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giovedì 22 gennaio 2009

Il federalismo, nel vortice della Virtual Data Room

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è presentato ieri al Senato per fornire i chiarimenti sul benedetto federalismo.
L’ opposizione aveva fatto tre semplici domande che erano emerse da un percorso “quasi” condiviso.
Primo : quanto ci costa, Secondo: non si può fare il federalismo senza una Camera delle Regioni, Terzo: è necessario dotarsi di una Carta delle autonomie locali.
Come previsto il Tremonti, non ha chiarito nulla. Ha poi detto che i dati finanziari non ci sono, insomma quanto costa sto federalismo non lo sa nessuno e si è dimenticato delle altre due domande.
L’ opposizione si metta il cuore in pace. Per avere le tanto attese cifre sul federalismo fiscale si dovrà attendere prima i decreti attuativi. E quindi se tutto va bene almeno oltre la metà 2010, cioè solo dopo le elezioni, europee nel 2009 e delle amministrative e regionali del 2010. La solita furbata, nel frattempo avanti tutta con gli spot.
Tremonti in pratica ha chiesto per il governo una delega in bianco, voi votate, al resto “Ghe pensi mi”. Sentite poi come il “Ghe pensi mi” ha spiegato (si fa per dire) la situazione:
“Abbiamo gia' attivato una “data room”, i dati arriveranno “decreto per decreto” perché “non sono formule meccaniche come nei sistemi semplici, ma compongono un sistema solistico come il corpo umano. Interagiscono tra di loro - ha aggiunto - essendo interdipendenti e coniugati”. Chiaro no! Che tradotto vuol dire: non abbiamo un euro, gli ultimi li abbiamo dati a Gheddafi.
Dal Tremonti non compreremmo nemmeno una bicicletta usata, quella poi di dare la colpa alla Virtual Data Room, sa di un’ altra patacata che assomiglia molto di più ad una camera ardente.
Gli amici legaioli, hanno il disperato bisogno di annunciare, per l’ennesima volta, il federalismo. Che sia zoppo, cieco, straccione, clientelare e senza un soldo, fa niente. Federalismo deve essere, federalismo sia. Alla prossima festa, se il Tremonti vi spiega la “Virtual Data Room” non esitate, mettete svelti ambedue le mani di dietro e paratevi il culo. GPS

giovedì 13 novembre 2008

Robin Hood Tremonti nel paese di Pulcinella

«Questo emendamento è fuori dalla logica di questo Governo. O va via questo emendamento o va via il ministro». Il Senato aveva accolto le parole di Tremonti con un applauso. Certo che a questi onorevoli Senatori andrebbbe somministrata una buona dose di sbranina.
Non è passato neanche un mese dal
Salva-bancarottieri, replay che Robin Hood Tremonti, paladino dei risparmiatori, con un doppio salto mortale carpiato con avvitamento rovesciato: "Mi riconosco in quel decreto legge, quel testo mi sembrava giusto, per cui non sarebbe stato giusto non firmare". Lo ha detto il nostro Tremonti, ieri durante un'audizione in commissione Finanze e replicando a un senatore che gli chiedeva se avesse pensato di non firmare il provvedimento la norma cosiddetta 'salva-manager'.
Consapevole della patacata alza il tiro e cerca la foglia di fico per coprirsi il deretano rimasto scoperto e spara : ''Se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera''. Ennesima patacca creativa.
Alcuni ricercatori americani, giorni fa, sono riusciti a stabilire che gli scimpanzè hanno un elevata capacità di riconoscere i loro familiari, noi italiani invece non riusciamo neanche più a riconoscere dei mastodontici paraculi.
Siamo proprio il paese di "Pulcinella" ! GPS

