venerdì 27 febbraio 2015
mercoledì 25 febbraio 2015
martedì 20 gennaio 2015
il Giorno della Memoria vista con gli occhi dei bambini
Anche
Casola Valsenio non vuole dimenticare. Martedì 27 gennaio, presso "I
Vecchi Magazzini" in via Fondazza 31 alle 21, il paese collinare commemora
"Il Giorno della Memoria". Per l'occasione l'Associazione culturale
"Teatro Sonoro" presenta "Infanzia rubata". Si tratta di un
viaggio nella Shoah vista con gli occhi dei più piccoli. L'evento prevede
parole e musica, per non dimenticare e vede la partecipazione dei ragazzi della
Scuola media "Alfredo Oriani" di Casola Valsenio. L'evento è ad
offerta libera.
venerdì 31 ottobre 2014
Il ritorno degli Speleo
A un anno di distanza dall'incontro internazionale Casola 2013 Underground, la speleologia torna a Casola Valsenio in occasione del ponte del 1 novembre.
Questa volta lo fa in modo del tutto informale. Sabato 1 novembre a Casola Valsenio, o meglio Speleopolis la città amica degli Speleologi, ospiterà infatti alcune iniziative per rinnovare il rapporto ormai ventennale tra la cittadina e i “geografi del vuoto”, come si sono definiti gli speleologi nel 2010.
L'incontro parte nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00 con evento aperto a tutti.

L'incontro parte nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00 con evento aperto a tutti.
Nel Cinema Senio si terranno alcune proiezioni di filmati e di racconti di esplorazioni e studi speleologici, con immagini inedite dei grandi abissi e delle nuove aree carsiche oggetto di interesse degli speleologi italiani.
La sera sarà riservata tradizionalmente al momento conviviale in stile “speleobar” presso la Casa degli Olmatelli, luogo ormai abituale per gli speleologi, a rinsaldare la lunga amicizia con Casola Valsenio.
Nel corso della giornata si terranno alcuni momenti di confronto su temi di particolare interesse quali l'organizzazione di spedizioni ed esplorazioni in aree remote del pianeta, nell'ottica di una futuro aggiornamento della Charta di Casola sull'Etica delle esplorazioni, così come nuove metodologie di misurazione degli ambienti sotterranei e di documentazione filmata.
Ancora una volta, sebbene in modo informale, Casola-Speleopolis, la Vena del Gesso Romagnola abbracciano gli speleo. Un territorio e una comunità che ha promosso, sostenuto e accolto dal 1993 ad oggi circa 15.000 speleologi provenienti da tutta Europa e non solo, diventando la casa comune degli amanti del mondo sotterraneo.
Riccardo Isola (Ufficio Stampa Comune Casola Valsenio)lunedì 6 ottobre 2014
Ecco il 98° Giro d'Italia, Casola c’è
E’ stata presentata oggi a Milano l’edizione numero 98 del Giro d’Italia, si parte da Sanremo e si arriva a Milano. Lungo 3.481,8 km in 21 tappe dal 9 al 31 maggio 2015.
È questa, in estrema sintesi, la 98esima edizione del Giro d'Italia: 1 cronosquadre, 1 cronometro individuale, 5 tappe di alta montagna, 7 tappe pianeggianti e 7 di media montagna.
L’ 11.ma Tappa del Giro d'Italia, mercoledì 20 maggio 2015, che da Forlì porterà la carovana rosa fino all’arrivo di Imola (Autodromo Ferrari) km 147, attraverserà Casola Valsenio, come nel 2009.
Il percorso della carovana nel territorio casolano sarà: Zattaglia – Monte Albano – Casola Valsenio – Prugno.
giovedì 2 ottobre 2014
Ecletttismi, foto e... racconti in una mostra
Una seducente iniziativa di Claudio Caprara
da non perdere
“Eclettismi” è la mostra di
Claudio Caprara che inaugura a Imola domani. Si tratta di una personale di
fotografie che Caprara, esperto di comunicazione ed ex direttore di “sabato
sera”, ha scattato in trent’anni di vita, una scelta tra le tanti immagini che
hanno segnato i suoi viaggi, i suoi luoghi e la sua vita.
L’appuntamento per
l’inaugurazione è per domani venerdì 3 ottobre, ore 18, alla sala Sersanti.
Poche parole e subito dopo la visita in anteprima alla mostra allestita al
centro polivalente “Gianni Isola”.
