanno il disperato bisogno di annunciare, per l’ennesima volta, il federalismo. Che sia zoppo, cieco, straccione, clientelare e senza un soldo, fa niente. Federalismo deve essere, federalismo sia. Alla prossima festa, se il Tremonti vi spiega la “Virtual Data Room” non esitate, mettete svelti ambedue le mani di dietro e paratevi il culo. GPS

Quando le campane rompono

In una parrocchia in quel di Prato, le campane della chiesa si vede che avevano proprio rotto.
Così alcuni residenti, infastiditi dai continui rintocchi molesti che disturbavano anche durante il sonno, hanno segnalato la cosa alle autorità competenti. La polizia municipale ha effettuato un sopralluogo, in seguito sono stati i tecnici dell’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) a effettuare i rilievi con la strumentazione che misura l’impatto acustico.
Secondo la Cassazione, si dovrebbe intervenire in caso di “superamento della soglia della normale tollerabilità”.
Don Renzo Fantappié, quella “soglia della normale tollerabilità” l’aveva abbondantemente superata, così si è beccato una multa di 1.036 euro. Don Renzo, ha quindi deciso di mettere il silenziatore alle sue campane. (fonte la nazione) GPS