lunedì 3 novembre 2008

Hanno fatto nero il Robin Hood Tremonti

L’ Onda Anomala, il nome con il quale si contraddistingue la protesta studentesca contro la Legge 133, ha fatto un centro secco sul Robin Hood Tremonti.
Una schermata tutta nera con la scritta: "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo i loro siti. ondaanomala, 01.11.2008, non ci fermerete". E’ questa la fine che ha fatto il sito di Tremonti.
Un perfetto “defacing“ (sfregio,deturpazione) che l’ Onda Anomala e facinorosa ha combinato al “povero” sito del ministro dell’economia che viene considerato, a ragione, il vero artefice dei tagli all'istruzione. Gli hanno pure cambiato l’intestazione, mettendo come nuovo titolo il seguente: “ ONDA ANOMALA TREMONTI E GELMINI, NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI! “.
La settimana scorsa anche un sito, appena creato per solidarizzare e di supporto alle iniziative del ministro Mariastella Gelmini, era stato "hackerato". Ignoti sarebbero riusciti a bucare ForzaGelmini.com, notare la fantasia nella scelta del nome, oscurando una quantità di messaggi e fare casini vari. GPS

martedì 20 aprile 2010

Tribolazioni su tribolazioni

La velina porporata oggi ci fa sapere che in gran segreto B16 ha incontrato il Tremonti.
Ad intercedere per Tremonti è stato il segretario di Stato Bertone, che individua nel Carroccio una promettente sponda per la Santa Sede.
Il Bertone ha pubblicamente riconosciuto ai leghisti un presidio di territorio paragonabile a quello della Chiesa negli Anni Cinquanta. (fonte la stampa) E “rientra nell’apertura di credito della Santa Sede verso un crescente ruolo della Lega nella maggioranza”. Questi montano su con chiunque comandi.
Intanto ieri B16, facendo riferimento alla vicenda dei preti pedofili, ha detto: E' un momento di "tribolazione" per una Chiesa "ferita e peccatrice".
Che il cinismo fosse di casa in quel del Vaticano era noto, il Tremonti però glielo potevano risparmiare. Stavolta B16 ha tutta la nostra comprensione. GPS

martedì 20 ottobre 2009

Posto fisso e bandiera rossa

Il ministro dell’Economia, con l’intenzione di sorprendente , ha affermato “Non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. (fonte AdnKronos.org)
Il Tremonti continua dicendo che per lui “la mobilità lavorativa non è un valore”.

Se dal pulpito che viene, non fosse quello della “patacata creativa”, stavolta saremmo tentati quasi di dargli ragione. Ma è solo per un attimo……
Infatti…. questo governo e il Tremonti, ha operato per far arrivare a circa 4 milioni gli atipici, precari, ecc.
Parliamo di circa 800 mila collaboratori a progetto, 600 mila lavoratori (una volta si chiamavano interinali), 2 milioni e 250 mila lavoratori a tempo determinato, 125 mila collaboratori occasionali, 190 mila professionisti con partita Iva, che spesso svolgono attività in una sola azienda, in modo esclusivo, tanto da essere chiamati «finti autonomi ». Totale, 15 per cento della forza lavoro.
Poi la politica economica creativa del Tremonti è stata fortemente impegnata perché i disoccupati oggi arrivassero a oltre 2 milioni.
Come vedete il “posto fisso” è in cima ai pensieri tremontiani ed anche nel programma del suo governo.
E se non ci credete, la prossima volta, vi canta anche Bandiera Rossa. GPS

martedì 15 luglio 2008

Cucù le tasse non le caliamo più

Ricordate il martellante slogan della campagna elettorale: “Noi abbasseremo le tasse”.
Il Tremonti ci dice oggi di aver raschiato il fondo del barile e di non aver più soldi in cassa.
La Robin Tax di Tremonti Hood quella che doveva castigare i petrolieri e le banche si è rivelata l’ennesima patacata.
La "social card" per i più poveri, una specie di tesserino per avere riduzioni di prezzo su generi alimentari e servizi si tratta in effetti di poco più di un euro al giorno, in tre anni spenderanno meno per i non abbienti di quanto destinato a mantenere in vita Alitalia per tre mesi. Si è giustificato con un: avevo capito male pensavo di dover rubare ai poveri per dare ai ricchi.
Ma ciliegina nella torta l’ ha anticipata Tremonti Hood e l'ha messo nero su bianco nel Dpef, il Documento di programmazione economico-finanziaria. “Le tasse non le caliamo”, “non ci sono soldi per nessuno”, “la riduzione delle tasse verrà come dividendo del federalismo fiscale”.
Se il federalismo fiscale è l'unico modo per abbassare le tasse, detto da gente che ha tolto l'unica tassa federalista suona come una barzelletta... campa caval che l’erba cresce. Ovvero Cucù le tasse non le caliamo più! (vignetta da Il tafano) GPS