Nei giorni successivi l’apertura, fino al 12
ottobre, osserverà i seguenti orari: sabato 4, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle
19; domenica 5 dalle 10 alle 12; martedì 7 dalle 10 alle 12; giovedì 9
ottobre dalle 10 alle 12; venerdì 10 dalle 17 alle 19; sabato 11 ottobre dalle
10 alle 12 e dalle 17 alle 19; domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12.
Per saperne di più QUI
giovedì 25 settembre 2014
Le 4 giornate di Casola Valsenio
XXIV° EDIZIONE DELLA “FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI” nelle vie del centro storico dalle ore
10,00 alle ore 20,00
Azzeruole, giuggiole, sorbe, pere volpine, nespole,
corniole, mele cotogne: sono solo alcuni di quei frutti autunnali del passato
scomparsi dalle nostre tavole e dalla nostra memoria.
In un tempo non lontano quei
frutti, minori ma preziosi, venivano raccolti dai boschi e dagli alberi
spontanei che spesso crescevano vicino a casa e accatastati nelle soffitte dei
contadini come riserva per i duri mesi invernali.
Ventitré anni fa Casola Valsenio
ha pensato di riscoprire questi “frutti dimenticati” e dedicare loro una festa
che nel tempo è diventata sempre più importante e apprezzata per la cura e
l’originalità.
Quest'anno l'appuntamento
raddoppia con due fine settimana (11/12–18/19
ottobre 2014) che abbracciano i frutti
dimenticati e il "marrone di Casola Valsenio”.
Le Aziende agricole casolane
espongono, in scenografiche bancarelle, i frutti autunnali raccolti da vecchie
piante sopravvissute o da nuove piante collocate dopo la ripresa di interesse
verso questi prodotti naturali.
lunedì 1 settembre 2014
Dal 4 al 7 settembre si festeggia il 70° anniversario dei combattimenti di Monte Battaglia, domenica sarà presente il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti
CASOLA VALSENIO. Ricorre quest'anno il 70° anniversario
dei sanguinosi combattimenti che nel 1944, durante il passaggio del fronte
nella II Guerra Mondiale, sconvolsero il crinale tra Senio e Santerno, con
epicentro Monte Battaglia e la sua rocca medievale. Gli scontri iniziarono il
27 settembre 1944, quando i partigiani della 36ma Brigata Garibaldi vi si
appostarono insieme ai Blue Devils americani. Da quel momento i tedeschi tentarono
di tutto per riconquistare la vetta. Sul monte, dal 29 settembre rimasero solo
gli americani, rimpiazzati il 5 ottobre da reparti inglesi che vi rimasero,
combattendo, fino all'11 ottobre.
Quel luogo di sangue e di dolore è oggi diventato oggi
luogo di riconciliazione e di pace, di impegno contro la sopraffazione e la
guerra. E l'incontro che vi si svolge ogni anno, nella prima domenica di
settembre, è l'occasione per ribadire la volontà e l'impegno per la pace.
Il programma degli eventi commemorativi prevede per
giovedì 4 settembre alle ore 20.30 nella sala Nolasco Biagi la presentazione
del libro a fumetti "Monte Battaglia - una storia della Linea Gotica". L'opera di Paolini, Cortesi, Peddes narra dello
sfondamento della Linea Gotica nel settembre 1944. Seguirà la proiezione del
video su Aurelio Ricciardelli "Partigiano per sempre".
Venerdì 5 settembre alle ore 20.30 nella sala Azzurra del
Municipio si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica "La 'piccola
Cassino' tra guerra e pace" realizzata dall'ANPI e dal Circolo Fotografico
Casolano.
Sabato 6 settembre alle 18.00, nella Biblioteca comunale
"Giuseppe Pittano" verrà presentato il libro "Monte Battaglia
1944 - Dal mito alla storia" di Valerio Calderoni.
Infine domenica 7 settembre alle ore 9.15 ci sarà il
ritrovo presso il Municipio di Casola Valsenio con la posa di una corona
d'alloro al monumento di Largo Giuseppe Nembrini e ai cippi di Sant'Apollinare
e San Rufillo. Alle ore 10.30, a Monte Battaglia scoprimento della targa
dedicata a Aurelio Ricciardelli 'custode' di Monte Battaglia.
Di seguito
proseguiranno le celebrazione del 70° anniversario dei combattimenti di
Monte Battaglia alla presenza delle Autorità civili, militari e delle
Associazioni combattentistiche e d'arma. Per l'occasione è previsto
l'intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano
Poletti. Si continuerà con il pranzo organizzato dall'ANPI di Casola Valsenio e
Castel del Rio e nel pomeriggio musiche e storie della Resistenza.
Riccardo Isola (Ufficio Stampa Comune Casola Valsenio)
mercoledì 28 maggio 2014
giovedì 22 maggio 2014
Per farlo conoscere...anche senza aperitivi !!!
“A Casola Valsenio c’è
invece l’ex consigliere provinciale Oriano Casadio (già noto alle cronache
giudiziarie per due procedimenti pendenti entrambi già a dibattimento, uno per
appropriazione indebita aggravata e uno per false fatture)” GPS
mercoledì 7 maggio 2014
Gommone padano
Questa l'avevamo persa. E’ una di
quelle notizie che suscitano intenerimento fino a “sbragare” nella pietà.
Dopo la memorabile impresa dell’
“Ultimo Tanko a Casale” ritrovato dai Ros di Brescia che un gruppo di
estremisti legaioli intendeva utilizzare per alcune azioni militari a San Marco,
ci tocca segnalare le gesta gloriose del mitico “gommone padano”.
Nel polemica anti sbarchi
immigrati si deve convincere la plebe legaiola che in fondo quella traversata
non è poi così pericolosa e che è inutile che i clandestini facciano le vittime.
Così un commando di sette militanti legaioli, Diego e Giovanni Murtaro, Michele Brambilla, Gino
Troisi, Giacomo Gremini, Fausto Sarti e Remo Girenni, senza pensarci due volte,
sono partiti all’alba da Modena, la loro città, tutti a bordo di un’auto con un
gommone al rimorchio, per arrivare a Melito di Porto Salvo, nell’estremo a Sud
della Calabria.
Da qui si erano imbarcati
tutti a bordo del “gommone padano” con tanto sventolio di bandiera della Lega
Nord per dirigersi in Tunisia.
I sette, in prossimità di Malta,
assistono sgomenti all’improvviso incendio del motore dell’imbarcazione. In seguito,
nel tentativo di lanciare un razzo di segnalazione di emergenza sbagliano mira
e bucano pure il gommone, mandando a bagno i militanti del partito verde. Poi fortunatamente
riescono ad inviare un secondo razzo.
A ricevere il messaggiola Marina Militare di
Malta, che con i mezzi di soccorso a disposizione ha trainato ciò che restava
del mezzo in porto e fornito le prime cure ai poveri profughi padani.
A ricevere il messaggio
Si è poi verificato un grave
errore da parte delle autorità maltesi, i naufraghi padani sono stati trasferiti
al centro d'accoglienza (CEI) Centro di identificazione ed espulsione invece
che al centro trattamenti sanitari obbligatori (TSO).
Patetici. Vogliono fondare una
nazione e non san far partire un trattore e manco guidare un gommone. GPS
mercoledì 23 aprile 2014
Partigiano per sempre - Aurelio Ricciardelli si racconta (Promo di due minuti)
Il documentario "Partigiano per sempre" sarà proiettato Giovedì, 24 Aprile alle 20:30 presso il cinema teatro Senio di Casola Valsenio. Aurelio Ricciardelli racconta la sua vita di uomo e partigiano: l'infanzia, la guerra, Monte Battaglia, la riconciliazione
martedì 22 aprile 2014
La lista "Centro-Sinistra Uniti per Casola" si presenta: 6 uomini e 4 donne. Età media 38 anni.
Da sinistra, Riccardo Albonetti (35 anni) Insegnante; Stefania Malavolti (49 anni) Coltivatrice diretta; Graziano Caroli (52 anni) Coltivatore diretto; Giulia Rivola (26 anni) Neolaureata in lingue; Maurizio Felice (46 anni) Operaio; Marina Bartoli (52 anni) Operatrice socio-sanitaria;Filippo Gentilini (32 anni) Agrotecnico; Daniela Rossi (43 anni) Ragioniere; Manuel Giorgi (24 anni) Studente Ingegneria meccanica; Unibosi Marco (24 anni) Studente Fisica della materia; il candidato Sindaco NICOLA ISEPPI (36 anni).