lunedì 9 maggio 2011

A Bologna, fora da i ball i ringhiatori legaioli

I ringhiatori legaioli ce l’hanno messa tutta e sono accorsi ieri sera a Bologna per sostenere il loro Manes Bernardini candidato a Sindaco. Tutti sul palco quindi: Umberto Bossi, Giulio Tremonti, Rosi Mauro, Angelo Alessandri, in trasferta pure dal Veneto lo Zaia.
Sulla manifestazione le aspettative erano grandi ma alla fine il tutto si è risolto in un miserevole flop. In piazza più poliziotti e agenti antisommossa che partecipanti. I gerarchi legaioli hanno sfoderato il rosario che è sempre lo stesso: Vinceremo, caccia all’exstracomunitario, il federalismo patacca ve lo diamo solo noi, lotta contro i terùn, ecc.
Il palmares del politicamente idiota, in mancanza della Trota, se lo è aggiudicato il ministro Tremonti che non ha voluto essere da meno dei legaioli di merenda e ha rincarato la dose:


“In città ci sono troppi stranieri. Merola è un cognone del sud, avanti così e arriverà Alì . Anzi Alì Babà così i babbà li dà a Merola” e ha preteso pure che il pubblico ridesse.
Ma ai ringhiatori legaioli è successo come ai pifferai di montagna che andarono per suonare e furono suonati. Che tradotto in padano se no non capiscono: ''Fora da i ball!''.
E socmel, sti giovani bolognesi, nel video sotto, come suonano bene! GPS



giovedì 27 maggio 2010

Chi sbatte il muso nel Tornante della storia?

Una manovra finanziaria lacrime e sangue e i relativi tagli sono depressivi e tristi, non inducono all’ottimismo e all’allegria. Per esempio aboliamo le province.
"Se uno prova a tagliare la provincia di Bergamo, scoppia la guerra civile", il Bossi.
La Provincia di Sondrio si trova al confine con uno Stato straniero (che razza di criterio demente è?) e poi è la mia provincia, non si tocca”, il Tremonti.
Nel consiglio dei ministri un coro se non cassate le vostre, restano anche le nostre.
Tagliate quello che volete ma la Protezione civile non si tocca, la cricca è mia e la gestisco io”, il Papi.
La manovra dei tamponi, dei tagli e dei casini è stata costruita così.
Poi il Super ministro Tremonti ci rifila l’ennesima patacata, cioè ci avvisa che “Siamo a un tornante della Storia, non siamo in una congiuntura economica”.
La morale del “tornate della storia” è il taglio a senso unico: se un cittadino guadagna un milione di euro non mette un centesimo, se invece fa l'infermiere, il muratore, l’insegnate, l'impiegato o il pensionato partecipa al giusto sacrificio per non fare la fine della Grecia e sbatte il muso alla prima curva del tornante storico.
Casta e cricca non si toccano, filano liscio come l’olio e scansano il tornante. La farsa è finita, l’ultimo che esce spenga la luce. GPS

giovedì 27 novembre 2008

Patacca card

Nuovo spot patacca della coppia Tremonti e Sacconi che ieri hanno presentato la social card. Il coniglio fatto uscire dal cilindro più che una magia è una pura patacca.
Per la verità, nella solita strategia mediatica per fessi, il Tremonti
La card della vergogna l’aveva già venduta il giugno scorso. Ci aveva azzeccato Bersani: “Stanno spostando carri armati di cartone per la parata”.
Come per le "baionette" di Mussolini, che venivano spostate da un posto all'altro per fingere che si moltiplicassero fino ad arrivare a "otto milioni di baionette".
Questo governo cucù non sa far altro che reintrodurre la tessera annonaria del regime fascista.
Provvedimento inutile ed umiliante. Inutile perchè non è con 40 euro al mese (1,31 euro al giorno) che uno stato serio e responsabile si occupa della fascia più povera della sua popolazione. Umiliante per chi la riceve in quanto, presentandola alle casse dei supermercati, il possessore verrà catalogato come povero e diseredato.
Con 1,31 euro al giorno i poveri sopravvivono 1 giorno in più al mese. Invece di arrivare alla seconda settimana, arrivano alla seconda e 1 giorno.
Gli americani si sono accorti solo dopo otto anni di aver eletto il peggior presidente e governo della loro storia, gli italiani notoriamente più tamugni, quando ci metteranno? GPS

venerdì 24 agosto 2007

Tremonti: "Sciopero fiscale come Gandhi"


Giulio Tremonti, vicepresidente della Camera ed esponente di Forza Italia, in un'intervista al Corriere della sera, rilancia lo sciopero annunciato dalla Lega.

TREMONTI VUOLE USARE LA FIGURA DI GANDHI PER LO SCIOPERO FISCALE... POVERO GANDHI si rivoltera' nella tomba.

L'imbecillità politica è davvero senza limiti. GPS

mercoledì 1 luglio 2009

Tremonti ticket

Lo so, Papi e i Berluscones si incavoleranno. Dare le cattive notizie è proibito, non bisogna parlare della crisi, dell'aumento dei disoccupati, di cassa integrazione, del crollo della produzione industriale, del nostro reddito pro capite che è intanto il più basso d'Europa, al tredicesimo posto della classifica, seguito soltanto dalla Grecia e dalla Slovenia.
Noi corriamo il rischio e cerchiamo di non metterci troppo del nostro.
Appena lunedì scorso Papi, durante la conferenza stampa di presentazione del G8 a Napoli: “La crisi (questa parola gli deve essere scappata) si abbatte anche sul fisco riducendo le entrate dello stato che per il 2009 potrebbero soffrire un calo di 37 miliardi di euro”.
Subito dopo il Tremonti, il giorno successivo martedì, ha invece smentito il Papi affermando che l'andamento delle entrate fiscali è in linea con le previsioni. Il ministro ha poi spiegato che il calo di 37 miliardi, annunciato ieri dal Papi, “compara la situazione presente con quella vecchia ma molto è cambiato”. Traduzione, quella “cosa” da alla testa e spesso non ricorda quello che dice.
In attesa che la Banda del buco si metta d’accordo, hanno firmato la manovra da “tre soldi” e per la famiglia “caparrato” il ticket. GPS

venerdì 17 ottobre 2008

Salva-bancarottieri, replay

Ci avevano già provato col il il salva culo dei manager di Stato , poi dopo la denuncia della porcata da parte di Report,sono stati costretti a fare marcia indietro. Ricordate il trucchetto Tremonti : «Via l'emendamento o via il ministro».
Adesso ci riprovano.
Il disegno di legge delega non è ancora arrivato in Parlamento, ma è già pronto per sbarcare in aula.
Pare che l’ opposizione questa volta abbia addrizzato le orecchie, così la denuncia del nuovo colpo di spugna arriva dal ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia, magistrato, che bolla questa iniziativa come «una tempesta ben peggiore della precedente, è la sostanziale depenalizzazione del reato di bancarotta patrimoniale».
Cosa che «provocherebbe effetti immediati su tutti i procedimenti in corso, compresi i crac Cirio e Parmalat». Tenaglia, solitamente pacato, usa toni di fuoco: «È vergognoso che il governo tenti nuovamente di sottrarre alla giustizia coloro che hanno derubato i risparmiatori, proprio quando sembrava che la norma salva manager stesse tramontando». Secondo il ministro ombra, la salva manager «una volta uscita dalla porta rientrerebbe dalla finestra in tutti i procedimenti che riguardano gravi reati finanziari». Conclusione: «Si deve impedire questo scempio». (fonte l’unità). Lo specialista del settore, l’Alfano tace.
Stiamo a vedere il Tremonti che giochino di prestigio s’ inventa questa volta. GPS

mercoledì 20 aprile 2011

Altro che fuga di cervelli, quelle della Gelmini sono braccia rapite all’agricoltura