lunedì 21 aprile 2014
Festa di Primavera carri in gesso di festa e di pensiero: 25 e 30 aprile 2014
Per saperne di più QUI il Programma Completo della Festa di
Primavera Edizione 2014
sabato 5 aprile 2014
Sensazionale a Casola Valsenio: scoperta la prima citazione della parola Sangiovese
Nella foto lo stralcio dell’ atto notarile datato 1672 che cita “tre filari di Sangiovese” nel podere Fontanella (Pagnano), in comune di Casola Valsenio. Si tratta del primo documento conosciuto in cui si usa il termine “Sangiovese”
Lunedì mattina 7 aprile Beppe Sangiorgi terrà al Vinitaly 2014 (Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona) – padiglione dell’Emilia Romagna - una conferenza sul Sangiovese partendo dal ritrovamento, ad opera di Lucio Donati di Solarolo di un atto notarile del 1672 che cita “tre filari di Sangiovese” nel podere Fontanella di Pagnano, in comune di Casola Valsenio, ma allora in comune di Brisighella. Normalmente in tale periodo nei documenti si citavano vigne e terre vitate, mai il nome dl vitigno. In questo caso però Maria Alpi, vedova di Francesco Santandrea, proprietaria ed abitante del podere Fontanella concede in affitto a don Donato Piancastelli, rettore della vicina parrocchiale di Pagnano, una vigna, riservandosi “tre filari di Sangiovese” posti verso la casa.
La scoperta è di notevole importanza per la storia della viticoltura romagnola e nazionale in quanto si tratta del primo documento conosciuto che cita il termine “Sangiovese” che oggi identifica il vino rappresentativo della produzione enologica romagnola e nazionale. In precedenza si trova solo una citazione attorno al 1600 in Toscana come Sangiogheto e di seguito, ma dopo il 1672, come Sangioeto, Sanzoveto e il più diffuso e radicato Sangioveto.
Un’importanza accresciuta dal fatto che viene citato il vitigno e non il vino, per cui si può desumere con certezza il luogo della coltivazione ed ipotizzare con fondamento una sua presenza antecedente, almeno nella zona, in quanto non impiantato da uno sperimentatore dell’epoca ma da un semplice proprietario agricolo a conferma che nella collina faentina il Sangiovese era coltivato già verso la metà del XVII secolo.
Questo apre nuovi scenari sulla storia della viticoltura in Romagna. La ricerca seguita al ritrovamento del rogito ha portato Sangiorgi ad ipotizzare che il vitigno Sangiovese sia sceso lungo le vallate del Lamone, Senio e Santerno dal crinale dell’Appennino tosco romagnolo dove molto probabilmente era coltivato dai monaci vallombrosani che in quella zona contavano ben quattro monasteri: Moscheta, Susinana, S. Reparata e Crespino.
Dall’area imolese a faentina si è diffuso in tutta la Romagna sempre con il nome Sangiovese e sanzves in dialetto, mentre in Toscana si è continuato a chiamarlo San Zoveto e soprattutto Sangioveto fino ai primi decenni del ‘900. Ciò lascerebbe intendere che il diffondersi e l’affermarsi del nome Sangiovese in molte regioni tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900 non sia solo una questione linguistica ma sottintenda più sostanzialmente l’utilizzazione dei vitigni del Sangiovese romagnolo, rustico e resistente, per il reimpianto dei vigneti dopo l’attacco della fillossera.
martedì 5 novembre 2013
Speleopolis esce dall' Euro
Senzazionale: Dopo Speleopolis 2013 Casola Valsenio esce
dall’euro e adotta lo Speleo – Via Giuseppe
Castorina
giovedì 24 ottobre 2013
A Casola 'Underground', incontro internazionale di speleologia
Dal 30 ottobre al 3 novembre un programma dedicato al mondo
ipogeo
Discutere norme o vincoli di
tutela, promuovere azioni di salvaguarda e divulgazione di conoscenza delle
aree carsiche. Questi gli obiettivi di "Casola 2013 - Underground", l’incontro internazionale che
riunisce centinaia di speleologi e che per la settima volta si svolgerà a
Casola Valsenio, nel Parco della Vena del Gesso romagnola, importante area
carsica dell'Appennino faentino, dal 30 ottobre al 3 novembre.