Sa dell’incredibile quello che è successo ieri sera durante la trasmissione Ballarò, su RaiTre.
La dimostrazione di arroganza, incompetenza, pressapochismo e cialtroneria offerta dalla ministra Gelmini sfiora il delirio.
Si discuteva di scuola, riforma, università,tagli ecc. Ad un certo punto della discussione Enrico Letta, del Pd, fa presente al Ministro dell'Istruzione Gelmini che, dalle tabelle del Def (Decisione di economia e finanza) risultano 4,5 miliardi di euro all'anno di tagli per il 2012, il 2013 e il 2014, per un totale di 13,5 miliardi.
A questo punto la Gelmini comincia a schiamazzare tutta agitata che non è vero, contesta esagitata quanto le viene detto. Enrico Letta, con francescana pazienza, si alza in piedi e porge al ministro i documenti firmati dalla stessa Gelmini e da Tremonti.
La ministra sbianca, l’imbarazzo è totale. Riprova nuovamente a negare e si dimena tutta per smentire. Poi tenta un drammatico: "non so quali tagli siano perchè altrimenti il Ministro Tremonti me l'avrebbe detto". Risate a crepapelle, la temperatura si fa incandescente.
Fortuna che arriva l’aiutino dai suggeritori alle spalle e del paraculo di turno il Sechi del Tempo: "Non sono tagli, sono minori spese", dalla serie Ruby è la nipote di Mubarak.
Comunque un Ministro che non sa e non conosce di quali risorse può contare nei prossimi anni per il proprio dicastero è una cosa che non si è mai vista manco nel Burundi.

Fra qualche giorno ci verrà a dire, alla Scajola quello della casa, che non solo i tagli alla scuola ma che l ‘hanno fatta ministro a sua insaputa. Se vi siete persi il ministro a sua insaputa il video QUI GPS

lunedì 11 maggio 2009

Crisi, a gratis?

Sabato scorso Il Sole 24 ore ci avvisava dell’ uscita l’ultima edizione del ‘Diario della crisi’ redatta dal Censis.
Il Censis certifica che un italiano su due, il 47,6% per la precisione, è stato colpito «concretamente» dalla crisi, quasi il 40% ha subito perdite nei propri investimenti, mentre il 30% ha registrato una riduzione del reddito e, in generale, circa il 60% ha cercato di ridurre i consumi, senza grandi differenze tra chi è intervenuto sulle spese in generale e chi solo su quelle voluttuarie.
In particolare il Censis sottolinea "la confusione del ceto medio", che sta pagando la fine delle certezze passate, come la crescita costante, il welfare e la sicurezza del lavoro "specialmente per i figli". Sempre secondo il Censis,"sembrerebbe quasi la fine di una lunga fase di imborghesimento della società italiana e l'inizio, per il ceto medio, della paura di perdere terreno".
Una paura ancora forte, tanto che per il 68,3% degli intervistati "non è affatto vero che ormai abbiamo toccato il fondo", ma ritiene anzi che il peggio debba ancora arrivare (un timore che è più forte nel Centro-Sud che nel Nord-Ovest).
Intanto il Tremonti ci vuole convincere che tutto è passato, la crisi non c’è più, resta solo un piccolo problemino, la "decrescita" del PIL, da superare con un "leggero" aumento del debito pubblico, ma per fortuna di noi italiani non sarà che una piccola cosuccia, visto che siamo indebitati fino al collo, che culo!, non se ne accorgerà nessuno.
Nonostante il va tutto bene madama la marchesa di Sua Immunità e dello scudiero Tremonti , la verità è che la paura fa novanta. I piccoli commercianti, artigiani e le imprese manifatturiere di piccola dimensione hanno i capelli dritti e aumenta in loro il fondato sospetto che alla fine dovranno pagare il conto e sarà molto salato. Inoltre per loro non ci sarà nessuna Bad Company. GPS

venerdì 16 marzo 2012

L’occupazione secondo il banchiere del Papa


Ettore Gotti Tedeschi, il banchiere del Papa, presidente della Banca Vaticana (Ior) e da mesi indagato per questioni di riciclaggio di denaro sporco, ha la faccia come il culo avrebbero scritto quelli di “Cuore”.
Il nostro durante la presentazione del libro dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti presso la Pontificia università lateranense di Roma, per spacciare le sue tesi economiche non trova di meglio che vomitare una agghiacciante storiella.
Infatti racconta che mentre Keynes si vanta di aver salvato il capitalismo, Hitler, in Paradiso, può vantarsi di aver salvato l'occupazione, avendo impiegato sei milioni di persone al fronte e sei milioni a fabbricare cannoni.(sic)
La gaffe ha creato forte imbarazzo in platea, lo stesso Tremonti c’è rimasto di sasso, solo vicino a lui un prete ciccione annuisce convinto.
Peccato che questo banchiere con la “faccia come il culo " si sia dimenticato di aggiungere ai 12 milioni di posti di lavoro creati dal Fuhrer, quei 6 milioni di posti fissi realizzati a tempo indeterminato coi forni crematori. Guardate queste facce  il video, perché meritano. 
I nostri sono gli stessi che poi montano crociate contro la blasfema pubblicità della Red Bull. GPS

domenica 31 luglio 2011

Papi e le vacanze di Gheddafi

Un Papi alla frutta e disperato tenta il rilancio sulla scena politica con una nuova barzelletta. Il ruolo della vittima è quello che gli viene meglio e che tanto piace ai berluscones, ci ha sguazzato per anni.
Il “ce l'hanno tutti con lui”: i pm che lo vogliono dietro alle sbarre, i comunisti, le toghe rosse, la mafia, gli ex compagni di merende e l’elenco con il Maroni e il Tremonti si allunga sempre, ha sempre funzionato.
Stavolta ci riprova: “Gheddafi mi vuole morto. Lo so che me l'ha giurata, l'ho saputo da mie fonti certe”, ha detto al Corriere della Sera. La balla è stata subito smentita da palazzo Chigi.
Pronto anche il Capezzone che approfitta per far vedere che è ancora vivo: “Era solo una questione di vacanze”. (la vignetta è di Maramotti sull’Unità di oggi)

martedì 3 marzo 2009

Si ammoscia il PIL

Il PIL italiano nel 2008 è -1%, il dato peggiore degli ultimi 30 anni. Mentre per gli altri Paesi il Pil è in aumento dell'1,3% in Germania, dell'1,1% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito e in Francia.Questo: 1,3% Germania, 1,1% USA + 0,7% Inghilterra e - 1% Italia, perché sta roba?
Semplice, ci hanno raccontato sempre delle patacche.
La cosa però strizza, Sua immunità e maggiordomi stanno finendo le cartucce. Quelle sparate si stanno esaurendo. Ricordiamole per gli smemorati:
La crisi finanziaria non toccherà l’economia reale”, "L'Italia se la sta cavando e se la caverà, sono sicuro uscirà meglio degli altri dalla crisi", “Il nostro paese il sistema bancario è solido, ci deve tranquillizzare sullo stato delle banche italiane”. Per arrivare alla perla: “Fate girare la moneta!” e abbiano "le armi" (forse contavano su quelle dei legaioli) per combattere e per arginare la tempesta finanziaria. Per finire, il Tremonti di ieri: “Salvare tutti è una missione divina”, una specie di si salvi chi può.
Così nel regno di Sua immunità, si accorgono oggi, che la crisi esiste davvero e non sanno “che pesci pigliare”. Le risorse disponibili le hanno già regalate a chi non ne aveva bisogno. I soldi per i disoccupati, in costante e drammatica crescita, non ci sono.
La convinzione che sarebbe bastato prendere le impronte ai bimbi rom, buttare a mare i clandestini, non staccare il sondino, far sfilare le ronde padane e puntare tutto sulla Ventura, la De Filippi, il Grande Fratetello si sta rivelando un disastro. Hoho!, la crisi non si ferma neanche col festival di San Remo, è proprio stronza. GPS