Con il
sottotitolo “C’è qualcosa che dovresti
sapere...”, la manifestazione prevede un programma incontri, presentazioni,
laboratori e momenti per le scuole per portare alla luce tutti i gioielli del
mondo sotterraneo. Attesi lo scopritore della grotta Chauvet e gli addestratori
degli astronauti dell’Esa. Da Houston si collegherà l’astronauta italiano Paolo
Nespoli.
Organizzato dall’associazione
Speleopolis, l’appuntamento vede la collaborazione del Comune di Casola
Valsenio e dell' Unione dei Comuni della Romagna Faentina nell'ambito del
progetto “Julius”.
La manifestazione é rivolta sia agli speleologi che
frequentano le cavità naturali e artificiali, sia a tutti quegli appassionati
interessati alle tematiche relative a grotte e territori carsici, affascinati
dal mondo ipogeo.
Cinque giorni per radunare anche molti stakeholder
dell’ambiente ipogeo e della montagna in generale, amministrazioni, enti e
università.
In programma convegni,
presentazioni di reportage, pubblicazioni e narrazioni, esposizione di
esplorazioni, laboratori e didattica, mostre e visite guidate, dimostrazioni
tecniche.
Tra gli appuntamenti sono confermate le presentazioni del progetto
Esa Caves, che ha visto per tre anni astronauti dell’Ente Spaziale Europeo
coinvolto in addestramento in grotta; l’incontro con i “geografi del vuoto” che
vedrà in sala l’alpinista Kurt Diemberger e la presentazione da parte della
Federazione Speleologica Campana del XXII Congresso di Speleologia; l'incontro
con Jean-Marie Chauvet, speleologo e fotografo francese che nel 1994 scoprì la
grotta cui venne dato il suo nome e le i cui dipinti paleolitici sono tra i più
antichi noti al mondo. (fonte Adnkronos) GPS
giovedì 3 ottobre 2013
Festa frutti dimenticati 2013
A Casola Valsenio, che si fregia
del titolo di "Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati", le antiche
tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche
nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di
produzione, vive solo nei ricordi degli anziani. A questi frutti dimenticati la
città dedica un doppio appuntamento autunnale con la Festa dei Frutti
Dimenticati, in programma il 12-13 e poi il 19-20 ottobre.
Piante spontanee o coltivate
negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo
Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione
autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura
per l'inverno. Salvati dall'estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha
conosciuti nel passato e di chi li vede per la prima volta, sono frutti
profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere
spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere
volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane, marroni.
La ripresa d'interesse verso i
frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di
conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della
Festa dei frutti dimenticati si svolge un concorso di marmellate e uno di dolci
a base di marrone, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto
l'autunno la "Cucina ai frutti dimenticati". Si tratta di piatti che
utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine
sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte
potere evocativo.
A Casola Valsenio i frutti
dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale
Giardino Officinale, e danno vita a piatti straordinari come le insalate di
sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con
tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, ottime se condite con l'olio extravergine
Brisighello. Nei menù che si potranno assaggiare in questo periodo compaiono i
risotti di pere volpine, l'arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo
di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole
ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.
E ancora: la salsa di rovo e di
gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i
dessert con pere volpine, castagne, l'alkermes. Un gruppo di frutti dimenticati
serve per preparare un antico piatto tipico, il "migliaccio", che
richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo
grattugiato, canditi, riso e, nella versione "antica", sangue di
maiale in aggiunta.
Info: Pro Loco Casola Valsenio
tel. 0546 73033 e www.terredifaenza.it
Scarica il programma della Festa dei Frutti dimenticati che
si svolgerà nei due weekend. Sabato 12 e Domenica 13 ottobre – Sabato 19 e
domenica 20 ottobre. Dal sito della Proloco di Casola Valsenio il Programma in pdf QUI
Sempre on line il regolamento scaricabile per partecipare
alla "Festa dei frutti dimenticati" sempre dal sito della Proloco di Casola Valsenio
Per saperne di più è’ on line anche il sito della Festa dei Frutti dimenticatidi Casola Valsenio.
Qui si parla di azzeruole, noci, avellane, prugnoli, mele
della rosa, corniole, melegrane, corbezzole, giuggiole, pere volpine, cotogni,
marroni e nespole.
La loro storia e tradizione, il recupero culturale e
materiale, le proprietà e l’uso nella gastronomia e oltre 50 ricette dei
ristoranti del territorio.
Poi gallerie di immagini dei frutti esposti e delle
bancarelle nelle varie edizioni e naturalmente non mancano i video.
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