giovedì 14 ottobre 2010

La ministra della Distruzione alla prova di meritocrazia

Oggi i giornali ci riferiscono che hanno fatto arrabbiare la ministra della Distruzione Gelmini.
Infatti ieri in commissione cultura della camera dei deputati era ordine del giorno, la riforma della Università, già messa in calendario in aula per giovedì e venerdì.
La ministra della Distruzione aveva premesso: “Basta perdere tempo, questa è la settimana delle decisioni. Questo governo non si farà intimidire né dalle opposizioni, né da quelli che intonano per le strade vecchi slogan…”.
Tutto fila liscio? Manco per sogno. E qui la sceneggiata clamorosa di una maggioranza in preda alle convulsioni, alla commissione cultura arriva (Tremonti) una dettagliata relazione, con la quale si contesta la mancata copertura finanziaria di 23 dei 26 articoli del provvedimento. (fonte blitzquotidiano.it)
Che tradotto vuol dire, branco di bischeri che cavolo state li a perdere tempo a far chiacchiere tanto i soldi non ci sono.
Dopo il clamoroso sberlone che affossa per ora la sua riforma (si fa per dire), la ministra della Distruzione esce in tutta fretta piagnucolante, dicono sorretta a fatica dal marito. (fonte vignetta riveduta e corretta da Il vernacoliere). GPS

lunedì 12 ottobre 2009

Capezzone e le "categorie" del Sciascia

Ieri il Capezzone ha rimproverato Franceschini di non conoscere bene: le cinque 'categorie' umane elencate da un personaggio del “Giorno della civetta” di Leonardo Sciascia. In quell`elenco c`erano,nell'ordine, gli 'uomini', i 'mezz'uomini', gli 'ominicchi', i 'pigliainculo', e, ultimi, i 'quaquaraqua''. Inserendo Franceschini nell’ultima categoria.(Fonte Adnkronos)
Ora un individuo come il Capezzone, simbolo del trasformismo più becero e vergognoso, mercenario buono per tutte le stagioni, che si permetta di dire a qualcuno del "quaquaraqua'' è il massimo dei paradossi e qualcosa di insopportabile.
Vi voglio ricordare alcune perle del nostro Capezzone su Papi, prima di essere acquistato al “gran supermercato delle vacche” dei grandi saldi di stagione. Dal Capezzone dixit:

“Berlusconi non è l’erede di Don Sturzo , ma di Don Lurio”;

“Berlusconi è come Vanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento”;

Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti: uno dice “Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge” e l’ altro, offeso “Ma guarda che io non ti ho dato niente!”. Ecco, Berlusconi potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra Bondi e Fede“;

"Berlusconi fa ridere e si sdraia su tutti i canali";

"Berlusconi è un mafioso";

“Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5mila miliardi (lire) di debiti, oggi (2005) vanta 29mila miliardi di attivo (sempre in lire)";

“L'Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero
"ecosostenibili". Ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un'autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve (eppure, anche tanti leader del centrodestra sono tutti divorziati.), contro l'aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all'ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello";

"Dopo la 'cieca di Sorrento', la 'muta di Portici', e lo 'smemorato di Collegno', arriva lo 'sciancato di Arcore'";

"Noi coglioni? È Berlusconi che si è fatto una canna";
"Berlusconi fa una politica estera da quarta elementare, siamo alla trasposizione su scala internazionale del 't'aspetto fuori';
Berlusconi ha pagato magistrati, in nessun paese al mondo avremmo un premier così". Ecc,ecc (per chi le vuol leggere tutte QUI)

A questo punto, viste le categorie del Sciascia, non abbiamo nessuna difficoltà ad inserire il nostro in quella dei "pigliainculo". GPS

martedì 7 giugno 2011

Il vertice del nulla e la quadra

Dopo il vertice del nulla a Villa San Martino in quel di Arcore, tra i vertici dei Beluscones e quelli Legaioli, il Bossi solo stamattina ha dato finalmente la linea al popolo padano attraverso la “La Padania”:
“Sono Berlusconi e Tremonti a dover trovare la quadra”.
L’ex Celodurista è stato rassicurato da Papi che Ruby è la nipote di Mubarak, che il governo taglierà delle tasse per famiglie e imprese e Babbo Natale gli regalerà il federalismo. Il Trota che ha presenziato all’incontro a tali notizie è svenuto dall’entusiasmo. GPS